BMW Serie 5 facelift provata su strada a Roma

La sesta generazione della BMW Serie 5 si fa un restyling ed ecco il nostro Test Drive della famiglia BMW 5 formata da berlina, station wagon (touring) e GT (berlinone-crossover).  Poche modifiche estetiche, equipaggiamenti più ricchi, ancor più elettronica, motori ottimizzati e tutti Euro 6 con la nuova entry level BMW 518d 2 litri turbodiesel da 143 CV. Prezzi da 43.750 euro 

La Serie 5 di Bmw è giunta a metà del ciclo di vita programmato e la Casa di Monaco ne ha rinnovato stile e contenuti, intervenendo sull’intera famiglia, che comprende Berlina, Touring e GT. Un facelifting che è poco evidente esteticamente, ma che punta soprattutto sui contenuti. Quella attualmente in commercio è la sesta generazione della Serie 5, che, dalle origini, ha venduto 6,6 milioni di esemplari ed è proprio quella che ha avuto maggior successo nel mondo, con oltre 1 milione di pezzi già consegnati, in poco più di tre anni. In Italia è apprezzata soprattutto con le motorizzazioni Diesel, sia col 2.0 quattro cilindri (scelto dal 51% dei clienti), sia col 3.0 sei cilindri; un terzo degli italiani, inoltre, sceglie la trazione integrale xDrive.

La rinnovata Serie 5
, invariata nelle dimensioni, si riconosce all’esterno per pochi dettagli, a cominciare da un diverso disegno dei fari anteriori (i proiettori allo Xenon sono di serie, mentre quelli full Led restano un optional) e, soprattutto, posteriori, ora più orizzontali e sportiveggianti. Le GT beneficiano di un bagagliaio ridisegnato, che aggiunge 60 litri di volume, toccando la ragguardevole quota di 500 litri, che possono diventare ben 1700 abbattendo il divano posteriore. L’apertura e la chiusura dei portelloni ora è automatica, di serie. Gli interni, peraltro già curatissimi, sono cambiati poco, questione di finiture: la possibilità di personalizzazione passa adesso attraverso Line, la Modern, la Luxury e la M Sport Package, che privilegiano, rispettivamente, linearità, ricchezza e sportività. In Italia si aggiunge anche la Line Business, che offre di serie il cambio automatico, un navigatore semplificato e la connessione Drive, versione, questa, molto apprezzata dalle flotte, ma disponibile anche per i privati.

Anche la Serie 5 beneficia ora della seconda generazione del Connected Drive, che ha fatto il suo esordio poche settimane fa sulla Serie 4 Coupé: le funzioni disponibili sono ricchissime e comprendono mail, agenda e rubriche anche con comandi vocali; c’è pure un concierge service che vi può prenotare in tempo reale un hotel (l’operatore risponde dalla Germania, ma parla anche in italiano). La connessione ad internet si è evoluta ed è ricchissima di App ed on line entertainment; oltre a tutto è rapidissima, grazie alla nuova Sim integrata nell’auto.

Le nuove Serie 5 possono contare anche sul Driving Assistant Plus, che controlla, grazie ad un radar passivo, l’avvicinamento ad un veicolo che ci precede (predisponendo la vettura alla frenata o, nei casi peggiori, all’urto) e che ci avvisa del superamento involontario della riga di mezzeria. Interessante anche la funzione antiabbagliante: è possibile infatti mantenere gli abbaglianti accesi anche se si incrocia un altro veicolo, che viene automaticamente inserito in un cono d’ombra. Da novembre arriverà anche il “Traffic jam assistant” che da solo a mantiene corsia e velocità costante in caso di code, in pratica un assaggio di pilota automatico. Anche la rotella che sul tunnel comanda l’iDrive è completamente nuova e ha una superficie touch che può essere usata come un mouse o per digitare una lettera.

I motori adesso sono tutti Euro 6 ed alla nota ed apprezzata gamma dei Diesel e dei benzina si aggiunge l’interessante entry level 518d, un 2.0 litri da 143 Cv che promette consumi medi di soli 4,5 litri per 100 km. Su quasi tutti i modelli (ben 19) è disponibile la trazione integrale xDrive, in pratica dalla 520D in su. Negli Usa ed in Cina è molto apprezzata la 550 V8 da 450 Cv, che rispetto alla precedente ha ridotto i consumi del 17%, ma che non certo non troverà molti estimatori sul nostro mercato. Restano ovviamente in gamma anche la Active Hybrid S, che abbina il motore elettrico ad un 6 cilindri a benzina con cambio automatico ad 8 marce e le poderose M550d e M5.

Su strada, la BMW Serie 5 Facelift mantiene le stesse caratteristiche della precedente, apprezzando il piacere di guida che sa trasmettere e che è certamente differente dalla Mercedes Classe E (più stradista) e dalla Audi A6 (più signora). Un gran bel guidare per merito di un posto guida bello rigido (se volete il “morbido” andate dalle francesi!) supportato da un cambio eccellente che noi raccomandiamo vivamente automatico, uno sterzo preciso ed un sistema frenante che consente a questa tedescona che si è col tempo sempre più alleggerita di arestarsi in spazi decisamente contenuti. La BMW Serie 5 supera anche il test della prova su strada a Roma per merito del suo assetto e sospensioni che superano anche la “morfologia” della rete viaria romana che non è liscia come quella di Francoforte o Monaco di Baviera per tornare a casa BMW.  Silenziosa, vellutata, morbida. ma se non si è tranquilli, la Serie 5 è in grado di mostrare grinta e muscoli che non sono presenti solo sulle nervature della sua carrozzeria ma anche sotto il suo cofano che purtroppo in Italia ospita nella stragrande maggioranza dei casi solo le versioni più “tranquille” visto che uscire con una M550d o M5 in Italia è sempre più difficile…

I prezzi? Il recente aumento dell’Iva al 22% ha costretto Bmw ad un calcolo decimale che ha reso i listini il regno delle virgole. Diciamo che, arrotondando, la berlina 518d parte da 43.750 euro, la Touring con lo stesso motore da 46.300 e la GT 520d da 54.650.
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