Dopo l’ammissione, da parte di Volkswagen, che i risultati dei test sulle emissioni dei motori Diesel negli USA sono stati truccati, le ripercussioni sembrano essere sempre più gravi e numerose. Il titolo ieri ha perso il 19%, con una perdita di valore di 16 miliardi, oltre alla possibile multa da 18 miliardi che potrebbe essere comminata al colosso tedesco. Il caso sta scuotendo il Gruppo, non solo negli USA, dove sono state richiamate oltre 480mila vetture, ma anche in Europa, con la Francia che richiede un’inchiesta europea. Restando in Europa, il Ministro tedesco Frank-Walter Steinmeier ha chiesto un chiarimento molto rapido, così da accertare le responsabilità dell’accaduto.
Anche in Asia situazione non tranquilla, con la Corea che avvia delle indagini volte a far luce su possibili problemi sia alle auto che alle persone, oltre che all’ambiente. VW anche oggi perde quota in Borsa, trascinando al ribasso gli altri titoli del settore: Peugeot (-5%), Renault (-4,8%), Fca (-4,3%), Bmw (-4,2%) e Daimler (-3,72%). C’è quasi incredulità, in Germania, un Paese che spesso fa proprio del rispetto delle regole un vanto. “Sono personalmente desolato del fatto di aver deluso la fiducia dei nostri clienti e dell’opinione pubblica – ha detto Martin Winterkorn -. Per il consiglio di amministrazione e per me personalmente questi eventi hanno la più alta priorità. VW non consente violazioni di regole e leggi di alcun tipo. Lavoriamo con le istituzioni competenti per poter chiarire nel modo più trasparenze veloce ed esaustivo possibile i fatti”.