Il nuovo progetto “25 cent” è stato mosso dalla ministra francese dell’Ecologia Ségolène Royal e rivolto a tutti i lavoratori e alle loro imprese in tutta la Francia per sensibilizzarli all’ecologico. Già dai prossimi mesi, per ogni lavoratore che abbandonerà in garage la propria automobile e si recherà al lavoro pedalando sulla bici riceverà il costo di una baguette, 25 cent di euro, per ogni chilometro percorso e se abita a 10 chilometri… comincia ad essere un bel gruzzoletto mensile di tutto vantaggio sulla propria salute!
Basta macchina per i francesi, che inizialmente restii ad abbandonare le comodità del volante, si sono fatti furbi e dopo due calcoli si sono già visti il portafoglio mensilmente pieno.
Deve essere stato lo studio recente svolto dal Washington Post sull’inquinamento europeo a spaventare la ministra Royal, che ha individuato Parigi come uno dei centri d’Europa più avvelenati. La percentuale è in escalation, perchè oltre a fare del bene al portafogli, aiuta il fisico a rimanere in salute, e migliora la qualità della vita in città abbassando i livelli di polveri fine nell’aria. Complimenti quindi ai francesi che speriamo continuino così e mettano da parte la tradizione della baguette sotto braccio perchè potrebbe essere un problema dopo l’ecologica pedalata ministeriale.
Ma perché noi non pedaliamo di più?
Sono molte le scuse che i cittadini sollevano appena si propone di abbandonare le proprie cattive e inquinanti abitudini ma una su tutte li preoccupa: la sicurezza.
Troppi sono gli incidenti che vedono come protagonisti una bicicletta sull’asfalto e una macchina ammaccata. Ma l’esempio spagnolo dimostra che ad ogni problema c’è una soluzione, basta pensarla. Nella città di Siviglia le piste ciclabili sono protette grazie a una delimitazione con barriere cementate o ferrate. Un’altro esempio è quello dei tanto criticati ma utili ovetti di cemento nelle piste ciclabili del comune di Empoli, che hanno dimostrato come gli automobilisti siano distratti e irrispettosi degli spazi non adibiti a loro incastrandocisi sopra.
Quindi: se la pigra Spagna ha dimostrato ingegno, se la nobile Francia ha iniziativa, se i Paesi nordici, da tempo, offrono biciclette a noleggio alla modica cifra di 5 euro all’anno oltre che città di piste ciclabili e se i mezzi pubblici sono inaffidabili, cosa stiamo aspettando noi italiani per adeguarci al mondo?
Non esistono più scuse.
Credere che il problema ambientale sia dovuto dagli altri e non dalle nostre cattive abitudini è un cliché europeo, ma la storia sta cambiando e noi dove saremo? Sempre tre anni dopo gli altri?