Prova nuova Gamma Seat Metano: info, costi, e benefici dei motori TGI

Abbiamo provato la nuova gamma a metano di SEAT: è questo il “vero” futuro che ci attende? Ecco le nostre considerazioni sulle auto a gas

Certi pezzi si scrivono guardando le cartelle stampa, altri si scrivono guardando gli appunti ed altri si scrivono di pancia, come quello che state per leggere. Siamo andati in Spagna per provare la gamma metano di SEAT e hanno messo a disposizione della stampa alcune vetture tra le quali diverse SEAT Ibiza, Arona e qualche Leon, con il motore quattro cilindri da 130 CV. Lo scopo dell’evento era quello di provare la gamma delle vetture alimentate a metano ma in realtà è stato per il sottoscritto un momento di riflessione profondo su quello che è il futuro nel mondo dell’auto e questo pezzo vi guida in un percorso che porta poi ad un ragionamento finale. Abbiate la pazienza di leggere tutto.

Non sapete quante volte mi scrivono in privato o mi contattano amici per chiedermi cosa fare, quale macchina acquistare alla luce di un mercato che non riesce a prendere una vera e propria direzione. Diesel, benzina, elettrico… si ma poi dove la ricarico?

Ai tempi in cui ero ragazzo l’elettrico era fantascienza, il diesel era sostanzialmente riservato ai mezzi per il trasporto merci e poche macchine usavano quel carburante come forma di alimentazione. La scelta ricadeva quindi sulla benzina e ammetto di aver avuto la fortuna di vivere gli anni delle “bare su ruote” fatti dalla benzina rossa, non quella senza piombo di oggi. Tanti cavalli, poca sicurezza.

In sostanza quando si doveva scegliere una macchina non c’erano dubbi: benzina.

Con il passare degli anni ci si è accorti che il diesel era molto efficiente anche alla luce dei nuovi motori e quindi progressivamente sono arrivate sul mercato le vetture turbodiesel dalla coppia importante e dedicate magari a coloro i quali erano alla ricerca di auto dalla lunga percorrenza.

Poi il diesel ha passato di gran lunga l’alimentazione a benzina, perché parliamoci chiaro: il diesel nei motori nuovo è efficiente, c’è poco da dire e fino a questo punto il metano è rimasto sempre un po’ nell’ombra, quasi un carburante per ambientalisti convinti o per i pochi sperimentatori che magari facevano modificare la propria vettura e che mettevano la bombola al posto della ruota di scorta, così se bucavano gli toccava chiamare il carro attrezzi.

Se penso alle vecchie macchine a metano mi viene in mente una vecchia FIAT Multipla di un conoscente taxista, che per superare una collina doveva fermarsi, passare a benzina e poi ripartire.

Ci credo che non aveva successo. Chi vuole guidare una macchina che non ha nemmeno la capacità di fare la salita che parte dal box di casa?
Il metano però ha sempre avuto una cosa che poche forme di carburante possono vantare: una rete distributiva efficiente, a basso costo e capillare (oltre all’indipendenza dal prezzo del greggio).

Poi però c’è stato il dieselgate: il diesel è diventato il male del mondo, responsabile del surriscaldamento globale e di mille altre cose che non c’entrano nulla e così via tutti a benzina a 1,60 euro a litro (se va bene), dimenticandosi però una cosa: che il metano è una forma di carburante pulita, sicura e onnipresente.

Eccoci quindi al “dunque” della nostra prova, qui a Madrid: la gamma SEAT TGI fatta da MII con il motore EcoFuel (che però non era a disposizione), Arona, Ibiza e Leon, con il motore da 130 CV. Ora vediamo di spiegare un attimo i tre aggettivi di cui sopra: pulito, sicuro, onnipresente e ci aggiungo pure prestazionale.

Per quanto riguarda l’ambiente tutti quelli che oggi vedono l’elettrico come unica forma che dovrà conquistare il mondo dell’auto pare che si siano dimenticati del metano, che già esiste da sempre e che ha il 25% in meno di emissioni di CO2, non emette PM10 e ha il 75% in meno di NOx. Va detto poi che c’è quel tema abbastanza interessante che riguarda la produzione di biometano che poi è qualche cosa che possiamo estrarre dai nostro stessi rifiuti, alimentando quindi una economia circolare che è una cosa di cui tutti parlano ma che alla fine pensano solo all’elettrico, dimenticando poi come fanno la corrente elettrica che infilano nelle batterie (che poi dovremo pure smaltire, ma fa niente).

La sicurezza è garantita dai crash test che fanno sulle vetture a benzina, che sono gli stessi che fanno alle vetture a metano. I serbatoi reggono 450 bar, dentro il gas è compresso a 220. Meno della metà. Il metano è un gas leggero, che in caso di rottura del serbatoio vola verso l’alto, non verso il basso come il GPL. Il metano poi lo parcheggiate ovunque, non come il GPL. Sulla onnipresenza del gas metano penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che la pasta di casa viene cotta con il gas metano che arriva fino alla nostra abitazione. Quindi direi che la rete distributiva non manca. Il metano poi non viaggia su ruote, come la benzina.

Parliamo delle prestazioni? Al pari di una vettura normale. Sfido chiunque a salire a bordo di una vettura a metano e capire la differenza con una vettura a benzina, in qualsiasi contesto di guida: cittadina, sportiva o montana.

Il motore 1.0 3 cilindri provato sulla SEAT Ibiza qui a Madrid esprime 90 CV (5 meno del benzina) e raggiunge i 100 km/h in 12 secondi circa. Non certo un missile, ma le prestazioni non sono per nulla penalizzate dalla forma di alimentazione. E poi comunque è un motore che regala anche delle belle gioie, se guidato un po’ in alto. Certo in basso è vuoto ma i turbo son così. Vi potrei dire che persino una recentissima Porsche a quattro cilindri in basso è vuota (e non va certo a metano).

Abbiamo poi gli incentivi di carattere fiscale che variano un po’ da regione a regione ma che sono comunque presenti: c’è chi per esempi vi regala il bollo per 5 anni. E non mi pare poco.

Ciò detto, per scendere nel tecnico e parlare di queste SEAT: la cosa più importante è che hanno ristretto il serbatoio di benzina per espandere le bombole del metano. E la cosa è intelligente, perché tanto chi compra metano va a metano. Nella Ibiza che ho provato (che peraltro si guida veramente bene grazie alla piattaforma MQB-A0) ci sono 3 taniche di metano per un totale di 13,8 kg che consentono di percorrere 360 km e un piccolo serbatoio per la benzina, da soli 9 litri, che vi fa fare 150 km (per un totale di 510 km). Una scelta intelligente, a mio avviso, anche tenendo conto che chi vuole può persino installare a casa propria un sistema per il rifornimento domestico e che comunque alla fine chi compra metano usa la vettura con la consapevolezza di dover cercare il benzinaio giusto.

Concludo con due parole su SEAT. Ecco, a dirla tutta ai mei tempi SEAT era un marchio che innovava poco e oggettivamente non aveva a catalogo grandi proposte. Il passaggio al gruppo VAG (Volkswagen Aktiengesellschaft) ha sicuramente giovato al brand ma per anni la casa di Martorell è rimasta in coda alle vendite senza proposte concrete e senza tecnologie di punta.

Oggi SEAT è un brand che fa da trend setter. Ha una clientela giovane, affezionata ma soprattutto è un marchio che può porsi come leader del mercato e che ha trovato una sua strada.

Il metano è una scelta che non va in alcun modo evitata e che, anzi, dovrebbe essere intrapresa da tutti coloro i quali non hanno le idee chiare sulla forma di alimentazione da usare per la prossima vettura. Se poi in futuro andremo in giro tutti con le macchine elettriche allora vedremo, ma non ci giurerei.

Una volta si diceva “il metano ti da una mano”. E voi fatevela dare.

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