Quattroruote versus Volkswagen

La trasmissione “Report” di domenica 27 marzo è stata monopolizzata dall’analisi sul futuro di Fiat, prendendo come pietra di paragone proprio la Volkswagen, con tanto di intervista in Germania ad un membro del loro Consiglio di Amministrazione. Il numero di aprile di Quattroruote fa invece le pulci al Gruppo Volkswagen che nel 2010 ha venduto più di 7 milioni di vetture con 7 miliardi di euro di utili ed un bonus per operaio di 2.700 euro, con l’obiettivo di arrivare a 10 milioni di vendite e con investimenti di oltre 50 miliardi nei prossimi 5 anni.
Sfogliando l’ultimo numero di Quattroruote, ci aspettavamo di doverci sciroppare 8 pagine di miele sul colosso tedesco che non ne sbaglia una grazie al genio di Ferdinand Piech e della sua squadra, che magari non brilleranno sempre per simpatia ma quanto a capacità e professionalità, tanto di cappello!

Per la verità già il titolo e sottotitolo lasciano trasparire che non si tratta di una “spremuta di rose”: “La solitudine del numero 1”. Ambizioni, uomini, prodotti (e rischi) del piano del Gruppo Volkswagen per diventare il maggior costruttore al mondo. Un trono scomodo, che si è già rivelato un calice amaro per la General Motors prima e Toyota poi. Insomma un’ode al “piccolo è bello”, anche se tutti i top manager, Marchionne compreso, dicono che sotto i 6 milioni di pezzi prodotti all’anno un gruppo automobilistico non riuscirà a sopravvivere.

Altra curiosità, più da addetti ai lavori che da lettori semplici è la firma del pezzo. Luca Ciferri non fa infatti parte della redazione del prestigioso mensile diretto da Carlo Cavicchi, che può contare su due vice di gran valore come Massimo Nascimbene e Gian Luca Pellegrini, oltre ad un vero “dream team” di penne che ogni editore del settore vorrebbe avere. Per il pezzo forse più importante, delicato ed interessante del numero (alla pari con l’appello ad abolire la legge per neopatentati a cui abbiamo aderito e che invitiamo anche i nostri lettori a sostenere) fa un po’ specie che per questo servizio la redazione di Quattroruote abbia voluto rivolgersi ad un esterno. Luca Ciferri è infatti una “penna importante di Automotive News “ come lo aveva definito lo stesso direttore di Quattroruote sul post del suo blog intitolato “ Giugiaro, la sua A8L e se fosse capitato a noi…” in cui raccontava la storia del “povero” Giorgetto Giugiaro la cui ammiraglia Audi si era miseramente piantata in autostrada creando chilometri di coda. E proprio la notizia del panne di Giugiaro ricompare alla fine della prima pagina dell’articolo de “La solitudine del numero 1” .

L’apertura del servizio si apre sul Salone di Ginevra con un “interno salone” ed un “esterno salone” : il primo di luci ed il secondo sul “fuori programma” di Giugiaro che serve al giornalista per evidenziare l’importanza della qualità. Si arriva poi al primo capitolo intitolato “Gli errori della Toyota” in cui aleggia il pericolo per il Gruppo VW di milionari richiami se punterà sui grandi numeri tralasciando la qualità. Il pezzo prosegue con un’analisi dettagliata dove i punti di forza sembrano imperare al pari degli approfondimenti sulle piattaforme comuni. Luca Ciferri ricorda i dati sugli investimenti futuri del Gruppo Volkswagen (51,6 + 10,2 miliardi per la Cina), gli utili (7.1 miliardi di euro), gli uomini, il risultato netto (6,8 miliardi) e la riserva di cassa (18,6 miliardi di euro). Insomma una fila di dati che tutti i capi dei gruppi automobilistici vorrebbero poter dichiarare, ma sorprendentemente
Quattroruote impagina il pezzo con cornici al vetriolo sui marchi lusso del gruppo tedesco. Qualche esempio? Logo Bentley e ricordo dei 51 milioni di euro di perdite con buco complessivo di 245. Stroncata la Bentley si passa alla Lamborghini con chiusura molto carina “… dopo tredici anni… il Cavallino vende tre volte tanto e con guadagni record mentre Sant’Agata resta in rosso”. Quattroruote ha poi risparmiato la Bugatti per poi chiudere con un “la Bella e la Bestia” dedicata a Skoda ed alla Seat con una chiusura da veri fidanzatini: “Almeno nelle perdite Piech è riuscito nel suo sogno: fare della Seat l’Alfa di Spagna. Fuoco e fulmini!!!
E voi che ne pensate ???

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