TAR: revisione della patente per la donna che frugava nella borsa

Una donna ha tentato di fare ricorso al TAR dopo aver subito la revisione della patente da parte delle forze dell'ordine perché distratta a frugare nella borsa. Il ricorso non è stato accolto e il caso fungerà da precedente per le prossime infrazioni

Una donna, nel 2013 ha causato un incidente mentre stava frugando nella borsa, posta come di consueto sul sedile anteriore destro. La Motorizzazione di Savona ha quindi imposto la revisione della patente con tutto ciò che ne consegue. La signora non ha reputato corretto il provvedimento ed ha esposto una denuncia al TAR. Tralasciando il fatto che 5 anni sono troppi per risolvere una faccenda di quest’ordine, il Tribunale di Savona non ha accolto il ricorso e condannato la donna alla revisione della patente.

“Il comportamento della ricorrente appare gravemente imprudente, con distrazione dalla imprescindibile attenzione alla guida per prendere un oggetto dalla borsa posta sul sedile anteriore destro – Recita la sentenza del TAR – Questo ha determinato un sinistro con lesioni a danno di altro conducente e giustifica i dubbi sul persistere dell’idoneità tecnica all’abilitazione alla guida”.

Questa sentenza chiude la strada a ricorsi simili e va a creare un precedente che potrà essere preso in considerazione dalle Forze dell’Ordine nel caso in cui la cosa si dovesse ripetere. Ad ogni modo non c’è una legge specifica del Codice della Strada che impedisca di guardare nella borsa, ma è chiaramente vietato distrarsi durante la guida.

“Bisogna tenere conto del fatto che se si procede a una velocità media di 50 all’ora, anche una distrazione di pochi secondi fa percorrere alla macchina una cinquantina di metri di fatto senza controllo – ha dichiarato Giovanni Latella, responsabile dell’ufficio Revisioni della Motorizzazione di Savona. – Nel chiedere la revisione abbiamo valutato la condotta della signora in linea generale, appurando che ha perso il controllo del veicolo per cause non esterne: la norma prevede che quando c’è un dubbio in proposito si proceda con la revisione, e in questo caso il dubbio c’era.”

Il vero problema non è la borsa o mettere il trucco usando il retrovisore, ma l’utilizzo continuo e imprudente dello Smartphone.  Probabilmente l’unico modo per evitare questa pratica dannosa per tutti gli utenti della strada (pedoni, ciclisti, vetture a motore) è immettere delle pene spropositate come successe all’epoca della guida senza cintura di sicurezza. Nel caso dello Smartphone è stata vagliato un emendamento che preveda il ritiro immediato della patente ma la normativa non è ancora stata approvata.

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