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Triumph Thunderbird Storm: prova su strada della maxi cruiser

Se 1700cc e 339 kg vi sembrano tanti, una volta in sella alla Thunderbird Storm non li sentirete nemmeno nel traffico cittadino, ma rimane una moto per biker esperti

La nuova gamma cruiser Triumph è stata presentata dalla casa inglese che non nasconde i suoi ambiziosi obiettivi. Negli ultimi periodi il segmento in questione in Italia sta registrando dati di vendita positivi, lecito quindi rinnovare una gamma per cercare una nuova clientela.

La Triumph Thunderbird Storm è un nuovo modello per il 2011 che non prende il posto di altre moto ma amplia l’offerta delle forcelle allungate inglesi. La versione base, nata nel 2008, ha vinto una serie di premi come miglior cruiser. Ma per quelli di Hinckley mancava ancora qualcosa, un po’ di carattere per esempio. Così se dal punto di vista meccanico non cambia granché, ecco alcuni ritocchi estetici che ne fanno una muscle cruiser d’impatto.
Per esempio, sono stata tolte tutte le cromature sostituite dalla vernice nera che le dona un look banditesco e più aggressivo: la troviamo nei fari, nei cerchi in lega, nel gruppo motore, nelle pinze dei freni, nelle frecce e nei foderi della forcella così come nei doppi ammortizzatori.
Altro ritocco importante è il gruppo ottico anteriore formato da due fanali tondi, quelli resi famosi dai modelli Rocket III, Speed e Street Triple, puntati sulla strada, spalancati come due occhi ben attenti, anche a impressionare.
Infatti la Thunderbird Storm è una motocicletta ricercata da biker che vogliono farsi notare, poco interessati ai dettagli cromati e preferiscono badano al sodo.

Se l’obiettivo di un’estetica più dark ed aggressiva è stato inseguito con delle ricercate pennellate di nero, nei punti giusti, quello del miglioramento prestazionale è stato affidato al kit Big Bore di serie, vero fiore all’occhiello di questa power cruiser. Il kit aumenta la cilindrata a 1700cc (da 1600cc), la coppia di circa il 10% facendola arrivare a 156Nm ad appena 2.950 giri al minuto e porta la potenza a 98CV (dai 90 della versione base).

La guida è stata rea più raccolta e comoda montando il manubrio, lo stesso della Thunderbird, su nuovi risers, ovviamente neri, mentre la sella è stata mantenuta a 700mm da terra, dai quali controllare in tutta sicurezza i 339 kg della maxi cruiser.

Certo tutte queste modifiche hanno un prezzo che lo portano a una quotazione finale di 15.690 euro, oppure 16.290 euro con ABS.

Su strada, è stata una sorpresa.

SU STRADA

Il doppio faro sarà si un chiaro elogio al family feeling tipico di Triumph, ma quei due occhioni tondi a palla ci invitano a salire in sella senza indugiare per divertirsi insieme.
Il peso di 339 kg da fermo all’inizio ci mette un po’ in soggezione, ma il rimbombo che esce dai due scarichi ci ridesta verso l’acceleratore e il kit Big Bore di serie si presenta con una voce prepotente e profonda. Mettiamo la prima e la Storm va da sola.

La partenza è subito in salita, nel senso che ci troviamo lungo una strada sui colli veronesi ma nonostante il peso non facciamo alcuna fatica a partire puntando la ruota anteriore da 19” verso l’alto. La bassa luce a terra ogni tanto ci fa grattare ma fa parte del modello e basta farci un po’ di attenzione, se proprio non si può fare a meno di esagerare.
Per impostare queste curve bisogna usare un po’ il fisico, magari anticipando il movimento ed accompagnando la motocicletta. Non è un mistero se la Thunderbird Storm è fatta per biker… navigati. In inserimento in curva siamo aiutati da un efficace sistema frenante a quattro pistoncini che mordono due dischi flottanti da 310mm, la mole della moto rimane stabile e ben piantata. E in uscita di curva la coppia di 156Nm mi permette di andare alla caccia del collega che mi precede uscendo con una accelerazione che lascia alle spalle la possanza e mettiamo le marce in velocità, perché la coppia arriva subito.

Poi una volta nel dritto non bisogna far altro che rimanere appoggiati al manubrio, posizionato in modo da offrire una guida comoda avendo il massimo controllo del mezzo. La Thunderbird Storm va che è un piacere, com’è un piacere ascoltare il suono del suo bicilindrico parallelo. Il carattere del motore potenziato dal Big Bore è deciso e ci lascia tenere un comportamento più disinvolto di quanto si potrebbe immaginare, ricordandoci le impressioni che ci ha lasciato vedendola ferma.

Una volta in città veniamo assaliti da un certo timore, perché capitiamo in un momento di traffico intenso e portare a spasso quasi 340 chili non deve essere un divertimento. Invece, nonostante chi guida non sia una montagna di muscoli, questi non servono perché la Thunderbird Storm si fa controllare bene potendo appoggiare perfettamente i piedi a terra dalla sella a 700mm, inoltre ai bassi non si avverte alcuna fastidiosa vibrazione e si scivola via tra le auto in sosta ai semafori, sotto gli occhi incuriositi di passanti e automobilisti e colleghi per questa teppistica 1700 essenziale ed elegante.

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