L’aumento di incidenti mortali sulle strade statunitensi, nell’anno in corso, è a dir poco allarmante. Due associazioni hanno pubblicato tutta una serie di dati che dimostrano chiaramente come questo aumento sarà compreso tra il 9% ed il 14%, numeri impressionanti specie quando si parla di vite umane. Se l’aumento fosse pari al 14%, sarebbe il dato peggiore degli ultimi 70 anni, negli USA. Gli esperti spiegano questi dati in una miriade di modi e tirano in ballo il minor costo del carburante (fattore che aumenta il numero di persone che utilizzano auto e moto quotidianamente), l’uso del cellulare e, soprattutto, l’alta velocità.
Velocità responsabile in almeno un terzo degli incidenti mortali, che possono essere prevenuti se si si avvisa in maniera corretta l’automobilista o motociclista di turno. E’ stato studiato a lungo in alcuni stati americani un sistema di “speed cameras”, telecamere che monitorano la velocità e la cui presenza viene opportunamente segnalata (più volte, non con un solo misero cartello seminascosto). In queste aree gli incidenti mortali sono diminuiti addirittura del 20% rispetto a prima della loro installazione. Uno studio prospettico ha sottolineato come questi dati, se riportati sul suolo americano nella sua totalità, preverrebbero circa 21.000 morti l’anno. Un’enormità.
“Speriamo che questa ricerca possa stimolare il dibattito riguardante la velocità“, ha affermato Adrian Lund, Presidente IIHS. Dati comunque molto interessanti che potrebbero essere presi in considerazione anche dalle istituzioni italiane, a volte più propense a far cassa piuttosto che a prevenire situazioni di pericolo ed incidenti. Se davvero segnali CHIARI e RIPETUTI sulla presenza di telecamere (con relativo sistema di multe) possono abbassare di un quinto gli incidenti mortali sulle nostre strade come sulle strade dove sono stati svolti i test, ben vengano test, ricerche ed analisi dei dati.