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Opel Astra prova su strada della nuova gamma

Astra berlina due volumi, Astra Station Wagon e Astra OPC: Opel rinnova la gamma della sua media. Già disponibile in concessionaria con prezzi a partire da 18.250 euro

Prova su strada della nuova gamma Opel Astra
Abbiamo provato nei dintorni di Francoforte la nuova intera gamma della Opel Astra oggetto di una serie di attenzioni estetiche e tecniche che ne hanno elevato sempre di più gli standard.
L’Astra risponde alla sempre più agguerrita concorrenza con l’aggiornamento della quarta generazione, apparsa nel 2009 e protagonista di una svolta, tecnica e stilistica, di rilievo per la media di Russelsheim. Una scelta coerente con l’impegno della marca tedesca del gruppo General Motors, nella fase difficile che si sta attraversando, per un contrasto alla crisi segnato dal debutto di nuovi prodotti e dall’allargamento della gamma, andando quindi all’attacco piuttosto che arroccarsi su linee difensive. Dopo la compatta monovolume Mokka e la piccola trendy Adam, è dunque ora l’Astra ad arricchire la l’offerta di versioni puntando a tutte le nicchie possibili di clientela in un ambito competitivo al calor bianco.
Ma andiamo per ordine;tante piccole novità estetiche per le versioni esistenti, orientate non solo alla sportività ma anche alla sicurezza. In particolare un nuovo motore biturbo diesel capace di infrangere ogni record in termini di potenza e prestazioni per quanto riguarda la storia dell’ Astra a gasolio.

Motore 2 litri turbo sulla nuova Opel Astra
Numeri esaltanti quelli che ha fatto registrare il 2 litri turbo mutuato dalla Insigna e riadattato per essere alloggiato all’interno di uno spazio più piccolo. Si parla di 195 cavalli ma, soprattutto, di una coppia di 400 Nm che grazie al lavoro dei 2 turbo, riesce ad essere attiva già da 1.750 giri.
Esteticamente la versione BiTurbo è riconoscibile grazie ad accorgimenti orientati alla sportività. La griglia, per la versione 5 porte classica e per la station wagon, trae ispirazione dalla GTC sostituendo il motivo cromato “a doppia ala” (logo al centro) con uno in tinta con la carrozzeria.
Cambia la presa d’aria inferiore e i profili dei finestrini diventano cromati. Al posteriore 2 terminali di scarico sdoppiati: più aggressivi nella forma che nel sound. Il paraurti diventa pronunciato e muscoloso. Confermati i gruppi ottici sconfinanti sul portellone e spoiler. Inedita la soglia di carico cromata. Cerchi in lega fino a 20 pollici di diametro…
La plancia è classica: eccessiva per chi cerca sobrietà, aggressiva quanto basta per gli amanti del genere. Non mancano clima bi-zona, navigatore gps  e sistemi per la sicurezza: avviso invasione carreggiata, lettore automatico dei segnali ecc.

Su strada con la gamma Astra
Accesa la Opel Astra 2.0 BiTurbo non colpisce per il sound, almeno non quanto ci si aspetterebbe da una vettura dalla marcata vocazione sportiva: un difetto per i cultori del genere, un pregio per chi sceglie il comfort.
Il 2 litri turbodiesel spinge a partire da subito. Non un’accelerazione da urlo (per fortuna), ma un’erogazione continua e lineare, gestibile, ed efficace. Non ci sono vuoti e, a velocità elevate, non serve scendere di marcia per trovare la spinta per un sorpasso. Lo sterzo è comunicativo ma, quando si forza, l’Astra lamenta la tendenza ad allargare a causa del sottosterzo.
Buono il comportamento dinamico; merito di gestibilità elevata, nonostante coppia e potenza degne di auto più impegnative. Un difetto? Vibrazioni di troppo, avvertibili direttamente dalla pedaliera. Assetto e sospensioni sono orientate al comfort e assorbono le irregolarità del terreno senza scomporsi quando si effettua una manovra improvvisa.
L’unica nota “negativa” è quella relativa alla assenza (almeno fino ad adesso) del cambio automatico, almeno fino a quando non debutterà quello a doppia frizione. Nel frattempo quello tradizionale in verità non si distingue ne per precisione ne per rapidità segnando pertanto l’unico aspetto non coerente con le numerose ottime novità introdotte nel corso degli anni dalla Opel.
Motori
Se l’intervento sull’estetica è stato relativamente leggero non si può dire altrettanto sul quello operato su motori ed equipaggiamenti, con in primo piano il diesel 1.700 “ecologico”(110 Cv, 99 g/km di emissioni di CO2 e 3,7 l/100 di consumo) e il suo alter ego ad alte prestazioni, il due litri a doppia sovralimentazione (due turbo che agiscono in sequenza) da 195 Cv e quasi 230 km/h di velocità massima. Di ormai lontane origini giapponesi il primo (progetto della nipponica Isuzu) e in continua evoluzione, assai più moderno il secondo frutto del matrimonio a suo tempo con Fiat, i due quattro cilindri rappresentano gli estremi attuali di una scuderia di propulsori a gasolio che affianca i benzina 1.400 da 100, 120 e 140 Cv, ai quali si aggiungerà presto un inedito 1.600 turbo ad iniezione diretta. Un mondo a parte è rappresentato poi dal due litri sovralimentato destinato alla ultrasportiva versione OPC coupé, una vera e propria granturismo da 280 Cv, dall’assetto corsaiolo (cerchi fino a 20 pollici e differenziale autobloccante) e capace di raggiungere i 250 km/h passando da 0 a 100 in 6 secondi.

Prezzi della nuova gamma Opel Astra
Già disponibile in Italia (la biturbo diesel arriverà all’inizio dell’anno prossimo), con prezzi a partire da 18.250 euro, la nuova gamma Astra porterà il modello, entro il 2012, a superare la soglia del milione di unità vendute sul nostro mercato, dove la media Opel è apprezzata in modo particolare nella variante a doppia alimentazione benzina-Gpl, offerta a 22.000 euro con il motore 1.400 da 140 Cv e autonomia potenziale intorno ai 1.000 km

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