Nato nel 1960, Jacques Bousquet si è laureato presso l’EDHEC Business School di Lille e si è specializzato in Business Management presso l’University of Michigan di Detroit, la Duke University in North Carolina e l’INSEAD a Fontainebleau. La sua carriera internazionale si è svolta in primarie aziende del settore automobilistico. Dal 1982 al 1998 ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità in Ford France, Ford Europe, Ford Germany fino al ruolo di Regional Manager, Marketing, Sales & Service in Ford Motor Company a Detroit. Dal 1999 al 2002 Commercial Director Europe in Fiat Auto, è successivamente entrato in DaimlerChrysler France in qualità di Managing Director per poi ricoprire il ruolo di CEO di Chrysler Europe dal 2006 al 2008. Da gennaio 2009 è Presidente Direttore Generale di Renault Italia.
Ed ecco a voi l’intervista completa a Jacques Bousquet:
Gli azionisti delle principali case automobilistiche nel 2010 hanno festeggiato ottime performance grazie a bilanci record mentre i concessionari italiani sperano di non ripetere un altro biennio: che cosa prevedete per il 2011?
Nel 2011 ci aspettiamo una crescita a livello internazionale del Gruppo Renault sia in termini di volume che di fatturato rispetto al 2010, anno nel quale abbiamo registrato il nostro record di vendite con 2,6 milioni di veicoli e un risultato netto di 3,5 miliardi di euro. Il nostro impegno è volto a fare in modo che i successi siano condivisi con la nostra Rete di Concessionarie, con la quale lavoriamo in continuità per ottimizzare strutture, organizzazione, politiche commerciali, in modo da assicurarne una redditività idonea. Nel 2011 proseguiremo, quindi, in questo impegno che deve toccare tutta la catena del valore, ottimizzando la redditività anche e soprattutto nelle attività diverse dalla vendita dei veicoli nuovi, come l’usato, l’assistenza e i servizi più in generale. Un approccio globale al business, che è ancora più importante in un mercato come quello italiano, dove le vendite e i fatturati sono strutturalmente più in calo che in altri paesi.
L’automobile rischia di diventare una commodity come un frigo o un forno. Cosa state facendo per far re-innamorare i giovani che oggi preferiscono iPhone, sms ed altre cose piuttosto che le vetture?
Non penso che i giovani oggi amino le automobili meno di prima. Queste continuano ad essere il mezzo di mobilità preferito. A noi però, il compito di fare in modo che le auto riflettano i valori dei giovani di oggi: il loro spirito di libertà, la loro identità, la loro passione per la tecnologia e la multimedialità. L’auto, non solo come commodity, ma come strumento di espressione di sé e di condivisione con gli amici.
Negli spot delle auto vediamo sempre strade vuote, libere dal traffico con famiglie felici… Come fare per trasformare questo sogno in realtà?
Noi ci impegniamo affinché le auto Renault siano concepite per rendere felici le famiglie a bordo. Non possiamo risolvere il problema del traffico, ma possiamo comunque dare un contributo importante affinché la mobilità sia positiva. Non è un caso che crediamo così fortemente allo sviluppo dei veicoli elettrici, veicoli cioè che non inquinano e non emettono neanche rumore.
Benzina alle stelle, assicurazioni folli, parcheggi impossibili, strade intasate, economia stagnante: perché gli italiani dovrebbero cambiare auto?
Perché l’acquisto di un’auto, oltre ad assolvere ad un’esigenza di mobilità, fortunatamente è anche una scelta emozionale. Ma anche perché ogni nuovo modello apporta dei reali vantaggi all’automobilista: più sicurezza, meno consumi, meno inquinamento.
Una mobilità pubblica allo sfascio aiuta quella privata?
Diciamo che spinge l’utente a privilegiare un mezzo di trasporto autonomo.
A Milano e Roma più di in terzo delle strade sono perennemente ingolfate ed i tempi di trasferimento urbano in auto continuano a crescere: ci sono troppe auto o è la viabilità da migliorare?
Città come Milano e Roma, che vivono di una crescente urbanizzazione e di un elevato livello di pendolarismo, richiedono un’organizzazione della mobilità con un approccio integrato: un sistema viario intelligente, un servizio di trasporto pubblico efficace e puntuale, lo sviluppo di soluzioni di car e van sharing, e di car pooling…
La crisi del 2008 come ha mutato le vostre politiche commerciali e di comunicazione?
Le crisi spesso aiutano le aziende a concentrarsi sulle priorità. Nel caso di Renault, le nostre priorità erano il rinnovamento della gamma in corso (in particolar modo quello della famiglia Mégane / Scénic), lo sviluppo della nostra gamma Eco2, l’ottimizzazione della qualità dei prodotti e dei servizi, e, la prosecuzione della crescita internazionale. Abbiamo quindi portato avanti queste priorità, accompagnandole a politiche di controllo degli stock e degli investimenti e all’incremento delle sinergie con Nissan. Il tutto senza mai perdere di vista l’importanza del futuro, e preparandoci ad esso, proseguendo gli investimenti e la ricerca e sviluppo sui progetti strategici per l’azienda, come l’auto elettrica. Non c’è errore più grande che un’azienda possa commettere, a mio avviso infatti, di quello di chiudersi all’innovazione nei periodi di crisi, perché senza innovazione non c’è domani.
I saloni dell’auto servono ancora per vendere?
Nei recenti anni di crisi economica, si era arrivato a pensare che non servissero più. E invece, guardiamo al successo, per restare in Italia, della scorsa edizione del Motor Show di Bologna. Il pubblico chiede ancora occasioni per scoprire le nuove proposte automobilistiche, per emozionarsi, per sognare ed anche, perché no, per decidere di acquistarne una. A Bologna, abbiamo avuto l’opportunità di far provare i veicoli della nostra gamma a migliaia di persone e molte di queste hanno poi deciso di acquistare l’auto. I saloni quindi continuano ad essere un’opportunità per il pubblico di entrare in contatto in un suolo luogo con tutte le case automobilistiche e per noi un’importante vetrina.
Che farete in Italia nel 2011?
Difenderemo i successi commerciali conseguiti l’anno scorso, anno nel quale abbiamo registrato un’importante crescita sia con il brand Renault che con il brand Dacia. Renault ha una gamma oggi completamente rinnovata e che piace, soprattutto nel segmento C, dove con Scénic siamo leader del segmento dei monovolumi compatti, ma anche una forte gamma di veicoli commerciali che rispondono a tutte le più diversificate esigenze professionali. Dacia è un brand di cui siamo molto orgogliosi per la capacità dimostrata di costruirsi un ruolo nel mercato nel giro di pochi anni, affermandosi come riferimento di auto low cost, di acquisto intelligente per economicità e funzionalità, ma senza rinunce (come dimostra Duster) al design, all’appeal. Contemporaneamente, quest’anno proseguiamo l’intensa attività di preparazione del lancio dei nostri veicoli elettrici, il cui primo modello, il Kangoo Z.E., arriverà sul mercato alla fine del 2011. In questi mesi molte sono le attività da svolgere, perché siamo di fronte sotto molti aspetti ad un business inedito: la formulazione delle soluzioni commerciali per l’acquisto o il noleggio dei veicoli e per il leasing della batteria, la formazione della nostra rete commerciale e di assistenza, la collaborazione con le utilities e le amministrazioni per la predisposizione delle infrastrutture di ricarica, la sensibilizzazione del pubblico e delle istituzioni ad una nuova forma di mobilità. E tanto altro ancora. Una sfida, credetemi, entusiasmante.
E’ sempre valida la frase: so che il 50% dei miei investimenti pubblicitari sono inutili, ma non so quale sia la metà buona e quella cattiva?
Era molto vero negli anni del boom della comunicazione di massa. Oggi non credo. Si sono affermati media di comunicazione, come il web, che consentono una maggiore conoscenza degli utenti ed una loro targetizzazione. E gli stessi media tradizionali si sono evoluti, permettendo una maggiore segmentazione del pubblico. Basti pensare ai canali della TV digitale e satellitare.
Una volta la casa diffondeva le immagini ufficiali, ora le auto sono spiate dai fotografi ed escono subito sul web: pro e contro per voi?
L’interesse nel “catturare” immagini in anteprima esiste già da parecchi anni. Un fenomeno che rivela la curiosità e l’attesa nei confronti dei modelli di prossima commercializzazione, ed una fiducia nel loro carattere d’innovazione. Un segno che con le nuove tecnologie e la rapidità di circolazione dell’informazione sul web, noi aziende non siamo più le uniche registe della nostra comunicazione.
Nel mondo ed anche in Italia la stampa specializzata soffre ed i web magazine crescono. Pensate che sia una moda o il trend continuerà e come pensate di cavalcare questa onda web?
L’informazione online sta manifestando grandi potenzialità, e negli USA ha già superato quella su carta, classificandosi seconda solo alla televisione. Una “migrazione” dell’informazione sul web a cui stiamo assistendo anche in Italia. Questo è vero anche per l’informazione motoristica. Non credo che si possa più parlare solo di moda o di trend. È, piuttosto, un’evoluzione naturale, conseguente alla diffusione del web e dei devices mobili che vi consentono l’accesso. Già oggi, e sempre più in futuro, nel consumo dei media trionfa il multitasking. Per noi aziende ciò significa avere più “porte d’accesso” al pubblico, ma anche una grande responsabilità nel saper rispondere alle sue attese di informazione, di trasparenza e di servizi. Per Renault, il web è in ogni caso una grande opportunità per permettere al pubblico di fare un’esperienza del nostro brand completa ed interattiva, sfruttando la forza multimediale del canale, ma anche per erogare più concretamente e rapidamente servizi alla clientela, informandola e fidelizzandola.
Facebook ha superato i 500 milioni di utenti di cui 18 in Italia: cosa ne pensa lei ha un profilo personale, la sua marca in Italia come sfrutta i social network?
Per una marca centrata sull’uomo, come Renault, è importante saper adottare forme di comunicazione che non siano sempre formali e istituzionali, e che ci aiutino a stare dove sta la gente, per meglio comprenderne le esigenze, le percezioni, i trend, e che ci permettano di dialogare con il pubblico, di entrare in relazione con lui. I social network rappresentano per noi questo naturale terreno d’incontro. Renault ha dei profili su Facebook, su Twitter, su You Tube, tutti spazi virtuali che interagiscono fra loro con l’obiettivo di rendere l’utente protagonista e di coinvolgerlo con le molteplici iniziative proposte da Renault Italia, facendolo intervenire, commentare, partecipare. Per quanto riguarda me, nella mia vita personale, devo riconoscere di essere ancora “tradizionalista”. Preferisco trascorrere il mio tempo libero con la mia famiglia o leggendo un buon libro.
Tutti parlano di ecologia e voi concretamente cosa offrite da ora, cosa entro la fine del 2011 e cosa nel medio futuro?
Già da diversi anni Renault è impegnata in sviluppi tecnologici (down-sizing dei motori, filtri antiparticolato, GPL, …) a favore di una costante riduzione delle emissioni di CO2 della nostra gamma, che si pone già nel podio delle più ecologiche in Europa. La maggioranza dei nostri veicoli vanta la firma Renault Eco2, una firma con la quale contraddistinguiamo i veicoli più ecologici della gamma in modo chiaro e trasparente, e i cui criteri sono stati resi recentemente più severi. Oggi, per ricevere il label Renault Eco2, un nostro veicolo deve emettere meno di 120 g di CO2/km e contenere una quantità di plastiche riciclate superiore al 7% della massa totale. In tema di down-sizing, abbiamo compiuto dei progressi veramente significativi. Basti pensare al nuovo motore Energy dCi 130 che abbiamo recentemente presentato, che su Scénic emetterà soli 117 g di CO2/km.
Per il prossimo futuro, invece, Renault punta sui veicoli 100% elettrici, che ci proponiamo di rendere accessibili al maggior numero possibile di persone. Come?
Grazie a prezzi competitivi con i veicoli diesel, ad un modello di business innovativo che prevede il noleggio della batteria, e soprattutto ad una gamma completa di 4 modelli che immetteremo tutti sul mercato fra la fine di quest’anno e il 2012: la furgonetta Kangoo Z.E., la berlina familiare Fluence Z.E., l’innovativo veicolo urbano Twizy e la berlina compatta Zoe.
Cosa chiederebbe a questo governo che ha eliminato gli incentivi ma sembra ancora sordo a qualsiasi intervento a favore degli investimenti per la mobilità pubblica e privata (ponte di Messina escluso…)?
Non chiederei incentivi strutturali e perenni, perché questa tipologia di incentivi condivido che vizia il mercato e non riflette il livello di domanda reale. Sono, invece, auspicabili incentivi che premino le auto più ecologiche, quelle che contribuiscono ad una riduzione dell’inquinamento atmosferico, che oggi rappresenta comunque un costo sociale e in termini di salute per la cittadinanza. E ovviamente, premierei in modo particolare i veicoli totalmente elettrici, gli unici a garantire le vere zero emissioni in fase di utilizzo. Ma, cosa ancora più importante, è il ruolo che mi auguro il Governo decida di avere nel favorire la realizzazione di infrastrutture, che agevolino la scelta da parte degli automobilisti delle nuove tecnologie più ecologiche.
Se i politici usassero le loro auto forse sarebbero più sensibili ai temi dei motori?
Dai contatti che mi capita di avere, molti di essi mi sembrano appassionati di auto e consapevoli sia dei problemi del traffico che di quelli dell’inquinamento, pur non utilizzando spesso un’auto propria.
E normale che vi siano più auto blu in Italia che negli USA?
Direi che è coerente con la cultura europea. L’Europa in generale è sempre stata attenta agli aspetti anche formali legati alle cariche rappresentative.
Piatto preferito?
Foie gras de canard … a pari merito con … spaghetti alle vongole.
Ultimo libro letto?
La biografia di Pierre Villepreux, ex giocatore e allenatore della nazionale di rugby francese, che ha come particolarità quella di aver allenato anche la nazionale italiana.
Ultimo film visto?
Il discorso del re.
Località più amata per viverci e per andare in vacanza?
La località più bella dove vivere è quella dove vivo adesso, cioè Roma.
Quella doveandare in vacanza?
Il prossimo paese che avrò il piacere di scoprire.
E per finire, sia sincero prego, cosa ne pensa della informazione motoristica on line e, se lo frequenta ovviamente, di Infomotori.com?
Trovo che l’informazione motoristica si sia profondamente evoluta nel corso degli anni puntando alla ricchezza dei contenuti, alla multimedialità, alle funzionalità di ricerca dell’usato, al tempo reale, alla configurazione dei prezzi. Infomotori.com (confermo di visitarlo ogni tanto) mi sembra un efficace esempio di come informazione, funzionalità e servizio possano integrarsi per accompagnare gli utenti nelle loro ricerche di auto nuove o usate. Direi che l’unico rischio per l’informazione motoristica on line sia la tentazione della pubblicazione di ogni notizia (e noi case automobilistiche siamo abili a produrne tante!), senza quello spirito critico, o selettivo o di commento, proprio di altri media che ha in sé la positività di filtrare quelle più rilevanti.