Volvo XC70 – Long Test Drive. Fino alla fine della strada (asfaltata) innanzi tutto. E casomai ci fosse da andare anche oltre, beh, allora Volvo XC70 ha la presunzione di volervi portare dove serve. Anche là dove il tracciato è decisamente fuori dall’ordinario. La terza generazione di Volvo XC70 nasce per essere una macchina “doppia”: una 4x4 dalla trazione integrale migliorata adatta alla giungla urbana durante i giorni lavorativi ed affidabile per l’avventura di tutti gli altri. Uno spirito da crossover che piace oltreoceano (quello Usa è il primo mercato di XC70) ma che viene sempre più apprezzato anche in Europa; l’Italia dovrebbe assorbire nel suo primo anno pieno di vendite (il 2008) circa 2mila vetture. XC70 conferma il proprio portamento robusto, ma diventa decisamente più elegante (anche nei curatissimi interni dalle tinte raffinate) ed ancora più comoda.

Più stile
In pratica, diverse parti prima ”scudate” sono state avvicendate con parti in tinta. Sul frontale è stato abbandonato il caratteristico anteriore scuro, sostituito da uno nuovo più “morbido”. I proiettori e la griglia sono più grandi ed ora hanno la stessa forma trapezoidale del concept XC60. Per mantenere l’aspetto robusto, i pannelli in plastica laterali sono stati enfatizzati attorno alle prese d’aria del paraurti, che sono più pronunciate. Estremamente muscolosi anche i passaruota che servono ad ospitare una vasta gamma di cerchi, fino a quelli a sei raggi in lega da 18”. Debuttano su XC70 anche i nuovi tratti del posteriore, più scolpito e dinamico, caratterizzato da un design esagonale che richiama il portellone in vetro (che si apre elettornicamente) della C30 che si allunga oltre i finestrini laterali aumentando la visibilità posteriore. Il nome Volvo è scritto con caratteri più grandi e distanziati.

Volvo=sicurezza
Volvo non si smentisce, e nell’anno in cui celebra un anniversario significativo (era l’aprile del 1927 quando veniva costruita la prima vettura) consolida ulteriormente l’approccio sicuro alla guida confermando tanto per cominciare la posizione trasversale dei motori. Fin dal modello di ingresso (Kinetic) sono presenti di serie ABS con EBD, airbag ai finestrini laterali, full size lato guida e passeggero e laterali nei sedili anteriori, sistema di protezione dagli urti laterali, DSTC, EBA più EBL, IDIS, il dispositivo integrato per la protezione contro i colpi di frusta ed anche l’HDC (il sistema per il controllo della discesa). Sono esclusi da questa dotazione i soli Blis, il dispositivo che avvisa della presenza di un veicoli nel cosiddetto ”angolo morto” (un accessorio da 650 o 950 euro, a seconda dei modelli) e l’ACC con CWS (collision warning system) da 1.500 euro. E non è tutto. Grazie all’utilizzo di acciai ad alta resistenza (HSS, EHSS ed il formidabile UHSS) è stata rinforzata la struttura laterale della carrozzeria (più robusta ma anche più leggera). Il brevetto della parte anteriore della carrozzeria della XC70 prevede una suddivisione in zone, ognuna delle quali svolge un ruolo diverso durante sequenza di deformazione a seconda della velocità. Le zone più esterne sono soggette ad un maggior grado di deformazione. Più le forze di collisione si avvicinano all’abitacolo, meno si deforma il materiale.

Diesel rodato
Abbiamo “maltrattato” una Volvo XC70, dotata quindi del motore turbodiesel a 5 cilindri da 185 cavalli. Molto buono anche il valore di coppia, ben 400 Nm a 2.000 giri, principale artefice dello scatto da 0 a 100 in 9,3 secondi. La velocità massima è invece di 210 orari, con un consumo nel ciclo medio poco inferiore ai 14 km/litro.

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