Quando si parla di impianti frenanti non si può non conoscere il nome Brembo. L’azienda, con sede a Stezzano (BG) ha il suo polo di ricerca e sviluppo, nonché la sua area prove all’interno del “Chilometro Rosso”, uno dei centri nazionali di ricerca più importanti d’Italia. Ecco i principali numeri di Brembo: 7.690 dipendenti (dicembre 2014), 1.803 milioni di euro di fatturato nel 2014 di cui il 5% viene reinvestito in ricerca e sviluppo, 60 titoli vinti nel solo 2014 nelle più prestigiose competizioni mondiali( Formula 1, Moto GP, Superbike, WRC, Nascar, IRL, etc.), 1.664 brevetti internazionali, 40 anni di storia nelle competizioni e quotata alla Borsa di Milano dal 1995.
Durante la visita abbiamo potuto ammirare gli ultimi prodotti nati per e competizioni e per le vetture stradali, nonché per le moto ed i veicoli pesanti. Brembo produce gli impianti frenanti per la maggior parte delle autovetture in commercio. Si va dai semplici dischi singoli o tamburi, fino ai doppi dischi flottanti in carbo-ceramica del costo di diverse migliaia di euro. Infomotori ha potuto inoltrarsi anche nei laboratori dove vengono testate le nuove tecnologie e dove vengono simulati al computer quelli che saranno gli impianti frenanti del futuro. Interessante la zona di prova dove tutte le componenti (dischi, pinze, pastiglie e quant’altro) vengono sottoposte a cicli di usura ed a condizioni pari o peggiori di quelle che si trovano sulle strade di tutti i giorni.
Sono molte le variabili in gioco e tutte vengono chiamate in causa per far emergere i possibili difetti di un progetto: masse in gioco, velocità, consumi del disco e delle pastiglie, distanze tra pinze e dischi dopo innumerevoli carichi, temperature, formazione di cricche, etc. L’ultimo settore visitato è quello delle prove in scala 1:1. Da qui partono le auto (molte delle quali ancora camuffate e top secret) per diversi test su strade trafficate ed in circuito per arrivare ad un prodotto finale che rasenta la perfezione. Insomma Brembo è una realtà davvero all’avanguardia di cui tutti dobbiamo andare fieri.