Mercedes Classe A confermata fino al 2028: il punto di Trivellato sulla compatta della Stella

Una baby Classe S nelle misure giuste per la città

Quando debuttò la quarta serie, nel 2018, molti la ribattezzarono subito la baby Classe S. Il motivo si capisce guardandola. Frontale basso, calandra con il pattern a stella. Fari a LED sottili e proporzioni tese, soprattutto nell’allestimento AMG Line. Una compatta che gioca la carta dell’immagine premium, e la gioca bene.

Le misure restano quelle di un’auto pensata anche per il traffico di tutti i giorni. Quattro metri e 42 di lunghezza, passo di 2,73 metri, tra i più generosi del segmento, e si sente nello spazio per le gambe dietro. Il bagagliaio parte da 355 litri, che scendono a 310 sulla plug-in per via delle batterie. Non è il valore più alto della categoria, ma per la spesa e per un weekend fuori basta. Esiste anche in versione berlina a quattro porte, con un baule più profondo, per chi preferisce una linea più formale. In città, poi, le dimensioni contenute e lo sterzo preciso la rendono comoda da muovere.

L’abitacolo è il pezzo forte

Se c’è una cosa su cui Classe A mette d’accordo quasi tutti, è l’interno. Al centro della plancia ci sono i due schermi del sistema MBUX, fino a 10,25 pollici ciascuno, affiancati dentro un’unica cornice. È qui che MBUX ha debuttato, nel 2018, e da allora il sistema è cresciuto parecchio: comandi vocali “Hey Mercedes” ormai affidabili e realtà aumentata sul navigatore. Su strada l’impostazione è comoda, con un fondo di sportività che si accentua sugli allestimenti AMG Line, più bassi e sodi.

Il resto dell’abitacolo asseconda l’idea di lusso compatto. Bocchette a turbina, luci d’ambiente con decine di colori. I materiali sono curati nelle zone a vista. Chi vuole strafare può aggiungere l’head-up display e l’impianto Burmester, che di watt ne ha da vendere. Qualche critica c’è, e va detta: su alcune plastiche meno in vista la qualità cala, e certi optional tecnologici pesano sul prezzo finale. Sul fronte sicurezza, invece, poco da eccepire, con le cinque stelle Euro NCAP e una dotazione di assistenti alla guida completa.

Quale motore scegliere

Qui la gamma si è semplificata negli ultimi anni. Le benzina sono tutte mild hybrid a 48 volt, con il doppia frizione di serie: si parte dalla A 180, intorno ai 35 mila euro, e si sale con la A 200. Chi fa tanta autostrada guarda ancora ai diesel, la 180d e la 200d, che sui consumi restano un riferimento. Per la città c’è la plug-in A 250 e, che dichiara fino a 81 chilometri in elettrico, con l’unico neo del bagagliaio più piccolo. Per molti la scelta più equilibrata resta la 200d automatica in AMG Line, buon compromesso tra coppia, consumi e look.

In cima ci sono le AMG, un capitolo a parte. A 35 mette 306 cavalli e scatta da 0 a 100 in 4,7 secondi, A 45 S arriva a 421 cavalli e chiude in 3,9. Prezzi che salgono in fretta, oltre i 55 mila euro per la prima e vicino ai 70 mila per la seconda.

C’è poi un dettaglio utile per chi ha appena preso la patente: A 180 con 136 cavalli rientra nei limiti del nuovo Codice della Strada per i neopatentati, cosa non scontata tra le premium compatte. Non a caso è tra le compatte di questa fascia più gettonate anche a noleggio a lungo termine, formula che spalma i costi di gestione su un canone.

«Classe A resta la porta d’ingresso al mondo della Stella. Chi la sceglie cerca il badge premium senza rinunciare alle misure da città, ed è spesso il primo passo di un percorso lungo con il marchio», spiega Luca Trivellato, amministratore delegato dell’omonimo gruppo, concessionaria ufficiale Mercedes. Per orientarsi tra motori, allestimenti e prezzi, e vedere anche l’usato disponibile, conviene guardare la gamma completa raccolta proprio da Trivellato su www.trivellato.it, dove trovi sia il nuovo sia diverse Classe A di recente immatricolazione.

Perché resta un riferimento (e cosa arriverà dopo)

Messa insieme, Classe A fa quello che le si chiede: portare il badge della Stella e una certa cura costruttiva in un formato che entra in garage senza problemi. Non è la più spaziosa del segmento, e non è nemmeno economica. Ma sull’immagine e sulla tecnologia gioca in un campionato tutto suo. La ricetta, in fondo, è la stessa dal 1997: prendere l’esperienza delle Mercedes più grandi e comprimerla in pochi metri.

Il capitolo, del resto, non è chiuso. Mercedes ha deciso di tenerla a listino fino al 2028, e intanto lavora alla generazione successiva, che nascerà sulla piattaforma MMA con motori elettrici a 800 volt e mild hybrid, e una linea più vicina a un crossover. «Che resti in gamma fino al 2028 è una buona notizia soprattutto per chi compra: vuol dire valori dell’usato più stabili e assistenza garantita a lungo, senza la fretta di un modello a fine corsa», aggiunge Trivellato. Chi la sceglie oggi prende una compatta matura e collaudata, con davanti ancora anni di ricambi. Non un modello lasciato a se stesso.

LISTINO E OFFERTE SPECIALI
TUTTO SU Mercedes Classe A
Articoli più letti