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Dakar 2022: la 44° edizione al via il 2 gennaio di nuovo in Arabia Saudita

La prossima edizione del Rally Raid più famoso al mondo sarà organizzata nuovamente nel deserto arabico: dodici le tappe confermate assieme a diverse novità regolamentari

A quattro mesi dalla conclusione dell’edizione 2021, la Dakar ha già in mente il prossimo Campionato, quello del 2022 che è stato presentato in questi giorni in diretta streaming dal direttore generale del Rally Raid più famoso al mondo, David Castera. Tra le tante novità previste per il prossimo anno è stata subito sottolineata una certezza importante: per la terza stagione consecutiva la location sarà quella dell’Arabia Saudita.

La sede di partenza è fissata nella storica città di Ha’il per la giornata del 2 gennaio, preceduta dall’imbarco dei veicoli via nave a Marsiglia poi recuperati dai concorrenti tra il 26 e il 28 dicembre. Verifiche fissate per il 31 dicembre, mentre l’1 gennaio si disputerà un “prologo” che definirà successivamente la “starting grid” per la Dakar vera e propria, che terminerà il 14 gennaio 2022 in quel di Jeddah.

Dakar 2022

Il percorso? Correrà in parallelo al Golfo Persico per poi fare il suo debutto nell’immenso deserto Rub al-Khali, nel quale saranno organizzate tre tappe su sabbia e dune, due ad anello e una “Marathon” senza assistenza tecnica. Sarà previsto un unico giorno di riposo l’8 gennaio, in seguito al quale la seconda parte della Dakar sarà più “regolare” con almeno quattro tappe contraddistinte da diversi tratti di navigazione alternati a pezzi di speciale.

Partiremo da Ha’il con una gara sabbiosa, senza polvere e con parecchie dune, dove la gente può mettersi al suo posto fin dalla partenza – ha commentato Castera – Poi andremo verso sud. Entreremo nell’Empty Quarter per fare dune e ancora dune. Avremo tre giorni esclusivamente di dune al 100%, con un bivacco nel mezzo che ci permetterà di tornare alle origini della gara: niente roulotte per dormire. Questo è lo spirito che mi piace ed è quello che la Dakar ha sempre avuto. Poi ci sarà una seconda settimana più normale, tra virgolette, con più enfasi sulla navigazione, strade in mezzo a grandi rocce, alla ricerca di valli, ma anche con dune. Nel complesso, è come un bagno di sabbia perché avremo molta più sabbia che negli ultimi due anni“.

Dakar 2022

A livello di regolamento, la novità più importante è l’introduzione del road-book elettronico per le moto di categoria Elite, che andrà ad affiancarsi a quelli già presenti per le auto, i camion e gli SSV: l’intenzione è renderlo obbligatorio a partire dall’edizione 2023, dove si valuterà anche la conferma dell’airbag sempre per le due ruote. Al fianco della categoria T1, inoltre, ci sarà la T1+ con gomme più larghe e sospensioni dalla maggior escursione e la T1E con motori spinti da energie rinnovabili.

Confermato l’impegno di Audi Sport con il suo inedito prototipo ibrido e un equipaggio di eccezione formato da Carlos Sainz (Senior), Stephane Peterhansel e Mattias Ekstrom, così come la presenza della categoria Dakar Classic, riservata ai veicoli precedenti l’annata 2000 che hanno già partecipato al Rally Raid e che saranno protagonisti di un percorso parallelo a quello ufficiale, nel quale “il 20% sarà valutato in base ai risultati ottenuti durante le tratte di navigazione, dove non conterà il cronometro e ogni chilometro percorso in più costerà dei punti di penalità“.

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