Gli automobilisti che sono stati multati con semafori laser, possono far ricorso al Prefetto entro 60 giorni dal ricevimento della multa.
I semafori Laser che, da tempo impugnano la città di Roma continuano a funzionare sebbene il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti , nel parere n. 3805/2015, abbia dichiarato che debbano essere spenti e “sottoposti a procedura di approvazione”.
I semafori considerati “intelligenti”, stanno creando disagi al traffico romano variando il ciclo semaforico in relazione alla velocità di percorrenza dei veicoli.
La pratica è “illegale e pericolosa” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segratario generale dell’Unione dei consumatori riferendosi alle lanterne laser, aggiungendo: “Ora tutti gli automobilisti che sono stati multati con semafori attivati dal rilevamento della velocità dei veicoli in arrivo, possono far ricorso al Prefetto entro 60 giorni dal ricevimento della multa, allegando il parere del Ministero, chiedendo l’annullamento della sanzione“.
Il pericolo di incidente non è mai stato così “veloce”, i veicolo rischiano con questi nuovi rilevatori di non riuscire a fermarsi in tempo. La possibilità di incidenti è “subito dietro l’incrocio”.
Anche la precisione svizzera, tramite il segretario federale Max Hoffman dichiara che i 900 laser installati nel territorio sono “un problema che dà fastidio” oltre che a “usurpare l’attività dell’agente di polizia”, installati solo per “far quadrare i conti“.
Ricordiamo comunque che la sentenza (n.18916 del 08/08/2012) della Corte di Cassazione dichiara che, in caso di incidente è il Comune il proprietario della strada sulla quale è installato il semaforo “guasto”, e che a quest’ultimo spetta risarcire l’automobilista, in quanto unico responsabile della manutenzione della segnaletica stradale luminosa (fatto salvo, naturalmente, l’accertamento delle eventuali responsabilità degli automobilisti coinvolti).