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Maserati GranCabrio, prima prova su strada

Su strada Sotto il cofano della nuova convertibile di casa Maserati ruggisce il V8 4.7 della Maserati GranTurismo S. Forte di 440 CV a 7.000 giri/min, con un andamento della curva di coppia molto più pronunciato (arriva al massimo a 490 Nm) e più ricco in basso rispetto alla versione da 4.3 litri della GranTurismo […]

Su strada

Sotto il cofano della nuova convertibile di casa Maserati ruggisce il V8 4.7 della Maserati GranTurismo S. Forte di 440 CV a 7.000 giri/min, con un andamento della curva di coppia molto più pronunciato (arriva al massimo a 490 Nm) e più ricco in basso rispetto alla versione da 4.3 litri della GranTurismo standard. Il cambio è un elettroattuato (derivato dal Cambiocorsa) a sei marce con due logiche di lavoro, ognuna delle quali ha due programmi di funzionamento, più la opzione “Ice” per fondi viscidi. Le due logiche sono legate al concetto di utilizzarlo in completo automatismo (AUTO) oppure ad utilizzo manuale (MANUAL) dove il pilota decide come e quando effettuare le cambiate. Fin qui niente di particolarmente nuovo. Tutti i cambi elettroattuati hanno delle logiche simili. La differenza sta nell’impostazione della cambiata. Quando si schiaccia il pulsante “Sport” sulla consolle centrale, la vettura si assetta nell’opzione delle sospensioni più sportiva, la risposta del motore all’acceleratore è più pronta e il programma di controllo della stabilità opta per una soluzione che consente uno slittamento parziale delle ruote, se non si compromette la direzione di marcia con sovrasterzi di potenza esagerati. In più, in automatico le cambiate avvengono a regimi di rotazione superiori e in manuale… béh, in manuale avviene un piccolo miracolo. Per prima cosa entra in funzione una particolare farfalla comandata elettricamente che regola i gas di scarico in uscita dal silenziatore, trasformando una granturismo in … un bolide dal rombo rabbioso, che sdoppietta in scalata e borbotta in rilascio come una qualsiasi formula di altri tempi! Un rombo così non lo avevamo mai sentito, in strada! In sostanza la stampa estera è rimasta letteralmente esaltata dalla nuova GranCabrio, proprio a cominciare dal ruggito del motore in fase di scarico.

Ogni sottopasso, ogni restringimento della strada tra le case, è diventata perciò teatro di scalate e riprese a cielo aperto, per gustare questo “suono” che ci riporta alle competizioni di qualche anno fa. Schiacciando nuovamente il pulsante tutto torna nelle quiete, relativa, di un “sobrio” otto cilindri sportivo. L’altro acuto dell’elettronica, e secondo piccolo miracolo della tecnica, è che in “Sport” si utilizza un programma di cambiata completamente nuovo che, oltre i 5.500 giri/min e con l’acceleratore almeno schiacciato per l’80%, acquista una nuova identità. Sempre veloce e precisa, in queste condizioni viene ulteriormente velocizzata, perché vengono ridotte alcune operazioni. Ci spieghiamo meglio. Quando si cambia, che si faccia con un cambio manuale o elettroattuato è lo stesso, è necessario: prima ridurre la coppia motrice, poi si stacca la frizione, si toglie la marcia inserita, si inserisce una nuova marcia, si riattacca la frizione e si ridà gas. A livello di handling, gli interventi atti a irrigidire il telaio dovuti alla mancanza del tetto hanno portato i loro frutti: la GranCabrio invidia poco o nulla a alla GranTurismo in fatto di piacere di guida, con l’impagabile plus del ventro tra i capelli.

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