Prova Dacia Duster 2018 a GPL: ecco come va l’1.6 a gas da 115CV

Quando Dacia Duster debutto sul mercato non solo italiano nel 2012 conquistò subito l’attenzione di tutti per la sua offerta che riusciva a conciliare estetica accattivante contenuto tecnico di valore e prezzo imbattibile. Sei anni più tardi, con la seconda generazione, il Duster rilancia con una offerta di gamma ancora più competitiva ed interessante grazie al debutto della versione 1.6 GPL

È la classica vettura dei record, quella che parte da subito con il piede giusto ed inizia a macinare primati. La Dacia Duster è il SUV più venduto a privati in tutta Europa e sono oltre un milione gli esemplari circolanti fino ad adesso. In Italia il Duster supera la soglia del 3% di market share (3,06%) collezionando oltre 152.000 immatricolazioni. In poche parole Duster è un brand nel brand.

La seconda generazione ha tutte le carte in regola per raddoppiare il primato perché dalla sua ha anche una gamma completa ed in grado di soddisfare le esigenze di chiunque. E la versione a GPL cavalcherà la domanda. Scommettiamo? L’estetica cambia tanto, rimanendo la stessa La prima cosa che osservo con attenzione, in questa nuova generazione del Duster, è la sua estetica. Lo styling è più fresco ed accattivante e pur trattandosi di una evoluzione stilistica, l’aggiornamento sembra molto più profondo di quello che, in effetti, è. La prima cosa che noti è il frontale con una griglia più ampia, i proiettori sono più spinti verso gliangoli mentre la base del parabrezza è stata portata in avanti di 100 mm con il risultato di piazzare la lastra più inclinata a tutto vantaggio della linea generale e dello spazio in cabina che sembra più grande.

La linea di cintura è più affilata e corre verso un posteriore che presenta dei fari quadrati che richiamano, non poco, quelli della Jeep Renegade. Ma esteticamente funzionano bene. La postura nel suo complesso è più spessa e sportiva. Una presenza, insomma, più sofisticata che a me piace molto considerando gli interventi che sono stati tutti piuttosto sottili. Anche l’interno, aggiornato nell’aspetto, deve essere sempre valutato in funzione del tag di prezzo del modello che, in questa declinazione, parte dai 13.350 Euro per la versione GPL Essential per salire fino al top della gamma Prestige offerta a 16.050 Euro. Praticamente prezzi imbattibili. E allora ecco che la quantità di modanature in plastica rigida non danno per nulla fastidio ed è la forma scolpita dell’insieme che funziona bene e la versione di prova con il touchscreen Media Nav da 7” ben orientato verso il guidatore concorre a rendere il complesso ben vivibile e piacevole da guardare.

Ottimo, al riguardo, la mappatura di navigazione, con un front end graficamente immediato anche se minimale, ma sorprendentemente reattivo al tocco e perfettamente funzionante il pannello touchscreen. Su strada La versione GPL che abbiamo provato si presenta come il primo motore GPL Euro6DTemp di Renault e l’impianto, fornito dall’italiana Renzo Landi viene montato in linea di produzione a tutto vantaggio di accuratezza e affidabilità. Il serbatoio, posizionato nello spazio previsto per la ruota di scorta, ha una capacità netta di 33,6 litri (42 litri lordi) per una autonomia dichiarata di 436 chilometri che sommata a quella del serbatoio benzina di 50 litri fanno, complessivamente, 1.269 chilometri.

La seconda generazione, sotto la carrozzeria, non cambia e questa non è certamente una brutta notizia. Il Duster rimane fondamentalmente un veicolo semplice e la guida e la maneggevolezza di questa versione con l’unità 1.6 litri a GPL rimane fedele all’impostazione originale. È un’auto che viaggia in un modo abbastanza morbido, silenzioso e comodo. Bastano pochi chilometri per capire che Duster GPL è un’auto che mette davanti, nella lista delle priorità, comfort e facilità d’uso mentre seguono grip assoluto e dinamismo. Lo sterzo ha una buona risposta, il roll laterale è presente, ma è la sua progressione che non mi convince. Le versioni diesel e Integrale le ho trovate più convincenti attraverso le curve. Il fatto è che la mitezza del motore rende piuttosto improbabile indagare l’effettivo bilanciamento in appoggio e poi, parliamoci chiaro, questa solida Duster non è affatto pensata per esplorare i limiti del suo bilanciamento ed il bisogno di affrettarla tra le curve non appartiene ai desideri dei possessori di questo genere di vettura.

Il motore 1.6 litri benzina normalmente aspirato eroga 115 cavalli che, alimentato a GPL, diventano 109. L’avvio è sempre a benzina e quando la temperatura del motore raggiunge quota 25 gradi il passaggio a GPL è automatico. Sulla sinistra del volante c’è un pulsante con indicatore livello dedicato al passaggio tra le due alimentazioni. Questa diminuzione sensibile di potenza è praticamente inavvertibile e almeno che non domandi maggiore spinta in condizioni di carico o cercando più giri partendo da marce alte, l’incedere è sempre piacevole e più che sufficiente. In caso contrario la poca brillantezza della risposta richiede un lavorio più deciso sul cambio manuale a cinque marce ben rapportato e preciso nella sua manovrabilità.

Conclusioni

La Dacia Duster con questa versione a GPL completa una offerta di prodotto sorprendente da tutti i punti di vista. Un’offerta così ricca di sostanza a così pochi euro, paragonandoli alla concorrenza più prossima, rimane ancora sorprendente. Questa seconda generazione è costruita ancora meglio di prima, si guida bene e offre una praticità senza eguali accompagnandosi anche con una oggettiva presenza estetica. L’offerta dell’alimentazione bi-fuel è una scelta giustissima e soddisfa le attese della clientela che si stanno traducendo in ordini in quantità industriali. Dall’annuncio del rientro in gamma di questa alimentazione, il 60% degli ordini ricevuti riguardano questa configurazione. Ben fatto.

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