Yamaha FJR 1300 ABS – Long Test Ride

Oltre 5mila chilometri in due settimane e su tutti i tipi di percorsi per testare a fondo le sue doti turistiche; promossa a pieni voti

Prova su strada Quando diciamo di averla provata su tutti i terreni, intendiamo che non le è stato risparmiato davvero nulla. Le autostrade spagnole, il traffico urbano di Granada e Cordoba con temperature africane, le strade sterrate dei deserti nella regione di Almeria: ci ha portati ovunque desiderassimo. Ovviamente non è sempre a suo agio ma non per questo rende difficili i trasferimenti, né quelli brevi né tantomeno quelli lunghi che, anzi, sono il suo pane. La posizione in sella è comoda per un ampio range di altezze grazie a sella e manubrio regolabili; così anche il passeggero può contare su un’ampia porzione dove sedersi e un comodo maniglione a cui aggrapparsi. Il motore tira regolare fino al limitatore – posto al di sotto dei 10mila giri – e offre una buona coppia che permette di districarsi nel traffico come nei sorpassi in autostrada; forse un po’ pigro a salire di giri ma ricordiamo di essere in sella ad una tourer e questa caratteristica diventa un pregio che consente di avere un’erogazione regolare senza strappi fastidiosi per pilota e passeggero, specialmente quando ci si trova ad affrontare diverse centinaia di chilometri. Dicevamo del cambio a 5 marce, una soluzione atipica che sulle prime lascia perplessi e per un po’ non si smette di cercare la sesta. Ma una volta capita l’antifona, si scopre una trasmissione capace di smuovere la mole della moto senza l’utilizzo della leva del cambio; la quinta marcia va bene sempre, dai 40 chilometri orari fino…beh, ognuno scelga il suo limite. Anche perchè in sella alla FJR la velocità diventa un parametro relativo e, distogliere l’attenzione dal tachimetro, significa oltrepassare i limiti consentiti senza nemmeno accorgersi da tanto è silenzioso il propulsore e efficace la protezione aerodinamica offerta dal parabrezza. Ottima anche la frenata specialmente accoppiata al sistema anti-bloccaggio, efficace e per nulla invasivo. Dal punto di vista dinamico, non è certo una mangia-tornanti e ha la tendenza a chiudere le curve con l’anteriore ma ciò non impedisce di divertirsi comunque sebbene offra un angolo di piega limitato dalle pedane che spesso e volentieri strisciano sull’asfalto.

Yamaha FJR 1300 A da ormai più di qualche anno si è guadagnata un posto nell’Olimpo delle tourer, noi l’abbiamo testata in 5mila chilometri fra le coste e l’entroterra dell’Andalusia per verificare che meritasse a pieno titolo questo riconoscimento. La versione che abbiamo avuto in prova differisce di poco dal modello che dal 2000 solca le nostre strade, anche se si distingue per l’ABS, adottato dal 2002. A prima vista si capisce subito quale sia il suo utilizzo preminente. Valigie, portapacchi posteriore, alto parabrezza regolabile elettricamente, manopole riscaldate, cassettino portaoggetti, sella accogliente, retrovisori ampi ed esterni: è una tourer e per posizionarsi ai vertici del segmento non le manca davvero niente. Volendo proprio fare i pignoli, abbiamo sentito un po’ la mancanza di un regolatore di velocità in modo da poter riposare ogni tanto anche il polso destro nelle lunghe trasferte autostradali. Il propulsore che la spinge è un 4 cilindri paralleli inclinati in avanti da 1298cc che eroga 143 cavalli e produce quasi 14 Kgm di coppia. La trasmissione è affidata ad un cardano, atipico per la produzione giapponese ma molto turistico nel carattere e per la manutenzione quasi assente. 25 sono i litri di carburante che può contenere il serbatoio che, comunque, ha il vantaggio di non sembrare poi così voluminoso e alla guida si riesce a stringere bene la moto fra le gambe. Solo 5 marce il cambio, scelta controcorrente che richiede un minimo di abitudine ma dopo poche decine di chilometri non se ne sente più la mancanza. I chili misurati a secco sono 264 ma, considerato il baricentro abbastanza basso, non sono particolarmente impegnativi da gestire.

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