Ciao Doriano.

L'ex pilota Doriano Romboni è morto in seguito a un incidente durante le prove del SuperSic day. Perso il controllo della sua moto è stato poi travolto da Gianluca Vizziello con una dinamica molto simile proprio a quella che ha causato la morte di Marco Simoncelli. Infomotori si stringe attorno alla famiglia e agli amici del campione italiano

Doriano Romboni, classe 1968, stava provando sulla pista del Sagittario in provincia di Latina per il “Sic Supermoto Day 2013” quando ha perso il controllo della sua moto ed è caduto. Dietro di lui Gianluca Vizziello non ha potuto fare nulla per evitarlo e lo ha colpito con la sua moto, lasciandolo privo di sensi sulla pista. Subito i piloti si sono fermati, tra i primi a soccorrere Doriano il telecronista Mediaset Guido Meda e Max Biaggi, ex avversario di Doriano in 125 e 250. I soccorsi sono scattati immediatamente e subito è apparsa la gravità della situazione, tanto che è intervenuto l’elicottero per trasportare il campione ligure all’ospedale, dove purtroppo è deceduto dopo poche ore.
Sgomento e incredulità tra quanti erano giunti sul circuito per partecipare a quello che doveva essere un evento di festa e di solidarietà in memoria di Marco Simoncelli e che si è trasformato in un momento di lutto. Papà Simoncelli avrebbe voluto correre lo stesso, per devolvere il ricavato alla famiglia di Doriano, ma la FMI ha sospeso la gara ponendo fine a molte polemiche che si stavano già sollevando in rete e su cui non vogliamo entrare.
Chi ha seguito il motomondiale alla fine degli anni ’90 ricorda bene Romboni, detto Rambo, perché completava il terzetto delle meraviglie con Capirossi e Biaggi che in quegli anni in 125 e 250 dominavano la scena. Dei tre Doriano è certamente quello che ha raccolto meno in termini di risultati ma alcune sue battaglie in pista restano epiche. Personaggio schivo e poco propenso alla ribalta è sempre restato nel mondo delle due ruote, prima come pilota sia nel motomondiale che in Sbk sia come direttore sportivo.
Come dicevamo prima non sono mancati i commenti, soprattutto quando si era diffusa la voce circa la possibilità che si tenesse lo stesso la corsa. Di tutti i commenti, da quello di Max Biaggi a quelli molto duri di Alessia Polita ci permettiamo di riprendere un passaggio del commento che Guido Meda ha postato sulla sua pagina facebook: “Paolo Simoncelli chiede di correre. É ferito e fatalista e io lo capisco. É generoso e nobile perché vorrebbe che il ricavato della giornata venisse devoluto non alla fondazione di suo figlio, ma alla famiglia di Rombo. Si può fare lo stesso senza ingarellarsi, senza correre il rischio che salti qualche osso. Stavolta, oggi, non é più solo la domenica di Marco. É anche la prima domenica senza Doriano Romboni. Che é morto qui, per questa gara qui. Una parata in prima marcia, prendendo del tempo per sé e lasciandone al pubblico é buona per una preghiera per chi ci crede o per una riflessione per chi non ci crede.”

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