Hyundai vuole diventare più sexy di Alfa Romeo a partire da Le Fil Rouge

Lo ha dichiarato SangYup Lee, designer del Marchio coreano: Hyundai vuole diventare sexy come Alfa Romeo, o addirittura superarla. Le matite del Centro Stile ricercano la sportività sensuale imposta dalle Case italiane, riconosciute come benchmark dell'eleganza nell'automotive

Hyundai punta a cambiare l’immagine del proprio marchio e l’obiettivo è quello di far diventare le proprie auto più “sexy” delle Alfa Romeo. Secondo SangYup Lee, vice presidente del design Hyundai dal 2016, l’auto è un prodotto emozionale e gli italiani sono i migliori ad interpretare questo concetto. La sportività sensuale di cui parla nell’intervista rilasciata ad Automotive News è tutt’ora fonte d’ispirazione per buona parte del mercato auto, inclusi i brand tedeschi.

L’inizio di questa nuova era Hyundai, che prevede una forte diversificazione della gamma (niente più modelli che si assomigliano tra loro) è già cominciata con il concept Le Fil Rouge presentato allo scorso Salone di Ginevra. Sang Yup Lee è uno dei designer più influenti del panorama auto. Tra le sue creazioni c’è la quinta serie di Chevrolet Camaro in versione concept, la C6 Corvette Stingray Concpet e la Bentley EXP 10 Speed 6. Non solo, Lee ha lavorato anche in Audi, Bentley, General Motors, Lamborghini e Porsche. Oggi ha 48 anni. 

Ecco alcuni estratti dall’intervista a SangYup Lee riportata dal quotidiano inglese Automotive News

SangYup Lee Hyundai Le Fil Rouge

D: Quando cominceremo a vedere la sensualità sportiva nella gamma Hyundai?

R: L’anno prossimo. Il Concept Le Fil Rouge è una delle prime auto ad indicare il nostro futuro. Produrre vetture di una sportività sensuale è uno dei prossimi obiettivi, ma allo stesso tempo vogliamo fare anche altro. Se guardi ora la gamma ogni auto si assomiglia, ed è una strategia chiamata family feeling: la usano tutti i costruttori per rendere i propri modelli riconoscibili. Noi smetteremo di farlo. Le nuove Hyundai saranno come i pezzi degli scacchi. Vedrete il re, la regina, l’alfiere, il cavallo e via dicendo. Tutti diversi e ognuno con il suo scopo, ma riuniti insieme diventano una squadra.

D: Qual’è stata l’ispirazione necessaria ad effettuare questo cambio di rotta?

R: L’auto è un bene emozionale. Vogliamo massimizzare il suo valore in termini di stile. Alfa Romeo e Maserati, quelle sono davvero auto sensuali. Anche i tedeschi hanno subito una grande influenza da parte dei marchi italiani. Quella bellezza sensuale ed emozionale che non puoi trovare nei marchi che puntano tutto sui numeri di vendita. E per Hyundai diventare più sexy di Alfa Romeo è il prossimo obiettivo.

D: Come cambia la tua prospettiva ogni volta che cominci a lavorare con un nuovo marchio?

R: A volte è un bene che arrivi qualcuno, da fuori, con idee e punti di vista nuovi. Ogni tanto funziona. Ma funziona solamente quando riesci a capire del tutto il nuovo brand. Ogni volta che mi sono spostato da Detroit, alla California e ancora all’Inghilterra, ho cercato di penetrare nella cultura locale il più possibile. Senza questa attenzione, sarebbe stato difficile entrare in sinergia con la squadra di lavoro. Devi cominciare rispettando il nuovo marchio. Quel rispetto lo puoi ricercare solamente cancellando tutto quello che sai già, affrontando la cosa senza preconcetti.

D: Hyundai, in questo momento, è conosciuta per il suo rapporto qualità prezzo. Tra dieci anni, quando tutti vedranno il vostro nuovo lavoro per le strade, sperate che venga riconosciuto per la stessa qualità e anche per il design?

R:Pensa a marchi dell’alta moda come Louis Vuitton o Chanel. Chanel, sotto pelle, dice Parigi. Burberry dice Londra. Il premium Hyundai deve dire Seoul. La nostra capitale è una città all’avanguardia, ci sono molte cose interessanti che possiamo incanalare nel marchio. La Korea del Sud è tecnologicamente avanzata con, ad esempio, Samsung ed LG. La qualità è una cosa che stiamo già dimostrando. Vorrei che la gente dicesse “Hyundai ha delle auto davvero sexy. Più sexy delle Alfa Romeo.”
Questo è il messaggio che vorrei dare al mondo.

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