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Sciopero benzinai in tutta Italia dalla sera del 14 al 17 dicembre

Tutti gli impianti di distribuzione carburante saranno chiusi per sciopero a causa della difficile situazione economica in cui versano i gestori, rimasti tra l'altro esclusi dai Decreti Ristori

Dopo lo sciopero indetto alla fine di novembre, a breve tutti gli impianti italiani di distribuzione carburanti andranno incontro a una nuova serrata, sia a livello autostradale che sulla rete di viabilità ordinaria: ad annunciarlo sono le Organizzazioni di categoria, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, arrivate a una decisione drastica a causa di una situazione ormai insostenibile per via del crollo del fatturato e, soprattutto, per i costi d’esercizio delle stazioni rimasti praticamente immutati nonostante l’emergenza Coronavirus. Non ultimo, anche l’esclusione di questa categoria di lavoratori e imprenditori dai vari Decreti “Ristori”, che prelude “all’ormai progressivo fallimento delle piccole imprese di gestione, con riflessi drammatici sui livelli occupazionali del settore che dà lavoro a quasi 100.000 persone“.

Nel comunicato stampa ufficiale si legge che la distribuzione carburanti è classificata come “servizio pubblico essenziale, dovendo garantire, pur nelle attuali come già nelle passate circostanze emergenziali, la continuità e regolarità dell’attività, nell’interesse della collettività per consentire lo spostamento delle persone ed il trasporto di ogni genere di merci. Ne consegue che i Gestori, oltre a subire contrazioni drammatiche del proprio fatturato per effetto delle restrizioni alla mobilità e del coprifuoco notturno, non hanno alcuna possibilità di contenere i notevoli costi fissi necessari a mantenere l’attività di distribuzione a disposizione del pubblico. Ciò che, già in questi giorni, sta causando sul territorio chiusure incontrollate e forzate, a causa della mancanza di liquidità e della impossibilità di acquistare forniture di prodotti“.

Deriva di conseguenza la decisione di arrivare a un nuovo sciopero, reso necessario dalla “inspiegabile indisponibilità del Governo ad inserire le piccole e piccolissime imprese di gestione a cui sono affidati gli impianti nel novero delle categorie che beneficiano dei provvedimenti di sostegno inseriti nei diversi Decreti Ristori. Queste considerazioni, in realtà, sono già a conoscenza da parte del Governo, ma sembra che il ministro Patuanelli abbia deciso di non porre rimedio alla situazione nemmeno nelle circostanze attuali, mostrando latitanza e una immotivata volontà punitiva verso la categoria. Nella consapevolezza che una tale azione di protesta potrebbe causare ulteriori disagi al Paese, anche per l’imminente periodo di festività, vogliamo impegnarci a sollecitare il Governo perché assuma impegni che appaiono del tutto equi e ragionevoli“.

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