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MotoGP anteprima GP di Spagna a Jerez

Il Motomondiale torna in Europa sulla pista spagnola dopo la prima gara in Qatar dove Lorenzo ha rotto l'egemonia di Stoner e Rossi ha dimostrato di non andare d'accordo con la Ducati

GP Spanga a Jerez
Come da tradizione è il circuito di Jerez de la Frontera ospita il ritorno in Europa del Campionato del Mondo di Velocità: team e piloti di MotoGP 2012, Moto2 e Moto3 con il GP di Spagna, seconda prova nel calendiario 2012 di MotoGP, iniziano un periodo di due mesi e mezzo durante i quali sono previsti sette gare.
La MotoGP torna a Jerez un mese dopo i test invernali e potrebbero incontrare condizioni molto simili e per ora è prevista pioggia per il fine settimana.

Sifda Jorge Lorenzo – Dani Pedrosa con il terzo incomodo Casey Stoner
Tutta l’attenzione è per il vincitore del GP del Qatar, il gran premio che ha inaugurato la stagione, cioè Jorge Lorenzo che è riuscito a (inter)rompere il dominio del campione del mondo in carica Casey Stoner.
Per questo il pilota maiorchino arriva bello carico all’appuntamento casalingo per cercare l’allungo sull’australiano e Dani Pedrosa il quale intende fare più che una bella figura davanti al suo pubblico.
Inoltre tra i due centauri spagnoli c’è un’altra sfida: Lorenzo cerca di portare a 40 le sue vittorie mondiali personali mentre Pedrosa di pareggiare i conti a 39.
Ma il terzo incomodo potrebbe approfittarne: infatti Stoner dopo un inverno passato ad annoiarsi durante i test invernali non ha iniziato come si sarebbe aspettato e ha tutte le intenzioni di riscattare il terzo posto di Losail. Inoltre non ha ancora vinto una gara sul circuito di Jerez quindi aspettiamoci una gara combattuta.
“Sono impaziente di tornare a Jerez – dice Jorge Lorenzo – Siamo andati bene nei test e ho sempre fatto buoni risultati lì. La competenza sarà dura lì,con Casey e soprattutto Dani che andranno molto forte. In Qatar pero’ siamo andati benissimo e adesso davanti al nostro pubblico vogliamo fare bene. Speriamo che non piova!”.
A Jerez nelle ultime tre stagioni la Yamaha YZR-M1 ha sempre vinto, quindi l’obiettivo del team non può essere diverso e lo sa bene anche Ben Spies, che deve riscattare un incolore 11° nella prima gara della stagione.
”Sto bene e anche se non ho mai ottenuto grandi risultati a Jerez nei test siamo andati molto forte, quindi sono fiducioso – amette Ben Spies – La Yamaha M1 sta rispondendo alla grande in tutti i circuito fino ad ora. In Spagna comincia la mia vera stagione per dimenticare in fretta la gara di Qatar”.

Stoner e Pedrosa alla caccia della vittoria del riscatto
Il doppio podio conquistato a Losail non vede assere stato festeggiato granché nel box Honda HRC. Forse si sono sorpresi a non vedere una delle proprio moto, possibilmente la nr. 1, sul gradino più alto dopo aver trascorso un inverno intero sempre davanti a tutti. Forse però dopo un po’ ci si monta  la testa e si pensa di essere già i più forti ed allora anche un 2° ed un 3° posto può rappresentare un bello schiaffo che riporta alla realtà. Fatta di rivali più competitivi dell’anno scorso e decisi a dare battaglia ogni gara.
Così è meglio se al box Honda, che deve fare anche bella figura con lo sponsor di casa, non si siedano sugli allori dei tempi registrati durante i test di marzo scorso (Casey Stoner aveva centrato il miglior tempo, 1’38”.780.
“Dopo la difficile gara del Qatar, non vedo l’ora di correre a Jerez dove abbiamo fatto dei test di precampionato molto positivi – afferma il campione del mondo in carica – In passato non ho mai ottenuto dei bei risultati su questa pista, ma il buon passo con cui abbiamo girato a marzo ci rende molto fiduciosi. Per quanto riguarda la moto, ci sono ancora degli aspetti su cui dobbiamo lavorare, in particolare il chattering in entrata e in uscita di curva. Una volta risolti questi problemi, avremo veramente un pacchetto molto competitivo. Ritornato dal Qatar, ho lavorato sul pompaggio dei muscoli del braccio destro di cui ho sofferto in gara e adesso va molto meglio. Abbiamo trattato il problema nello stesso modo di quando si verificò nel 2010 a Silve rstone e spero che il dolore non si ripresenti questo fine settimana”.
Dani Pedrosa nei test di marzo aveva girato sotto il record del circuito – da lui realizzato con 1’39.731 nel 2010 – con 1’39”.157 completando anche una simulazione di gara a ritmo sostenuto.
Domenica inoltre taglierà un traguardo importante: il suo 100esimo gran premio nella classe regina. Negli ultimi sette anni è sempre salito sul podio di Jerez con due vittorie nel 2005 e nel 2008 e 5 secondi posti, mentre il miglior risultato di Casey è stato il terzo gradino del podio nel 2009.
“I test di precampionato effettuati a Jerez erano stati positivi per noi, il feeling con la moto era stato molto buono e così non vedo l’ora di correre il Gran Premio di Spagna questo fine settimana – dice Pedrosa – Dobbiamo restare molto concentrati e fare un ottimo lavoro nelle qualifiche per prendere il via da una buona posizione in griglia. Mi piace molto la pista di Jerez e il supporto dei fans spagnoli è incredibile, spero che le tribune siano piene perché il calore della gente rende l’atmosfera di questo gran premio ancora più speciale. Arriviamo carichi dal Qatar, iniziare la stagione con un podio è importante, ma non possiamo rilassarci, così ci prepareremo al meglio per fare un’ altra bella gara”.

Ducati ed i suoi problemi al GP di Spagna di MotoGP
È il primo gran premio di MotoGP che la Ducati corre sotto l’insegna di Audi (e senza il marchio AMG sul cupolino delle GP12 vista l’immediata interruzione della collaborazione tra i due marchi sportivi dopo il passaggio delle moto al Gruppo Volkswagen).
Vedremo se il GP del Qatar potrebbe aver lasciato degli strascichi nel team Ducati: la prima gara è stata molto difficile per Valentino Rossi non avendo trovato una messa a punto che gli consentisse di sentirsi a suo agio sulla moto. Ma il suo staff ha come riferimento i test di marzo proprio su questa stessa pista dove era riuscito a trovare un feeling discreto con la Ducati GP12.
L’anno scorso nonostante la pioggia una Ducati Desmosedici è riuscita a salire sul podio: è stata la nr. 69 di Nicky Hayden, giunto terzo mentre Valentino Rossi si è reso protagonista di una determinata rimonta fino al quinto posto, dopo una caduta all’inizio dell’ottavo giro. Sulla pista spagnola, il pilota italiano è il più vittorioso in assoluto con ben otto successi in carriera di cui sei in MotoGP.
“La pista di Jerez a me è sempre piaciuta molto e dobbiamo sicuramente provare a far meglio che in Qatar – esordisce Valentino Rossi – Nei test di marzo, alla fine dei tre giorni, avevamo trovato un set-up discreto per la GP12 quindi per questa pista abbiamo una base da cui partire per preparare la moto per la gara. Sarà molto importante lavorare bene nelle prove di venerdì e sabato, cercando soprattutto di mantenere la giusta direzione e sfruttare quello che abbiamo a disposizione al momento”.
Nicky Hayden ha provato, giovedì e venerdì scorsi, a svolgere dei test al Mugello per recuperare un po’ del tempo perso nei test invernali: purtroppo però le condizioni meteo non gli sono state favorevoli quindi ha potuto fare ben poco
“Sono contento di correre a Jerez e, in un certo senso, è come essere di nuovo di fronte alla prima gara perché è tutto diverso rispetto al Qatar – ammette Nicky Hayden – Si torna in Europa, con il paddock che si ricrea, la gente che affolla le tribune. E poi la pista è speciale, per niente facile, con brevi rettilinei e diversi punti di frenate forti. Per fare un buon tempo devi essere molto veloce nelle ultime due curve a destra. Non vedo l’ora. A Jerez abbiamo provato in marzo ma poi c’è stata una gara,  abbiamo raccolto altre informazioni e adesso abbiamo un’idea generale sul set-up di base. L’anno scorso il meteo è stato molto variabile, vedremo cosa ci aspetta domenica”.

Attenzione anche a Cal Crutchlow e Andrea Dovisioso
Una moto che ha del potenziale per dare molto fastidio è la Yamaha M1 del team satellite Monster Tech 3 di Cal Crutchlow e Andrea Dovizioso. I due piloti hanno chiuso il GP del Qatar rispettivamente al 4º e al 5º posto e già a Jerez domenica potrebbero già puntare al podio.
“Sì, è possibile – ammette Ca Crutchlow – Ma dove e quando non lo so, ma ho sempre detto che il mio scopo è quello di essere tra i migliori delle moto private e se poi posso battere qualche pilota ufficiale ben venga. Andrea ha chiuso terzo nel mondiale lo scorso anno con due piloti che andavano fortissimo quindi essere vicino a lui può essere un buon risultato. È ovvio che non voglio dire che se Dovi chiude decimo io mi accontento di essere 9º o 11º”.
Ma l’inglese tiene i piedi per terra e sa che finire ai piedi del podio “non significa che all’improvviso siamo vicini ai migliori. C’è molto da fare e nella prossima gara potremmo essere decimi. C’è un gran divario tra me e Dovi e i ragazzi che ci precedono, ad ogni modo è una buona maniera di iniziare l’anno”.

I possibili outsider: Hector  Barberá e Alvaro Bautista
Si corre in Spagna e la griglia di partenza è farcita di rider iberici, alcuni dei quali molto veloci.
Hector Barberá (Pramac Racing) proverà a stare ancora una volta davanti a Rossi. Dopo esserci riuscito in Qatar lo spagnolo non può non tentarci nella gara casalinga di Jerez.
Insieme a lui se la gioca anche il connazionale Alvaro Bautista (San Carlo Honda Gresini), che desidera fortementemente disputare una gara di vertice davanti al suo pubblico e su un circuito che ama particolarmente. Durante i recenti test aveva trovato un buon feeling con la sua Honda RC213V e spera di ripetere la positiva prestazione.
“In questa breve pausa ho continuato ad allenarmi quotidianamente – dice il nr. 19 del team San Carlo Gresini – Sono rimasto in famiglia cercando di rilassarmi ed analizzando la prima gara dell’anno per trovare i punti dove posso migliorarmi. Adesso ci aspetta Jerez, dove correre per me è sempre molto speciale. Lo scorso anno non ero presente perché infortunato, ma recentemente sul circuito andaluso abbiamo svolto i test invernali durante i quali abbiamo raccolto molte informazioni e se riusciremo a migliorarci sono sicuro che potremo fare una buona gara. Il nostro obiettivo è quello di restare con i migliori. Sarebbe bellissimo perché correre a Jerez è incredibile e il pubblico ti appoggia tantissimo con il suo calore. Jerez è il vero inizio del mondiale perché è il primo appuntamento europeo e si corre nel tradizionale orario pomeridiano. È la festa del motociclismo che coinvolge emotivamente pubblico e piloti. Jerez mi trasmette inoltre bellissimi ricordi perché su questo circuito ho vinto il mio primo Gran Premio ed a Jerez non sarebbe male ottenere il mio primo podio in MotoGP”.
Ad inseguire la top 10 atteso anche il rookie Stefan Bradl (LCR Honda), ottimo al debutto ma ancora in  fase di “rodaggio” con la sua Honda del team di Lucio Cecchinello.

Sfida tra CRT: Edwards e De Puniet per ora i più veloci
Sfida interessante anche in fondo al gruppo con le CRT: l’uomo da battere pare essere Colin Edwards con la Suter BMW del team NGM Mobile Forward Racing, ma Randy De Puniet (Power Electronics) e la sorpresa Yonny Hernandez (Avintia Racing MotoGP) non vorranno essere da meno. Attesa anche per gli italiani Mattia Pasini (Speed Master) e Danilo Petrucci (Came Iodaracing project).

Dati e Record del circuito di Jerez
Lunghezza Circuito: 4,423 km
Giri: 27
Lunghezza della gara: 119,421 km
Record Ufficiale: Dani Pedrosa (Honda – 2010), 1’39.731 – 159.657 Km/h
Best Pole: Jorge Lorenzo (Yamaha – 2008), 1’38.189 – 162.164  Km/h

Così nel 2011
Podio: 1° Jorge Lorenzo, 2° Dani Pedrosa, 3° Nicky Hayden
Pole 2011: Casey Stoner (Honda – 2010), 1’38.757 – 161.232 km/h
Giro Veloce in gara 2011: Valentino Rossi (Ducati) 1’48.753 – 146.4 km/h

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