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Le batterie elettriche hanno un futuro: Northvolt produce la prima riciclata al 100%

Con il progetto Revolt l'azienda svedese Northvolt è riuscita a riciclare completamente una batteria di tipo NMC (al nichel-manganese-cobalto)

Tra le innovazioni che il mondo automotive ha accolto negli ultimi anni bisogna sicuramente ricordare l’introduzione dei pacchi batterie a livello del pianale delle vetture, che di fatto hanno donato la possibilità di elettrificare le motorizzazioni esistenti (facendole diventare ibride) se non addirittura di sostituirle con powertrain spinte completamente dall’alimentazione elettrica. C’è un fattore, tuttavia, che preoccupa gli esperti: come è possibile rendere ancora più sostenibile la produzione, l’utilizzo e lo smaltimento di questa tecnologia per un futuro riutilizzo?

Alcune idee ve le abbiamo presentate tempo fa: una è quella di ricavare gli elementi essenziali dalle rocce marine, un’altra quella di utilizzare le batterie delle vetture esauste, un’altra ancora quella di implementare la canapa al posto del litio. E se ora, invece, vi dicessimo che un’azienda è stata capace di riciclare completamente una di queste batterie impiegando esclusivamente nichel, manganese e cobalto già utilizzati e, quindi, rigenerati per una seconda vita?

L’azienda che è riuscita in questa impresa è la svedese Northvolt con a capo due ex-dipendenti della Tesla (Peter Carlsson e Paolo Cerruti), che hanno lavorato alacremente per portare risultati concreti nel progetto denominato “Revolt” con l’obiettivo di riciclare annualmente fino a 125.000 tonnellate di batterie attraverso un processo unico nel proprio genere. Quest’ultimo prevede un trattamento idrometallurgico a bassa energia che prevede l’utilizzo di una soluzione acquosa per isolare i metalli e separarli dalle impurità e che permette, a tutti gli effetti, il recupero fino al 95% dei metalli presenti nelle celle degli accumulatori.

Siamo riusciti a dimostrare che esiste un metodo sostenibile ed ecologicamente valido per produrre batterie, un metodo alternativo a quello convenzionale che prevede di estrarre continuamente nuovi materiali per la produzione – ha commentato Emma Nehrenheim, capo del progetto Revolt – Il processo che abbiamo utilizzato può recuperare fino al 95% dei metalli presenti in una batteria, a un livello di purezza pari a quello di un materiale nuovo appena estratto. Ora non ci resta che rendere questo processo più efficiente per gestire i grandi volumi di batterie che necessiteranno di essere riciclate in futuro”.

Batterie auto elettriche riciclo minerali

Con questi risultati, ora la volontà è quella di arrivare a produrre entro il 2030 delle batterie con almeno il 50% di materiali riciclati: per fare ciò Northvolt dovrà completare la costruzione di un nuovo stabilimento nella località svedese di Skelleftea, che riceverà sia batterie a fine vita derivati da veicoli elettrici sia scarti di produzione provenienti dalla prima factory.

Un altro obiettivo sarà anche quello di recuperare tanti altri elementi dalle batterie, tra cui rame, alluminio e plastica, per poi utilizzarli nuovamente nella linea di produzione. Se le scadenze saranno rispettate la Northvolt potrebbe seriamente diventare il più grande stabilimento di riciclaggio di batterie in Europa, nonchè l’unico a saper riutilizzare il litio, il nichel, il manganese e il cobalto dei battery pack delle vetture a zero emissioni.

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