Prova su strada Moto Guzzi V9 Bobber Sport, quando l’estetica si unisce alla sostanza

Moto Guzzi ridefinisce il concetto di Bobber, unendolo al termine Sport, non solo nel nome, ma con dettagli da vera sportiva, come gli ammortizzatori Ohlins al posteriore. Scopritela nella nostra prova su strada

Presentata in occasione degli Open House 2018, Moto Guzzi V9 Bobber Sport rappresenta la faccia più sfrontata della serie V9 della casa di Mandello del Lario. Una serie speciale che aggiunge alla nota versione Bobber della V9 elementi di stile che ne incrementano il piacere di guida, ancor più che impreziosirne ulteriormente il raffinato look. Nello specifico guadagna la sella monoposto ribassata, scarichi slip-op e pregiati ammortizzatori Öhlins regolabili, più ulteriori dettagli, inclusa questa spettacolare colorazione dedicata, un arancione che, oltre ad essere totalmente inedito per la V9, ne incrementa la sportività.

Per il resto si conferma la V9 Bobber che, come suggerisce il nome stesso, è una custom sportiva di media cilindrata, caratterizzata da grande personalità e da un look decisamente azzeccato, fatto di linee semplici ed essenziali – in pieno stile Guzzi – con dettagli neri e pneumatici sovradimensionati che richiamano quelli delle moto bobber di metà Novecento, usate dai motociclisti americani nelle corse su strade sterrate.

Ti conquista al primo sguardo

Moto Guzzi V9 Bobber Sport serie speciale stile piacere di guida

Moto Guzzi V9 Bobber Sport, una serie speciale tutta stile e piacere di guida

Prendiamo in prestito parole del marketing del Gruppo Piaggio, perché è inutile negarlo: tra le caratteristiche che caratterizzano tutta la produzione di Moto Guzzi c’è il fascino di linee senza tempo, che hanno attraversato decenni e le mode più disparate. Una Guzzi si riconosce sempre e comunque e questa V9 Bobber Sport non fa altro che alimentare il mito di un brand che sa di storia e tradizione. A un primo sguardo l’occhio cade subito sulla sella monoposto ribassata e sul manubrio basso “drag bar”, che qui viene abbinato a riser più corti, per avere una posizione di guida più raccolta e sportiva rispetto alla Bobber standard ed, ancor di più, alla sorella V9 Roamer. A fare da padrone è il nero con cui sono rifiniti gli scarichi, i cerchi, il motore e molti altri dettagli. Solo qualche dettaglio (fianchi, serbatorio e parafango) è realizzato con una speciale tinta arancione che dà alla moto un aspetto retrò, ma incredibilmente attualizzato.

Molto classico anche l’aspetto degli steli della forcella, ricoperti dai soffitti in gomma nera nella zona di inserimento nei foderi. I pneumatici oversize sono un plus estetico e non solo. Il parafango anteriore è stato opportunamente accorciato, mentre il faro in posizione ribassata è incastonato in un bel cupolino in alluminio nero: un inno all’essenzialità. Il telaio a doppia culla scomponibile in tubi d’acciaio permette un’ottimale distribuzione del peso del motore sull’asse anteriore e posteriore, regalando così feeling nella guida brillante ed equilibrio dinamico. La chicca assoluta, anche per l’occhio, sono i due ammortizzatori Öhlins, che sono regolabili nel precarico molla ed anche nell’idraulica (sia in estensione che in compressione).

Oltre allo stile c’è di più

La Moto Guzzi V9 Bobber Sport è indubbiamente bella, molto curata e perfetta per farsi guardare. Non è solo un oggetto però, perché ha anche tanta sostanza, come ci hanno abituati dalle parti di Mandello del Lario. La principale caratteristica tecnica rispetto alle altre V9 è appunto la presenza degli ammortizzatori Öhlins, completamente regolabili. Questa scelta assicura una migliore capacità di assorbire le piccole asperità del fondo stradale, ma soprattutto un maggiore controllo nella guida più dinamica. Si abbina alla forcella della Bobber “standard”, con steli da 40 mm e, almeno sulla carta, meno prestante rispetto al posteriore con il forcellone che guadagna l’abbinamento ad un “gadget” decisamente “importante”, anche dal punto di vista del suo valore economico.

Si confermano invece le ruote da 16”, con gomme da 130/90 e 150/80, che contrariamente alle aspettative regalano un buon feeling anche alzando un po’ l’andatura. Quanto ai freni, troviamo un grosso disco flottante all’anteriore (da 320 mm), abbinato ad una pinza Brembo a 4 pistoncini contrapposti, mentre al posteriore il diametro del disco fisso è di 260 mm, con la pinza che è invece di tipo flottante ed a 2 pistoncini. Il telaio a doppia culla scomponibile in tubi d’acciaio permette un’ottimale distribuzione del peso del motore sull’asse anteriore e posteriore, regalando così feeling nella guida brillante ed equilibrio dinamico.

L’immancabile “due a V”

Il cuore pulsante della V9 Bobber Sport è il classico motore bicilindrico a V di 90° da 853 cc, 4 tempi e 2 valvole per cilindro, raffreddato ad aria e olio e che rispetta la normativa Euro 4. Se nella storia del marco lariano le tipologie di motori che hanno contraddistinto i vari modelli sono molteplici (pensiamo ad esempio alla mitica V8 degli anni ’50), questo è forse il più iconico, almeno nella storia più recente. Tant’è che per la novità più importante degli ultimi anni, la V85TT che abbiamo avuto modo di provare in anteprima alcuni mesi fa, si è scelto proprio questo V2 a 90° da 853 cc, anche se completamente rivisto per raggiungere prestazioni nettamente superiori (80 cv ed 80 Nm), rispetto a quelle di questa V9. Lo stile ed il tipo di moto hanno portato a scelte differenti, come è giusto che sia, con la V9 che si differenzia con la sorella minore V7, soprattutto per la curva di erogazione, piuttosto che per i valori meramente “numerici” di potenza e coppia.

Qui il motore è in grado di erogare un potenza massima di 55 cavalli (contro i 52 della V7) a 6.250 giri ed una coppia massima di 62 Nm (invece di 60), ma erogati ad appena 3.000 giri, invece di 4.900. la maggior cubatura del bicilindrico a V, si concretizza quindi in una “schiena” ed in un’erogazione decisamente più corposa ai bassi. Va ricordato che di fatto sono due motori molto diversi tra loro, tant’è che il passaggio dai 744 agli 853 cc è determinato da valori differenti di alesaggio e corsa (80×74 contro 84×77 mm). L’alimentazione è ad iniezione elettronica monocorpo, Marelli MIU, abbinata alla gestione integrata di controllo di trazione su due livelli. L’inconfondibile sound dei bicilindrici di Moto Guzzi è sottolineato, in questo caso, dagli scarichi slip-on omologati e verniciati in nero opaco, con fondello in alluminio e caratterizzati, nella parte terminale, da una slanciata sagomatura obliqua a “fetta di salame”.

Da gustarsi tra le curve

Quel marchio sugli ammortizzatori posteriori è per alcuni una “libidine” da gustarsi soprattutto tra le curve, più che un vezzo da sfoggiare con gli amici parcheggiando la V9 Bobber Sport in bella vista. Non vi neghiamo quindi che, se da un lato la V9 la conoscevamo già, dall’altro la curiosità di scoprire gli effetti degli interventi a cui la Sport è stata sottoposta, era tanta. Una delle conferme è che la potenza sembra contenuta in termini numerici, ma i 55 cavalli sono quelli giusti per una moto così, soprattutto perché la coppia è subito a disposizione e non dovrete strapazzare cambio e frizione (monodisco dal diametro di 170 mm con parastrappi integrato) per avere una moto reattiva tra le curve, ma anche pronta all’allungo.

Di contro le novità comportano una posizione più raccolta e che continua ad essere priva di riparo dall’aria, caratteristiche non fanno di questa V9 Bobber Sport la migliore per lunghe tratte autostradali, ma con un’erogazione così e per scoprire gli effetti del doppio Öhlins viene una voglia matta di trovare una strada piena di curve, magari anche variegate tra di loro, fare il pieno e non fermarsi più. La novità è che, effettivamente, con la nuova posizione in sella e con quei due nuovi “amichetti” a sorreggere il forcellone posteriore, la V9 diventa qualcosa di inedito anche nella guida. La seduta è a soli 785 mm dal suolo e si gestisce ancora meglio il peso non eccessivo (194 kg a secco – 210 in ordine di marcia) e ben equilibrato. La Moto Guzzi V9 Bobber Sport si fa ancor più agile, divertente, ma resta anche confortevole. Le pedane in alluminio in posizione arretrata garantiscono una postura attiva e abbastanza decontratta, assicurando al contempo una discreta luce a terra per piegare a dovere lungo le curve, che si pennellano con gran gusto. I dubbi sulla forcella anteriore, che poteva diventare un limite, al cospetto degli Öhlins vengono meno, grazie a tarature che rendono l’abbinamento delle varie parti della ciclistica davvero azzeccato.

Conclusioni e prezzo

Se la Moto Guzzi V9 era già una moto piacevole e perfetta per un pubblico piuttosto eterogeneo, la Bobber Sport accontenta qualcuno in più, ad esempio chi l’apprezzerà per un look più sofisticato ed appagante, ma soprattutto chi, durante un giretto rilassato gustandosi magari i paesaggi intorno alla storica sede di Mandello del Lario, voglia dar gas e spingere più forte, scoprendo un’anima inattesa, in grado di assecondare anche il motociclista più esigente. Quanto al prezzo, questa Moto Guzzi V9 Bobber Sport, è disponibile già da qualche mese con un listino di 11.540 euro (mille tondi in più della V9 Bobber), decisamente ben spesi per una custom a tutti gli effetti è una moto dal fascino intramontabile, con il “vizio” di far divertire. Di serie il “gioco” è per uno, visto che la sella è monoposto, ma nel ricchissimo catalogo di accessori originali Moto Guzzi, oltre a tutto quello con cui si possa sbizzarrire la propria fantasia, non manca il kit biposto, per chi voglia godersi la propria Bobber Sport in compagnia. Quanto ai consumi, nel ciclo WMTC il dichiarato è di 5 l/100 km, in grado di promettere circa 300 km di autonomia, grazie al serbatoio da 15 litri. All’atto pratico noi abbiamo registrato un valore medio di circa 5.5 l/100 km, che con una guida tonda può certamente avvicinarsi ancor di più al dichiarato.

Ha collaborato Matteo Pozzi

Abbigliamento utilizzato

Casco: Helmo Milano Audace Silverstone
Giacca: Segura Stripe
Guanti: Alpinestars
Jeans: Spidi J-Tracker
Scarpe: Alpinestars Jam Drystar

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