Lamborghini Huracán LP 640-4: La nostra prova su strada

Guidare un’auto sportiva rappresenta di per sé una emozione unica ed irripetibile. Se poi l’auto in questione porta il nome di un noto toro da combattimento allora state certi che le sensazioni rimarranno nella vostra memoria per un bel po’.

Noi di Infomotori abbiamo avuto la possibilità di guidare per qualche ora la Lamborghini LP 610-4, una vettura non proprio di recente produzione ma che rappresenta ancora egregiamente la massima espressione stilistica e tecnologica della casa di Sant’Agata Bolognese.

Alla guida della Lamborghini LP610-4

Sarà forse il colore verde mantis o sarà il rombo del poderoso propulsore V10 da 5.2 litri ma son quasi certo che quest’auto ruberebbe il cuore anche al più fedele degli esterofili.

L’esperienza inizia premendo il pulsante di accensione che giace nascosto da uno sportello di sicurezza in tutto e per tutto simile a quello impiegato nei moderni jet militari. Un piede sul freno unito alla pressione del pulsante START permette al motore di avviarsi ed immediatamente si ha la sensazione di essere alla guida di una vettura fuori dal comune vuoi per il rombo grintoso del motore aspirato, vuoi per la seduta avvolgente che tende quasi abbracciare il pilota.

Chiudo la portiera, allaccio la cintura, regolo il volante e sistemo lo specchietto retrovisore. Noto immediatamente che il vetro posteriore svolge una funzione più estetica che funzionale e quindi passo a gestire i due specchietti laterali che per forma e dimensione compensano abbondantemente la visuale posteriore alquanto limitata. Premo il freno e schiaccio a fondo il paddle di destra per inserire la prima marcia. L’auto è pronta per partire. Sfioro il volante in pelle, percepisco immediatamente la qualità del materiale e muovo le due mani quasi a disegnare un semicerchio percorrendo l’intera circonferenza.

In fondo, in corrispondenza del mio ombelico, c’è un selettore rosso che permette di selezionare le tre modalità STRADA, SPORT e CORSA. Sono le tre configurazioni che permettono di adattare la risposta del motore alle diverse condizioni di utilizzo. Sorrido pensando al fatto che questa specifica tecnologia Lamborghini che agisce su motore, trasmissione, trazione, controlli ESC, sterzo e sospensioni, si chiama ANIMA (“Adaptive Network Intelligent Management”). Inserisco la modalità SPORT giusto per sentire ancora maggiormente il rumore del motore, specie in fase di rilascio dell’acceleratore e far sentire a tutti i passanti qualche “fucilata” nel cambio delle marce.

Premo delicatamente l’acceleratore per farmi strada tra la folla che mi circonda ed il propulsore da 5.2 litri che eroga una potenza di 449 kW / 610 CV a 8.250 giri/min (rigorosamente aspirato) risponde gentilmente senza esagerazioni. Ho poco tempo e voglio capitalizzarlo bene quindi decido di andare verso le colline che si vedono dalla città di Monza. Tempo qualche minuto e lo scenario di traffico cittadino si trasforma in campagna e collina. Qui, sempre nel rispetto del codice della strada, posso prendermi qualche libertà che il traffico non mi concedeva.

Guido tutto d’un fiato senza pensare ad una meta. La macchina risulta sorprendentemente facile da guidare e ci si mette veramente poco a trovarsi ai limiti del codice della strada. La precisione con la quale si inserisce in curva è quasi chirurgica e la stabilità offerta dalla trazione integrale permette di fare cose che una normale auto sportiva difficilmente potrebbe farvi fare. Approccio un centro abitato e modero la velocità. Supero facilmente i continui rallentamenti imposti dai dossi grazie al sistema di sollevamento dell’anteriore, optional irrinunciabile che permette di sollevare l’anteriore di qualche centimetro. Mi fermo per un caffè e ammiro il capolavoro dall’esterno, poi guardo l’orologio e mi accorgo di essere quasi in ritardo.

Il sogno purtroppo è finito, devo restituire l’auto a Lamborghini.

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