Fantic Motor Issimo, non solo Caballero per il fortunato rilancio

Verrebbe da chiamarlo Gret-Issimo, perché pur essendo il frutto di un progetto anni prima della nascita del fenomeno Greta, è un oggetto che va sicuramente della direzione della sostenibilità. Due versioni, una a pedalata assistita da massimo 25 km/h e la versione omologata come ciclomotore e 45 km/h

Fantic Motor Issimo – prima di parlare di questa innovativa e-bike, occorre fare una parentesi sul marchio che la contraddistingue e, soprattutto, sul suo recente roboante rilancio. Fantic Motor ha alle spalle infatti 51 anni di storia, dai primi prodotti alle gare, con successi fin da subito dopo l’esordio nel 1975 ed inclusi titoli mondiali a fine anni ’80, con la nascita della gamma trial. Fino al fallimento nel 1995, poi gli anni sono trascorsi senza grandi notizie. Nei primi anni ‘2000 da lombarda diventa veneta, con la produzione riavviata “timidamente” nel 2005. Bisogna attendere però il 2014 per vedere il vero rilancio di un marchio storico italiano. Rilancio firmato VeNetWork, iniziativa che nasce nel 2011 per mettere in contatto imprese (100% venete) che fanno network per allargare le loro prospettive, in questo il rilancio di Fantic è uno dei migliori esempi, uno di quelli di maggior successo.

Dal 2014 ad oggi si è infatti vista una crescita da 6 ad 87 dipendenti, in un’azienda in forte crescita che punta all’innovazione tecnologica, al design ed ai nuovi trend del mercato. Un marchio che esporta ed è presente in una miriade di mercati, oltre venti tra Europa (che la fa da padrona), America, Asia ed anche Nuova Zelanda. Se nel segmento delle moto 125 in Italia è leader, sono i dati del fatturato a far capire l’entità della crescita negli ultimi 5 anni e le sfide che si pone per il futuro: 45 milioni di euro nel 2019 e punta a quota 100 nel 2022. Una crescita che definire rilevante è riduttivo: da 800 mila euro nel 2014, poi 4.5 milioni, 10, 15, 28 nel 2018 e un obiettivo molto sfidante, quello di raggiungere un fatturato di 200 milioni entro 6 anni, magari anticipando al 2021 il superamento dei 100. Il tutto senza perdere di vista valori come una produzione 100% in Italia, fatta eccezione per alcuni componenti, ma con capitale tutto interno e con tre sedi produttive. In questo contesto Caballero diventa quasi un brand nel brand, un mondo a sé che fa parte della produzione di una azienda che si muove in altre due direzioni, l’offroad e le e-bike. In questo Issimo è proprio un concetto trasversale che unisce questi due mondi. Testimonial d’eccezione il campionissimo delle due ruote a pedali, Francesco Moser, che delle biciclette a pedalata assistita è diventato grande esperto e che era presente alla prima del vincitore del premio Eurobike award 2019 per il design.

Vi presentiamo ISSIMO

Con 630Wh di batteria, un motore capace di 250W e 80 Nm di coppia e poco più di 30 kg, potrebbe sembrare quasi una e-bike come altre, con alcune chicche come il cambio Shimano Nexus a 5 rapporti integrato nel mozzo, abbinato ad una assistenza elettrica su altrettanti livelli. In realtà il progetto ruota intorno ad un telaio in alluminio che è certamente elemento distintivo del mezzo, grazie alla pressofusione invece di normali tubi piegati, come sulle classiche biciclette. Troviamo poi gomme “fat”, 20×4 pollici, per avere stabilità anche sui fondi disconnessi delle città.

Declinato in due allestimenti, con pneumatici tassellati per off, più stradali per l’uso urbano, è dotato di una forcella ammortizzata all’avantreno, illuminazione led, batteria integrata nel design, attenzione all’ergonomia ed alla facilità d’uso. Entrambi i due allestimenti Urban e Fun (oltre alle gomme cambiano gli accessori ed i parafanghi sono più pronunciati sulla Urban) sono disponibili per le due versioni, quella con assistenza fino a 25 km/h e l’Issimo della categoria 50ini, con 45 km/h di velocità massima, che arriverà in un secondo momento. Cambierà il motore (accreditato di circa 500W), la batteria (a voltaggio superiore – 48 invece di 36 – ed è probabile ve ne sarà una seconda sul portapacchi per passare 1 kWh di capacità)  e l’elettronica ovviamente dedicata.

Interessante poi l’iniziativa che lancia l’hashtag #issimobyyou e che vuole rendere partecipi gli utenti,  aprendo un programma di customizzazione. Inizia dalle cover colorate per il telaio, ma in futuro si vuole allargare la proposta in termini di accessori e personalizzazioni.

Primo contatto, prezzo e conclusioni

Alla guida l’Issimo si fa notare nel centro di Milano, intorno all’Unicredit Tower dove abbiamo brevemente guidato in anteprima il nuovo arrivato di casa Fantic. Ottima la qualità percepita e molto semplici i comandi, prima di partire è sufficiente una pressione sul tasto sulla batteria e su quello di accensione al manubrio. Offre cinque livelli di assistenza, che sono anche il motivo di un’autonomia che varia da circa 70 fino a 120 km, se sfruttate meno il propulsore elettrico e di più l’energia delle vostre gambe. Si tratta di una e-bike, ma sono forti i richiami anche al mondo delle moto, soprattutto quando ci si sofferma sul telaio in alluminio pressofuso, molto resistente e quasi un’opera d’arte. Per il resto i freni a disco sono all’altezza e consentono di fermarsi in spazi molto contenuti, mentre l’assenza dell’ammortizzazione posteriore e compensata dalla gommatura FAT, che smorza le buche e le imperfezioni dei fondi cittadini. Città che come è evidente fin dal logo dell’Issimo, è il suo habitat naturale. In questo l’Italia e le città più importanti come Milano, si stanno lentamente allineando ai trend delle vere metropoli, sempre di più al mondo, dove una mobilità sostenibile è sempre più un’esigenza sentita. A volergli trovare un difetto la forcella anteriore è il primo elemento ad andare in crisi con un utilizzo estremo, ma è evidente che l’obiettivo qui è la mobilità urbana, con stile e potendo sfoggiare un design davvero molto ben riuscito.

Issimo è disponibile praticamente da subito, arriverà infatti nei prossimi giorni, ad un prezzo di 2.990 euro.

ARTICOLI CORRELATI