La nostra prova della nuova DS4 1.6 da 211C: dinamica e versatile

Buttiamoci a capofitto su questo test drive della DS4 in versione So Chic abbinata ad un 1.6THP tutto pepe. Tanti i pregi di questa vettura, pensata per distinguersi dalle concorrenti dai dettagli alla sostanza. Vediamo come si comporta nelle diverse situazioni, quello che ci ha convinti e quello che invece sarebbe da rivedere.

DS, un’entità autonoma.

DS, è il marchio premium della Citroën, dalla quale si stacca nel giugno del 2014, sigla nata nel 1975, quando la Casa francese presenta l’innovativa ammiraglia DS disegnata da Flaminio Bertoni. Dal 2015 DS presenta in sequenza i restyling prima della DS3 successivamente della DS4 ed infine della DS5. La DS4 si presenta con un nuovo frontale,con larga mascherina dotata di spessa cornice cromata e di un grande logo centrale mentre rimane invariato il resto della carrozzeria, dall’aspetto ricercato e sinuoso.


Design accattivante.

Dinamismo e Versatilità: due caratteri distinti, due anime che confluiscono in una sola vettura; la linea è ricercata e molto personale, per un design sicuramente d’effetto. La DS4 si fa riconoscere, contraddistinta dall’imponente frontale contornato da profili cromati e dai nuovi gruppi ottici a LED. Il logotipo “DS” vive e si rispecchia d’ovunque in questa vettura, richiamato della griglia frontale, sul tetto della vettura e più volte all’interno dell’abitacolo. Molto belli i cerchi da 19” che si “sposano” perfettamente con i larghi passaruata della vettura inebriando maggiormente l’insieme con un profumo sportivo. Cenno positivo al luminoso parabrezza panoramico che di estende nel tetto. Attenzione, sebbene sia una cinque porte ci spiace comunicarvi che i finestrini posteriori sono fissi.

Interni curati. 

Come ci si aspetterebbe dal prezzo a listino che parte da 26.000€ per questa versione, gli interni sono lussuosi, ottima la finitura dei sedili in pelle con le cuciture a risalto. Il volante multifunzione ha la corona schiacciata nella parte inferiore, un dettaglio che in tono con la pedaliera sportiva in alluminio rende questa vettura un più accattivante. Bello a vedersi anche il pulsante nel tunnel per l’azionamento elettrico del freno a mano, mentre il cruscotto non di immediata intuizione, piace o non piace, con illuminazione a scelta bianca oppure blu: nello schermo al centro ripete anche le indicazioni del navigatore, ma il termometro dell’acqua non c’è e il contagiri si legge con difficoltà.

Una sportiva in veste chic.

Veniamo al punto forte, la motorizzazione a nostra disposizione è l’ottimo 1.6 THP da 211 cavalli. Il motore è risultata la vera anima di questa vettura, sebbene sia “soltanto” un 1.6 litri è in grado si sprigionare ben 211 cavalli e 286 Nm di coppia. Al contrario di quanto pensavamo risente di un turbolag veramente minimo, considerati i 131cv/litro; Anche quando si “schiaccia” indipendentemente dalla marcia inserita la potenza viene distribuita in maniera fluida e senza la minima perplessità forte di un’erogazione costante la vettura riprende sempre con brio, dando al guidatore quel verve’ in più che rende lo spostarsi un’eccitante piacere. Il cambio è obbligatoriamente manuale: gli innesti delle sei marce sono precisi, e la corsa della leva è piuttosto contenuta.

Sportiva si, ma a discapito della confort di marcia.

La vettura non è delle più accondiscenti, le buche e le sconnessioni vengono filtrate come ci si aspetterebbe da questo genere di vettura, complici sicuramente in parte i cerchi da 19 e le sospensioni più rigide rispetto gli altri modelli. Sebbene il confort di guida non sia stato sempre eccellente, la guida è sempre risultata molto “briosa” con un grip (le gomme montate sono 225/45 R 19) davvero notevole. Dobbiamo mettere in chiaro che lo sterzo è non è dei più espressivi, risultato un p0′ ballerino a velocità sostenute e piuttosto pesante a basse velocità. Nonostante ciò, per tutta la nostra prova questa DS4 ci ha sempre inspirato fiducia grazie all’ottimo impianto frenante che è sempre risultato efficace. Nulla da ridire sull’insonorizzazione dell’abitacolo.

Dal punto di vista economico, il primo pensiero farebbe intendere che un 1.6 Turbo da 211 cv sia un motore esoso di carburante, invece le sue grandissime doti di elasticità hanno consentito di tenere bassi i consumi oltre le più rosee aspettative. Non ci sono percorrenze da vetture diesel, ma i 12km/l in condizioni miste sono alla portata senza rinunciare al piacere di guida.

Equipaggiamento premium solo “grazie” agli optional.

La novità nell’abitacolo rispetto alla precedente DS4 è il moderno impianto multimediale con l’ampio schermo (7 pollici) a colori nella consolle che, per 1.000 euro, viene integrato dal navigatore e dal sistema di assistenza on line DS. Il display a sfioramento ha permesso di eliminare i troppi tasti della precedente DS 4, e può connettersi con molti telefonini dotati di sistema operativo Android e iOS. L’auto del test era pure arricchita dei raffinati interni integralmente in pelle (4.300 euro con i sedili riscaldabili, quello di guida a regolazione elettrica, e il sistema di sorveglianza dell’angolo cieco nei retrovisori). Degno di nota l’impianto (option) hi-fi Denon che grazie al subwoofer posteriore rende

Uno spazio per… quattro.

Lo spazio abbonda per chi sta davanti, mentre sul divano si viaggia comodi soltanto in due e, comunque, con poco agio per le gambe; le poltrone anteriori, che in opzione possono avere le regolazioni elettriche, sono piuttosto incavate trattengono bene in curva, ma non per questo risultano scomode. L’abitabilità posteriore, non è eccezionale: un eventuale quinto passeggero deve fare i conti con il tunnel che ruba spazio ai piedi, e l’agio per le gambe è limitato anche per chi occupa i posti laterali. Discreta la disponibilità di portaoggetti, e pratico il cassetto di fronte al passeggero anteriore: pur privo di serratura, è bene illuminato e refrigerato dall’aria del “clima”.

Con i suoi 385 litri di bagagliaio, in quanto a capacità di carico la DS4 surclassa svariate berline di dimensioni simili, anche se a divano abbattuto il volume utile (1021 litri) è inferiore alla media, e si crea pure un gradino di 10 cm nel pavimento che va ad aggiungersi a quello, di ben 24 cm, che si forma rispetto alla soglia; quest’ultima, inoltre, si trova a ben 78 cm dal suolo.

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