Harley-Davidson Electra Glide Ultra classic: prova su strada

Abbiamo potuto toccare con mano l'esito del "Progetto Rushmore" salendo a bordo della Electra Glide Ultra Classic. Difficile migliorare una moto del genere, eppure ci sono riusciti. Unico difetto? Il prezzo...

L’Harley-Davidson Electra Glide Ultra Classic è una di quelle moto che la si capisce solo se la si guida. Esagerata in tutto consente di viaggiare per ore senza fatica, in due e con bagaglio al seguito. Partiamo con alcuni dati: la Electra Glide Ultra Classic è lunga 2,6 metri, pesa 394 chili a secco, ha un bagagliaio complessivo (suddiviso nelle tre valigie) di 132 litri, il motore da 1.690 cc (il nome 103 deriva dai pollici cubo) ha una coppia di 138 Nm a 3.750 giri (la potenza Harley la dichiara solo per la V-Rod) e costa 27.700 euro nella versione “base” e al netto di un numero pressoché infinito di optional, accessori e personalizzazioni.
Ma la particolarità della versione 2014 sta nel fatto che le modifiche apportate nascono dal “Progetto Rushmore” che nel corso degli ultimi 4 anni ha raccolto le indicazioni dei clienti Harley-Davidson sparsi per il mondo e lo ha tradotto in migliorie. Il nome del progetto deriva dal famoso monte Rushmore, quello con le facce dei presidenti scolpite sul fianco, che per gli americani rappresenta la meta di viaggio più ambita… un po’ la CapoNord del motociclismo europeo insomma. Il progetto ha per oggetto le Touring di casa HD: Road King Classic, Street Glide (che è la Touring più venduta in Italia e nel mondo), Electra Glide Ultra Classic, Electra Glide Ultra Limited e Tri Glide Ultra Classic (il Trike di Harley). In sintesi i campi di innovazione del progetto Rushmore sono: sicurezza e affidabilità grazie a luci a led o doppi fari alogeni, freni collegati Reflex (il sistema riparte la frenata tra anteriore e posteriore a seconda della forza con cui si agisce su leva o pedale) con Abs e motori Twin-Cooled High Output Twin Cam 103 (con le teste raffreddate a liquido) e High Output Twin Cam 103; infotainment tramite schermo a colori, connettività Bluetooth, riconoscimento vocale, tecnologia TTS (text-to-speech), navigazione GPS e supporto per comunicazioni intercom e CB in un unico dispositivo dalla qualità audio ulteriormente migliorata; comfort maggiore grazie alla nuova carenatura  batwing  dotata di apertura SplitStream per ridurre le turbolenze e alla sella passeggero ridisegnata; stile con interventi sulle borse (apribili con una mano sola), parafanghi più slanciati, leggerissimi cerchi in alluminio fuso e comandi manuali intuitivi. 
Nello specifico la Ultra della nostra breve prova prevede: 
Motore Twin-Cooled High Output Twin Cam 103
Frizione idraulica 
Freni collegati Reflex con ABS 
Sistema di infotainment Boom! Box 4.3 con schermo a colori, porta USB e connettività Bluetooth 
Nuova carenatura batwing dotata di apertura SplitStream 
Forcella più rigida con steli da 49 mm 
Faro anteriore e fendinebbia a LED Daymaker
Luci posteriori a LED montate sul Tour-Pak Cerchi in lega di alluminio Impeller 
Tour-Pak rinnovato e più capiente con chiusura one-touch 
Borse laterali ridisegnate con chiusura one-touch e maggiore capienza 
Sportellino carburante di tipo one-touch 
Parafango anteriore a basso profilo 
Indicatori più grandi dalla grafica migliorata 
Comandi manuali nuovi e intuitivi
 
H-D Electra Glide Ultra classic: prova su strada
Finalmente è arrivato il momento di toccare con mano i miglioramenti introdotti. Ancora prima di salire in sella notiamo con favore il nuovo meccanismo di apertura/chiusura delle borse, effettivamente molto pratica anche con una mano sola e il migliorato design del top case, che sembra più piccolo del precedente e invece è più grande! Utili anche i miglioramenti introdotti nei blocchetti elettrici, con le frecce da tradizione sui due blocchetti distinti e ancora senza il comando per il lampeggio, ma la nuova conformazione permette di azionare i comandi anche con pesanti guanti invernali, mentre nella parte inferiore sono presenti due tasti tipo joystick per la gestione del sistema di infotainment, che così può essere utilizzato senza togliere le mani dal manubrio (anche se il consiglio è sempre quello di fermarsi, però se si vuole alzare/abbassare il volume o cambiare stazione radio si può fare comodamente e in tutta sicurezza senza distogliere lo sguardo dalla strada). Bene, il bicilindrico di 1.690 cc si scuote al momento dell’avvio, per poi ronfare sornione al minimo: frizione morbidissima, prima che entra con un suono deciso e i 394 kg (a secco) della Ultra si muovono con una leggiadria difficile da credere. La sella bassa (740 mm), l’ampio manubrio e i pesi ben distribuiti permettono di districarsi, con la dovuta cautela, anche in mezzo al traffico ma, ovviamente, è fuori dalle città che la Electra Glide Ultra sfodera tutte le sue qualità. E proprio viaggiando si apprezza la più “drastica” delle novità introdotte con il progetto Rushore: le teste raffreddate a liquido non trasmettono calore alla sella (e di conseguenza a ciò che poggia sopra) a deciso vantaggio del confort e di quanti amano viaggiare per ore con la propria HD. 
I vantaggi del parziale raffreddamento a liquido non sono solo legati al confort: a parte un piccolo incremento dei valori di coppia e potenza ora il motore è ancora più regolare e “pieno” a ogni regime. Anche il nuovo sistema di gestione della frenata aiuta molto: quando si preme con la leva destra l’impianto (con abs) agisce solo sui dischi anteriori, ma quando si aumenta la forza viene fatto intervenire anche il posteriore e viceversa agendo sul pedale. 
Per il resto la Ultra è comodissima, la radio uno spettacolo (oltre che immediata nell’utilizzo) e in ogni frangente dimostra la sua indole tourer; ma non pensate che la si possa usare solo sulle dritte e vuote highway americane. Come si può notare dalle foto della nostra gallery anche sulle strette, tortuose e umide strade che portano al Mottarone avvolto nelle nubi la Electra Glide si muove con disinvoltura, creando qualche “imbarazzo” solo quando si vuole fare inversione… in questo caso il “trucco” è quello di non fermarsi, di affrontare la svolta con decisione perché finché ci si muove la Ultra si lascia “maneggiare” senza troppi problemi, ma muoverla da ferma è un altro paio di maniche…
 
Abbigliamento utilizzato per il test:
Giacca: Spidi Ace Tex
Pantaloni: Spidi Virous Tex Jeans
Guanti: Spidi Trophy H2out
Stivali: Stylmartin Delta
Casco: Schuberth S2

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