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Ducati Monster 1100 Evo – Test Ride

Dopo 18 anni di produzione Ducati Monster diventa maggiorenne e testimonia il suo livello di maturità con la versione più perfezionata e più sportiva mai prodotta: la 1100 Evo

Era l’ormai lontano 1993 quando gli appassionati di moto rimasero stupiti dalla nascita di una moto che, allora ancora non si sapeva, avrebbe rivoluzionato l’intero settore, una moto dal nome tanto semplice quanto azzeccato: Ducati Monster.
Il tempo è passato e proprio come una persona che cresce, fa esperienza e migliora, così anche il “mostriciattolo” di Borgo Panigale ha fatto il suo percorso, arrivando, versione dopo versione, alla sua completa maturità: una maturità tecnica che ne ha accresciuto la potenza, la dotazione elettronica di serie, la ciclistica ed il design e che si riassume nell’ultima versione che appunto è il Ducati Monster 1100 Evo.
Il cuore del Monster 1100 Evo è l’evoluzione del già collaudato Monster 1100: un bicilindrico ad L di 90° ad aria con doppia valvola ed una cilindrata di 1079 cm3. Questo motore, nello specifico, porta il Monster 1100 Evo ad essere il Monster più potente mai realizzato, con una potenza massima di 100 Cv a 7.500 giri ed una coppia di 105 Nm, ora disponibile già a 5.750 giri.
Ovviamente non solo il motore è stato reso più potente e reattivo, ma anche la ciclistica è stata oggetto di miglioramenti ed attenzioni da parte dello scrupoloso team di ingegneri della Ducati, che hanno voluto rendere il Monster Evo il top della sua gamma. Se quindi non poteva che esserci il tradizionale telaio in traliccio a contenere il propulsore, troviamo invece una nuova forcella, composta da steli Marzocchi da 43 mm. completamente regolabile, per quanto riguarda l’anteriore, ed un monoammortizzatore Sachs, anch’esso regolabile, al posteriore.
Anche i freni sono stati scelti volendo offrire il massimo per una moto di questa tipologia, rivolgendosi quindi a Brembo che ha dotato il Monster Evo di pompa radiale, pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini su dischi da 320 mm all’anteriore, mentre per la ruota posteriore troviamo un disco da 245 mm.
Anche esteticamente sono state apportate delle modifiche, certamente non radicali, per non stravolgere un evergreen come il Monster, ma di sicuro impatto visivo, come ad esempio il nuovo scarico sovrapposto corto e tozzo, che oltre ad emettere un suono molto aggressivo e piacevole, conferisce anche un look più “street fighter” alla moto.
Anche la coda è stata ridisegnata per essere ancor più essenziale, mentre la posizione in sella, sia del pilota che del passeggero, è stata ridefinita per garantire comfort in sella, mantenendo comunque l’altezza della seduta ad una quota, 810 mm, che consente a chiunque di arrivare a toccare tranquillamente a terra.
Ma la dicitura Evo su una Ducati, significa prevalentemente l’adozione della nuova elettronica made in Ducati.
Il Ducati Safety Pack, infatti, si compone di due importanti dispositivi: l’ABS ed il DTC (Ducati Traction Control).
Entrambi i sistemi funzionano grazie ai sensori di velocità posti nelle ruote e comunicano alle rispettive centraline, oltre alla velocità, anche eventuali asincronie di rotazione o repentini rallentamenti che porterebbero ad un bloccaggio delle ruote. L’ABS rimane comunque disinseribile, mentre il DTC è regolabile in quattro diversi livelli di intervento.
Le colorazioni del Monster 1100 Evo saranno nel classico Rosso Ducati, con una banda bianca ed in Diamond Black, con banda grigia, per chi volesse una moto più “da sera”, ma, come per tutta la famiglia Monster, sono disponibili le cover intercambiabili della serie Logomania, oltre a quelle che replica che celebrano i due campioni del mondo che corrono in MotoGP per Ducati: Valentino Rossi e Nicky Hayden.
Il prezzo per l’Italia sarà di 11.690 € e a noi non resta che saltare in sella e sottoporre il Monster 1100 Evo al suo esame di maturità.

In strada.

Se ne stanno lì, tutte allineate nel parcheggio di una bellissima villa ai piedi dell’Etna, le Ducati Monster 1100 Evo destinate alla stampa di settore che le interrogherà e metterà alla prova per stabilire se, dopo 18 anni, abbiano veramente raggiunto l’apice di funzionalità e prestazioni che sulla carta dichiarano.
Si gira la chiave ed il display completamente digitale si accende e ci dà il benvenuto, come fa il sordo ruggito che fuoriesce dal doppio scarico appena spingiamo il bottone d’avviamento.
Indubbiamente la candidata non è intimorita dall’esame e risponde con voce forte e chiara, facendo subito capire che la sua potenza è accresciuta e la sua voglia di dare emozioni non è da meno.
Ci incolonniamo nelle stradine dei paesi etnei per dirigerci verso il vulcano che ci mette a disposizione una delle strade più belle d’Europa e subito ritroviamo uno dei punti di forza del Monster, oltre che di Ducati in genere, ossia il cambio. Quando si tira la frizione e si aziona il pedale, la marcia entra morbidissimamente e senza alcuna incertezza, non c’è bisogno di spingere con forza né si rischia mai di incappare in un “folle” non desiderato.
Una volta arrivati alle pendici del vulcano comincia la bellissima strada ricca di curve ben asfaltate e poco trafficate dove possiamo effettivamente far cominciare il test.
La manopola del gas libera i cavalli dolcemente, se girata con attenzione, ma in grande quantità; mentre si solleva l’anteriore della moto se si dà una bella manata, dal momento che il rapporto peso/potenza la rende indubbiamente una moto molto esuberante.
Questo comporta anche un leggero effetto on/off quando si guida in modo un po’ cattivo, conseguenza inevitabile per un motore che eroga potenza così prontamente, d’altro canto si può anche contare su un ottimo freno motore che spesso risulta sufficiente per una guida fluida, senza dover sempre ricorrere all’uso dei freni.
I freni, appunto, sono una vera e propria garanzia: si può modulare la frenata ed avere comunque una decelerazione importante in pochi metri o si possono anche tirare un po’ più energicamente, potendo contare su un dispositivo ABS di ottima fattura che interviene mantenendo la frenata sicura, senza che l’assetto si scomponga e senza risultare invasiva per il pilota.
In quanto a non invasività, anche le vibrazioni al manubrio ed alle pedane sono minime, aspetto inatteso da un bicilindrico come il Desmodue che allestisce il Monster 1100 Evo.
Quando le curve cominciano a susseguirsi una dietro l’altra comincia il vero divertimento: il Monster ha cambi di direzione molto rapidi ed un’ottima stabilità in ingresso e percorrenza di curva, grazie anche, in parte, alle nuove gomme che monta: le Pirelli Diablo Rosso II.
Per quanto riguarda l’uscita di curva il comportamento rimane comunque ottimo e nel riaprire il gas la moto non ha reazioni indesiderate, anche grazie al DTC che, come avverte una possibile perdita del posteriore, interviene a correggere l’erogazione senza che il pilota se ne accorga, evitando spiacevoli conseguenze e garantendo migliori prestazioni di guida.
Se si guida paciosi e rilassati, godendosi il paesaggio, la posizione in sella risulta confortevole e rilassata, con il peso ben distribuito e la schiena in una posizione caricata, ma corretta, mentre quando si comincia a spingere un po’ di più è il caso di essere pronti: le reazioni vigorose della moto, infatti, portano a caricare sui polsi, soprattutto in staccata, un po’ come se si avessero dei semimanubri, cosa che dopo qualche ora di guida al limite stanca un po’. Discorso simile vale per l’angolo di attacco tra sella e serbatoio. I maschietti, soprattutto, noteranno infatti che quando si guida forte, sempre in frenata soprattutto, la pendenza della sella che va a cozzare sul serbatoio, potrebbe portare a degli “schiacciamenti” che vanno accuratamente evitati facendo forza sulle pedane per evitare dolorini di origine andrologica, ma è pur vero che essendo questo il Monster più estremo ci si si debbano aspettare reazioni altrettanto estreme quando la si libera e lancia ad alta velocità tra curve e tornanti.
L’esame di maturità il Monster 1100 Evo lo supera egregiamente, dimostrandosi il miglio Monster di sempre, capace di grandi emozioni, un pacchetto tecnologico al top e soprattutto una sensazione di sicurezza che accompagna chi la guida in ogni condizione, consentendo di lasciare a casa preoccupazioni e timori, per ritrovare il pieno gusto di una guida sportiva, divertente ed adrenalinica; un solo dubbio sorge a questo punto, un dubbio che probabilmente darà nuovo filo da torcere ai tecnici della Ducati: dopo il Monster 1100 Evo, come sarà possibile incrementare ancora una moto così perfezionata, senza stravolgerla nella sua essenza? Come si potrà creare un Monster più Monster della 1100 Evo?

Abbigliamento usato nel test

Casco: Suomy Apex – Cool Red
Giacca: Dainese
Guanti: Ducati by Dainese
Stivali: Dainese Torque In

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