Dacia Sandero RS: la Hot Hatch low cost dall’America Latina

La Dacia Sandero RS è una Hot Hatch a basso costo, nata da una costola della sportivissima Clio RS. Per ora è sul mercato latino-americano, ma niente esclude che presto la Sandero RS possa debuttare il Italia

A vedere le HotHatch di oggi qualche malizioso potrebbe dire che sono state fatte per chi non sa guidare ma che spende volentieri per dare l’impressione opposta. Più cavalli, cambi automatici e (soprattutto) controlli elettronici sofisticati rendono le piccole sportive moderne più veloci e sicure allo stesso tempo, mettendo da parte la nicchia di puristi che finisce ad elaborare vecchie glorie a trazione posteriore senza elettronica.

Rischiare la vita per andare in ufficio però non è più cool, quindi una via di mezzo che non arrivi a scaricare 300CV sulla trazione anteriore sarebbe di certo apprezzata. Possibilmente senza impegnare in superbollo e prestiti personali per pagare il benzinaio. In questo senso, a nostro modo di vedere, Suzuki Swift Sport ha molto da insegnare ai competitor. Peso piuma, cavalli Q.B. e struttura all’altezza della situazione per circa 20.000€ rendono l’auto una piccola bomba su ruote. Inutile dire però che se il prezzo fosse ancora più competitivo, diciamo più vicino a un’utilitaria standard, potrebbe smuovere un interesse ancora maggiore.

Il Marchio della Losanga in America Latina propone la Sandero RS (marchiata Renault, ma di fatto Dacia) spinta da un interessante quattro cilindri da 2.0 litri con 145CV. Linee sportive e peso ridotto all’osso completano il quadro. Spartana dentro e curata fuori, la Dacia Sandero RS potrebbe essere il compromesso perfetto per chi ama viaggiare veloce ma non può permettersi una Supercar. Qualche piccolo accorgimento infatti potrebbe trasformare l’utilitaria romena in un diavolo su ruote sui passi di montagna.

In Europa il progetto Dacia Sandero RS non è ancora passato, ma c’è da scommettere che potrebbe attecchire alla svelta. Sospensioni più sportive, sterzo diretto e impianto frenante maggiorato potrebbero restituire agli appassionati un buon ferro per divertirsi. E, magari, cambiare ancora una volta la percezione che si ha del marchio nel vecchio continente.

Noi, di certo, non vedremmo l’ora di provarla.

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