Parigi-Dakar 1987: la 205 T16 Grand Raid alla prova del deserto

La prima vittoria della 205 T16 Grand Raid

Per i più giovani ricordiamo che si trattava per lo più di una lunga cavalcata nel Sahara più profondo, con il solo ausilio di bussola e cartine. GPS e navigatori satellitari erano ancora là da venire e le comunicazioni radio, soprattutto in Algeria, erano proibite per ragioni militari.

Protagonisti della storia Peugeot di quell’anno: un pilota alla ricerca di sé stesso, un direttore sportivo alla ricerca di nuovi stimoli, una campionessa mondiale alla ricerca di nuovi allori.

Ossia: il finlandese Ari Vatanen (campione del mondo rally 1981, era stato dato per finito dopo un gravissimo incidente accadutogli nel 1985); Jean Todt, dopo l’abbuffata di vittorie nei rally voleva dimostrare le sue capacità di “comando” in altre specialità; 205 T16, bi-campionessa del mondo che, dopo la fine dell’era delle potentissime Gruppo B dai rally, aveva ancora fame di vittorie.
Per la sfida sahariana, la 205 T16 fu modificata nel motore (la potenza fu ridotta a “soli” 300 CV per aumentarne l’affidabilità), irrobustita nel telaio e dotata di enormi serbatoi di carburante da 400 litri.
Nacque così la 205 T16 Grand Raid che, guidata da un finlandese abituato alla neve e al ghiaccio, volò letteralmente sulla sabbia e sulle altissime dune del deserto, demolendo avversari e vetture dati per favoriti, arrivando per prima al traguardo sulla lunga spiaggia di Dakar.

La cronaca dell’epoca riportò che, quando spense il motore, il freddo e compassato Ari pianse di gioia. Lui e la 205 T16 avevano vinto contro tutto e contro tutti.

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