Nuova Dacia Duster 2018: Prova dell’1.5 dCi da 110CV e 4×4

Abbiamo guidato la nuova Dacia Duster 2018 per scoprire pregi, difetti e particolarità di questa seconda serie. Ecco le nostre impressioni sull'1.5 dCi da 110CV con trazione integrale e tanta elettronica a disposizione

Dacia Duster, dal lancio della prima serie nel 2010 in piena crisi economica, ha saputo offrire un’alternativa solida e concreta alle vetture che al tempo dominavano il mercato, rilanciando un marchio nato sotto l’ala Renault e fondato ormai più di mezzo secolo fa.

A volte la tecnologia necessaria a rendere un prodotto accessibile alle masse richiede più attenzione di quella impiegata per beni di lusso. Pensate alla penna: quanto costa una stilografica a stantuffo rispetto ad una Bic e quale delle due è più funzionale? Eppure quest’ultima è stata inventata sessant’anni più tardi.

La nuova Dacia Duster 2018 è  una seconda serie matura e riuscita, sia per quanto riguarda gli esterni che per ciò che concerne la dotazione. La spolveratrice, così andrebbe tradotto il nome, si ispira all’omonima vettura presentata in Inghilterra nei primi anni Ottanta dalla Dacia. Cominciamo col dire che tutte le novità, gli accorgimenti e le piccolezze tecniche introdotte con la nuova generazione hanno lasciato invariato il prezzo d’attacco, pari a 11.900€.

Dacia Duster posteriore

Il frontale della nuova Duster si caratterizza per proiettori diurni a LED che accennano leggermente alla sorella Renault e ad una griglia stilisticamente più ricercata e protetta da un parafango rivisto.

Al posteriore le modifiche si fanno più concrete, soprattutto per quanto riguarda i gruppi ottici e le linee che determinano il portellone, che fa spazio a 478 litri di carico (1623 litri una volta abbattuti i sedili).

In fin dei conti però, non si può parlare di una vera trasformazione: Duster si tiene stretto il carattere pragmatico e concreto che l’ha resa celebre, cambiando davvero solo quando ci si entra.

L’infotainment infatti è stato rivisto ed ora risulta più semplice da gestire, anche grazie ai tasti rapidi a pianoforte posti tra lo schermo ed i comandi del clima.

Quest’ultimo è (finalmente) di tipo automatico, una bella chicca considerato il segmento della vettura. Mancano, invece, le integrazioni con Android Auto e Apple CarPlay su tutti gli allestimenti che -a proposito- sono stati battezzati Access, Essential, Comfort e Prestige.

Dacia Duster 2018: i motori

Dacia Duster 2018 Test Drive

Le star arrivano, quando va bene, a festa iniziata: per questo l’MVP della gamma motori Duster, l’1.6 a GPL, è previsto per fine 2018 o, addirittura, per i primi mesi del 2019. Nel frattempo la gamma motori, sempre aggiornata e Made in Renault, prevede l’SCe a benzina da 115CV con cambio a cinque rapporti e due unità Diesel, la prima da 90CV con cambio manuale e la seconda, da 110CV, con la possibilità di scegliere l’automatico EDC.

In questo caso però bisognerà rinunciare alla trazione integrale, resa disponibile in tutte le varianti di motore. Noi abbiamo scelto di guidare l’1,5 litri dCi (quindi a gasolio) con 110CV e 4×4. Questo perché, a nostro modo di vedere, è la configurazione che rende maggiormente giustizia alla macchina.

Non pensate però di pagarla cara: equipaggiata con allestimento Essential, la nostra Dacia Duster verrebbe a costare 16.550€. Per conoscere nel dettaglio tutti gli allestimenti disponibili e fare un confronto di prezzi vi rimandiamo al nostro listino ufficiale.

Dacia Duster: la nostra prova su strada

Dacia Duster 2018 frontale

Se agli esterni la vettura rimane pressoché invariata, una volta saliti a bordo ed acceso il motore cominciamo a trovare le prime sostanziali differenze. La nuova Duster offre una seduta alta e dominante, proprio come è lecito aspettarsi da un SUV, senza però impensierire con ingombri esagerati: i 4,341 metri di lunghezza non pregiudicano l’agilità, così come la larghezza di 1,8 metri non preclude a strade di campagna o vicoli cittadini.  L’altezza di 1,693 metri lascia liberi 21 centimetri da terra per cimentarsi in fuoristrada poco impegnativi.

Il che tuttavia non significa che Duster si fermi a strade bianche e sassose, tutt’altro: con un po’ di abilità e gli pneumatici giusti sterrati fangosi e affini sono cosa da poco. Chiudiamo la disamina dei volumi con i 445 litri di bagagliaio sempre disponibili che garantiscono una soglia di carico tra le più ampie della categoria.

L’ergonomia, quindi, si conferma ottima, addirittura migliorata. La nuova collocazione dell’infotainment  infatti rende il display più semplice da leggere e raggiungere, anche se il design del volante mantiene il suo look leggermente anacronistico. Ma la Dacia Duster è così, rustica come una trattoria e gustosa come i piatti della tradizione. E, in fin dei conti, senza rinunce reali mette in gioco tanta sostanza.
Il motore Renault, che ai bassi regimi dovrebbe ricordare un trattore, si comporta invece con grande delicatezza. Merito dei tecnici francesi, che hanno dato vita ad un propulsore piuttosto silenzioso, quanto di quelli rumeni, che con questa model year 2018 hanno migliorato le imbottiture.

Dacia Duster 2018 Interior

Sul lato tecnico la nuova Duster fa un passo in avanti introducendo il servosterzo elettrico, apprezzabile soprattutto nel misto dove la precisione aumenta sensibilmente: non che prima non ci fosse, semplicemente le unità meccaniche risultano meno puntuali nelle reazioni. Per il resto l’auto non ci fa mancare nulla, nemmeno il regolatore di velocità ed una connessione via Bluetooth per connettere lo smartphone.

In termini di guida il motore si dimostra concreto, mai troppo brillante nelle riprese ma sempre pronto sia nelle salite più ripide che nelle ripartenze cittadine. L’assetto risponde fedelmente ai canoni del segmento, si dimostra quindi relativamente morbido quando andiamo ad affrontare il misto veloce, ma risulta affidabile ogni volta che guidiamo entro i limiti del C.d.S.

Davvero interessante il funzionamento dell’Hill Descent Control, modulo disponibile su tutte le Duster con 4×4: è sufficiente la folle prima di una ripida discesa e l’auto gestirà la situazione, lasciandoci la libertà di accelerare e frenare con una velocità massima di 13Km/h. Difficile chiedere di più, anche perché nelle salite sterrate (in retromarcia, per testare i limiti della trazione) l’auto non si fa cogliere di sorpresa.

Chiudiamo con una felice parentesi sui consumi, che in questo 1,5 litri Diesel si attestano attorno ai 16Km percorsi con un litro di gasolio: numeri estremamente soddisfacenti se pensiamo al segmento di provenienza -quello dei Crossover- e al fatto che l’auto offre la trazione integrale.

In Conclusione

Probabilmente la domanda che gira in testa a chi cerca una prova su strada della Duster è una sola: a me che di auto capisco poco questa sembra perfetta, ma perché costa così poco? C’è la fregatura? La risposta, ormai lo avrete già intuito, è no. Nessuna fregatura. Rinunce nel comfort probabilmente, ma poco altro.

Perché l’estetica non lascia nulla al caso e la guida convince da subito. Oltretutto poi, la rivendibilità di una Dacia Duster è sempre garantita. La rete di servizi è Renault, quindi capillare, e la manutenzione risulta sempre a buon mercato.

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