Prova su strada Sym Wolf Cafè Racer 300, per tutti e con stile

Stile retrò, dettagli ben curati ed un monocilindrico da 278 cc capace di 27 cavalli, che promette oltre 50 km/l. Il debutto di SYM nel segmento delle cafè racer di piccola cilindrata sembra poter convincere

Sym Wolf Cafè Racer 300 – Una moto Sym? Suona quasi strano, dato che il marchio asiatico è famoso per i suoi (ottimi) scooter dal rapporto qualità prezzo particolarmente accattivante. Non tutti sanno che però nel Mondo, su dieci mezzi a due ruote (a motore) venduti, otto sono moto, solo due sono scooter. Ragione per cui queste proposte di piccola cilindrata, nate soprattutto per un utilizzo urbano, stanno facendosi largo nei listini di quasi tutte le case.

Se a questo sommate il fatto che i mercati che più le apprezzano sono quelli asiatici, in grado di assorbire numeri pazzeschi in termini di vendite (India e Cina da sole valgono qualcosa come 35-36 milioni delle poco più di 60 milioni di moto prodotte in un anno), capirete bene che noi “poveri” europei, da certi punti di vista, siamo sempre più passivi nel subire le mode del momento, piuttosto che avere quel ruolo trainante di un tempo.

Il bello, se così possiamo consolarci, è che la Wolf trae spunto proprio da concetti nati nel vecchio continente ed il suo stile lo dichiara apertamente. Offre infatti un look retrò, una buona cura per il dettaglio, uniti ad una ciclistica “onesta” e molto tradizionale e ad un propulsore che promette di essere un compromesso molto interessante tra prestazioni e consumi, perfetto per l’uso cittadino, ma anche per un giretto fuoriporta. Andiamo a scoprire la Sym Wolf CR 300 nei dettagli.

Il fascino della moto vera

Sym Wolf CR 300 estetica

Sym Wolf CR 300: estetica classica, dettagli curati

La prima volta si era mostrata nel 2015, in occasione di Eicma, con il mercato delle 300 in fermento, grazie all’ingresso di competitor del calibro di BMW (con la G310R) e Yamaha (MT-03), tanto per fare i primi nomi altisonanti che ci vengono in mente. La SB300 non arrivò mai in vendita però, facendosi attendere di fatto oltre 2 anni, fino alle prime Wolf CR 300 arrivate in Italia. Si tratta di una moto che vuole proporre uno stile molto classico nella sua estetica, con un look vintage unito a dettagli curati, che si alternano ad alcune soluzioni che, gioco forza, non possono che essere un po’ semplici ed economiche, ma senza per questo inficiare un risultato complessivamente piacevole.

Salta subito all’occhio la colorazione rossa dei tubi del telaio, un classicissima doppia culla. Lo stesso colore taglia la modo longitudinalmente, con le due stripes “racing” che corrono dal parafango anteriore, attraversano il cupolino ed il serbatoio, per finire la loro corsa sull’unghia monoposto che copre la porzione della sella destinata al passeggero, regalando un aspetto ancor più da cafè racer alla Wolf. La sua identità è sfoggiata anche dalla scritta sulla sella, che richiama quel CR nella sigla del modello, acronimo proprio di Cafè Racer. Tutto è classico, come il doppio ammortizzatore posteriore cromato, o la strumentazione con i due elementi analogici, che racchiudo due piccoli display per i dati aggiuntivi. La qualità è buona, con dettagli che solo in minima parte lasciano capire che si tratta di una moto da poco più di 4 mila euro.

Ciclistica tradizionale, cuore moderno

Sym Wolf CR 300 motore engine

Sym Wolf CR 300: motore monocilindrico da 27 cavalli e oltre 50 km/l

Non le manca qualche vezzo “sportiveggiante”, come la pinza freno (marchiata Sym) con attacco radiale, m la Wolf è la regina della tradizione e delle scelte ipercollaudate. Abbiamo detto del telaio in tubi d’acciaio a doppia culla, o del doppio ammortizzatore posteriore, mentre davanti la forcella è telescopica ed i due cerchi in lega d 17” sono abbinati a gomme 110/70 all’anteriore, 140/70 al posteriore. 288 mm e 220 è il diametro dei dischi freno, con una pinza ad attacco radiale a ben 4 pistoncini caricata dalla parte più gravosa del lavoro, svolto grazie anche all’aiuto del sistema ABS a due canali di Bosch.

Passando al motore invece, si tratta di un monocilindrico raffreddato a liquido, con cambio a 6 rapporti e che offre un compromesso decisamente accattivante tra la briosità di cui è in grado, soprattutto nella guida cittadina e consumi. Se da un lato è infatti di 27 cavalli a 8 mila giri la sua potenza, con 26 Nm di coppia massima a 6 mila, dall’altro il valore dichiarato alla voce consumi è a dir poco “entusiasmante”: 53 km/l, che con un generoso serbatoio di 14 litri, si traduce in un’autonomia teoricamente oltre quota 740 km! Sym in questo si conferma quella che da anni conosciamo per gli scooter, con propulsori moderni, che riducono gli attriti interni per ottimizzare l’efficienza e l’affidabilità. Non per nulla è tra le poche case ad offrire 4 anni di garanzia, ma anche tra le migliori quando si tratta di confrontarsi sul fronte consumi.

Moto dal motore piccolo non vuol dire moto noiosa

Purtroppo non tutto il pubblico lo capisce ed a volte nemmeno chi fa il nostro lavoro. Vogliono tutti la potenza, cilindrate alte, che si traducono in alti costi di acquisto, di gestione, ma anche in moto sempre meno sfruttabili e che si guidano quasi da sole, da certi punti di vista. Noi facciamo parte di quella schiera di motociclisti che apprezzano un po’ tutto, contestualizzandolo nel modo giusto. Una Sym Wolf può così diventare una piacevole alternativa ad uno scontato scooter, per muoversi nelle nostre città, sia per nuovi rider che per qualcuno che voglia tornare alla sua passione, senza farsi impaurire dalle prestazioni e dai costi delle best seller sul nostro mercato.

Sa essere briosa, ma soprattutto piacevole e di soddisfazione, basta portarla tra le curve giuste e sfruttare una ciclistica semplice, però onesta ed intuitiva. L’altezza della sella è di 799 mm, non troppi per controllare senza problemi i suoi 176 kg a secco, con una posizione comoda, ma anche bella attiva, con il serbatoio che si fa stretto nella porzione stretta tra le ginocchia. La Wolf è reattiva e basta abbassare un po’ il busto per far salire la voglia di pieghe e di andature da giretto da “smanettoni”. Certo, si tratta di una moto più propensa ad una guida rilassata, magari gustandosi un bel tragitto dopo anni lontani da una due ruote, ma sulle strade giuste anche la sua potenza ridotta non impedisce di tenere il passo, senza troppa difficoltà, anche a concorrenti ben più sportive.

Il limite è rappresentato forse dalla taratura delle sospensioni, che non ci ha entusiasmato troppo, con la forcella eccessivamente cedevole (ovviamente quando si forza una staccata e non nell’utilizzo più tranquillo), mentre la Wolf è un pizzico troppo rigida dietro. Il doppio ammortizzatore ha infatti risposte a volte troppo secche, dettaglio che anche il passeggero non apprezzerà troppo. Per il resto ci si può godere la guida di una “moto vera”, sia tra le rotonde cittadine che tra le curve di una strada di montagna. Buona l’azione dei freni, che pagano solo un’azione a tratti invasiva del sistema ABS.

Promosso a pieni voti il “piccolo” motore, che nei fatti non si è rivelato per nulla piccolo nella sua erogazione, in grado invece di convincere. Non serve farlo urlare oltre quota 7 mila giri cambiando le marce all’impazzata, ma può invece essere sfruttato ai medio – bassi limitando molto l’azione con la frizione e la leva del cambio, grazie all’inattesa elasticità che mette sul campo. I meriti vanno anche ad uno scarico appositamente tarato per riempire la curva di erogazione proprio dove più spesso si va a cercare la risposta del motore.

Conclusioni e prezzi

Se da un lato abbiamo visto che la Wolf è una moto in grado di regalare le giuste emozioni e sensazioni e di essere utilizzata validamente sia per i movimenti urbani che per una scampagnata (la velocità massima è di 138 km/h, qualcosina in più quella indicata), dall’altro una delle sue migliori doti è relativa al consumo. Il valore dichiarato è di 53 km/l, mentre nella guida di tutti i giorni scendere sotto i 40 diventa una mezza impresa. Davvero ragguardevole quindi anche l’autonomia, con ben 14 litri a disposizione. Ben oltre 600 km che farebbero venir voglia di partire per un lungo viaggio, quasi più che con una di quelle maxi che tanto vanno di moda.

La Sym Wolf è disponibile rossa e bianca, oltre che in questa livrea nero e bianca, con un prezzo in promozione di 4.300 euro, 200 in meno di quanto non prevedrebbe il listino. Come di consueto in casa Sym, troviamo poi inclusa nel prezzo una garanzia di ben 4 anni, con il plus importante dell’assistenza stradale, per il medesimo periodo, con un massimo di 100 mila km.

ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO

Casco: Vemar Chopper 66 Sparkling Black
Maschera: Ariete Feather
Giacca: Alpinestars Meta Drystar
Guanti: Alpinestars Bayburn
Jeans: Alpinestars Double Bass Denim Jeans
Scarpe: Alpinestars Jam Drystar

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