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[VIDEO] Prova BMW Z4 20i: la spider di Monaco si fa più matura e seriosa

Forse è meno spider in senso stretto, ma la nuova BMW Z4 offre tanta tecnologia, finiture migliori ed è più raffinata. Prezzi a partire da 43.800 euro

BMW Z4 20i – Era il lontano 2002, quando è stata lanciata la prima Z4, degna erede della prima Z3. Con il passare del tempo, ben 17 anni dopo, è arrivata alla sua terza generazione, chiamata ora BMW Z4 G29. Con il passare degli anni e di generazione in generazione si è fatta sempre meno “dura e pura” ed è diventata più matura e lussuosa. Cosa non è cambiato? Ovviamente il piacere di una guida con il vento tra i capelli.

La nuova BMW Z4 ha fatto sicuramente molto parlare di sè, per il suo grande ritorno e per il fatto che sia uno tra i modelli più iconici per il brand dell’elica, ma non bisogna dimenticare l’importante joint venture che ha reso possibile la nascita di questa vettura. Stiamo ovviamente parlando del progetto in comune con Toyota che, grazie a questa operazione, è riuscita a far tornare in vita un altro mito, la Supra. Due auto apparentemente molto distanti, una scoperta e l’altra coupè, ma accomunate da alcuni dettagli: trazione posteriore, propulsori turbo situati frontalmente e tanta voglia di far divertire al volante. In attesa di un futuro confronto con la cugina giapponese, ci concentriamo sulla più accessibile delle vetture della gamma Z4, la 20i, spinta da un corposo 2.0 4 cilindri biturbo da 192 CV, un giusto mix tra prestazioni e costi che restano piuttosto contenuti, per godersi a pieno la guida “en plein air“, senza dover per forza essere degli assi della guida.

Spider premium, con l’occhio al comfort

BMW Z4 2019 estetica

BMW Z4 2019: estetica matura e sempre più elegante

Crescono le dimensioni, arrivando ora a 432 cm di lunghezza e 186cm di larghezza, ma non le proporzioni e la linea, con il suo abitacolo arretrato, praticamente sull’assale posteriore, cofano lungo e basso e la coda massiccia e raccolta. Assume un aspetto più prestigioso, quasi da supercar, con linee tirate e spigolose, come suggerisce il nuovo design di BMW. Fari Full Led all’anteriore, griglia doppio rene rivista con effetto tridimensionale e paraurti sportivi elaborati. Dalla vista laterale spiccano subito i grandissimi cerchi da 19”, che calzano gomme Michelin Pilot Super Sport, con una sezione davvero importante, 255 davanti e ben 275 dietro. E poi si nota un grande ritorno, la capote in tela. Più elegante e pratica, oltre che leggera, ispirandosi alla prima Z4 del 2002. Si apre dall’apposito tasto situato sul tunnel centrale o dal telecomando, in soli 10 secondi fino ad un massimo di 50 km/h, e non ruba eccessivo spazio nel bagagliaio, che rivela ben 290 litri di capacità, sufficienti per intraprendere una settimana fuori porta in coppia. Il posteriore appare moderno, con il nuovo design dei gruppi ottici e doppio scarico cromato anche nella versione 20i, base del listino della Z4. Scegliendo l’allestimento M sport di guadagnano dei paraurti sportivi dedicati, più elaborati, con maggiori intagli e prese d’aria, per conferire un aspetto più dinamico e aggressivo.

BMW Z4 2019 capote in tela

BMW Z4 2019: capote in tela da vera spier

Due posti, ma con “le coccole” di una moderna Serie 3

Dentro è squisitamente BMW, del nuovo corso però, infatti c’è molta Serie 3. Ben rifinita, assemblaggi ottimi così come i materiali scelti per plancia e tunnel centrale. Perde l’indole minimalista della Z4 precedente, ma ne guadagna in prestigio ed eleganza. Design dinamico per il cruscotto, che sembra quasi uscire verso il guidatore e da cui troneggia lo schermo dell’infotainment da 10,5 pollici. Ottima la visuale anche sotto il sole, utilizzo super intuitivo e praticità massima, per quello che potrebbe rivelarsi uno dei migliori sistemi ad oggi in commercio. Ovviamene touch o comandabile dall’apposito rotore sul tunnel centrale, da buona tradizione BMW. Tutta digitale anche la strumentazione davanti ai posto del guidatore, da oltre 12 pollici, che si integra alla perfezione con la grafica dell’head-dell’head-up display.

BMW Z4 2019 interni

BMW Z4 2019: interni meno minimalisti, tanta tecnologia e qualità

La pelle impiegata per volante, sedili e pannelli portiera è davvero ottima, a testimoniare il grande salto in avanti di questa generazione, che è diventata più “sciccosa” e raffinata. Praticità e comfort ai massimi livelli: i sedili sono comodissimi, regolabili elettricamente e riscaldabili, manca qui però la possibilità di refrigerarli, essenziale d’estate. Molti anche i vani presenti nell’abitacolo, sulle portiere, dietro ai sedili, nel tunnel centrale e davanti al ginocchio sinistro del guidatore, senza dimenticare il vano portaoggetti, sotto chiusura con la chiave. Insomma, potete tranquillamente intraprendere un viaggio in coppia senza problemi.

Meno spider nel senso stretto, ma che piacere di guida!

Questo switch della Z4 da roadster nuda e cruda, a spider elegante e raffinata si sente tutto alla guida. Il comparto di sospensioni ed il comfort generale sono stati rivisti, per far vivere un’esperienza più appagante a quasi tutti i suoi potenziali clienti, che diventano una platea così più vasta. Offre infatti una insonorizzazione ottima, isolamento dalla strada e dal rotolamento dei pneumatici da lode. Si può avere tutto il comfort di una berlina premium, ma con il piacere di guida di una sportiva a cielo aperto. Le sospensioni adattive, seppur rigide e secche, soprattutto con questi cerchi da 19, fanno il possibile per smorzare le buche e le asperità della strada. Assecondano bene la conformazione del manto stradale e svolgono un lavoro eccellente, offrendo il giusto mix tra un set up sportivo e uno più docile, ideale per un viaggio. Lo sterzo con servoassistenza elettrica è ottimo, sicuramente molto ben tarato, mai troppo rigido per assicurare un’esperienza di guida sincera e all’altezza delle aspettative. Diventa più sostenuto a seconda delle modalità di guida impostate, che sono tre (Eco Pro, Comfort o Sport – quest’ultima ulteriormente “divisa” tra Sport, Sport Plus ed Individual) e che variano assetto, sterzo, erogazione del motore e sound, seppur in modo velato e non così marcato. Avremmo probabilmente preferito maggiori differenze tra le varie modalità di guida, soprattutto sull’assetto, mentre a percepirsi sono soprattutto le tarature relative al propulsore ed alla sulla sua erogazione.

La tenuta di strada è a livelli altissimi e, soprattutto con questa scelta di pneumatici, si ha la massima presa su ogni tipologia di asfalto, insieme ad un telaio decisamente rigido e ben realizzato per la guida sportiva. Non è proprio leggera ad essere sinceri (quasi 1600 kg) e in alcuni frangenti questo è un aspetto che si sente tutto, come ad esempio nei cambi di direzione veloci. L’auto risponde bene, fulminea e sempre fin troppo ancorata al suolo, però lo spostamento del peso è percepibile. L’avantreno è davvero incisivo, sembra quasi di stare su dei binari tanta è la precisione e la stabilità entrando in curva. Quasi inesistente il sottosterzo, se non in circostanze in cui si sceglie di entrare in curva a velocità ben superiori a quelle digerite dalla meccanica, ma si riesce subito a compensare con una sobria tendenza al sovrasterzo. La potenza di questa versione non è tale da potersi esibire in vistosi e “ampollosi” powerslide, ma comunque non disdegna qualche correzione “dipinta” con il posteriore. L’avremmo forse preferita più “giocosa e sbarazzina”, perché questo suo essersi allontanata dal concetto di spider propriamente detta (che nasce per indicare vetture leggere, con due posti, motore anteriore e trazione posteriore) l’ha resa sicuramente più elegante e confortevole, ma ha fatto perdere in parte quel feeling da vettura da “puristi”, allargando il suo pubblico ad una platea più eterogenea.

Due quattro cilindri 2 litri, un “sei in linea” da 3

La versione 20i che stiamo provando, la base del listino, sfoggia un 2.0 biturbo 4 cilindri da 197 CV e 320 Nm. Fa quasi sorridere parlare di entry level per una vettura in grado di staccare uno 0-100 in 6.6 secondi ed una velocità massima di 240 km/h. Quello che la rende sportiva, ma tutt’altro che estrema è però l’erogazione, fin troppo lineare, mai brutale nonostante la cavalleria a disposizione. Si capisce che il motore ne avrebbe forse di più, ma che è tenuto a freno dall’elettronica e dagli accorgimenti necessari per le sempre più severe norme per l’omologazione (è ovviamente conforme a quelle Euro 6 D-Temp). Tra filtro antiparticolato e altri sistemi per il contenimento delle emissioni, questi propulsori vengono indiscutibilmente penalizzati, offrendo un pizzico di emozioni in meno, rispetto a quello che i numeri lascerebbero pensare. Ben inteso, ce n’è per “potersi divertire” e non poco, ma con sensazioni filtrate ed ovattate, come forse cerca l’acquirente di questa versione “base”, che è un compromesso tra comfort e sportività, dove nessuna delle due è stata messa in secondo piano.

Per chi volesse qualcosa in più (senza salire al top della gamma con la M40i), la stessa meccanica, opportunamente rivista, ma non rivoluzionata, è presente sulla più potente 30i, che  porta il 4 in linea di 2 litri alla ragguardevole potenza di 258 cv e 400 Nm di coppia. Qualcuno potrà guardare con un po’ di nostalgia al passato, alla prima generazione di Z4, in cui la “spiderina” era leggera, essenziale ed il suo unico imperativo era quello di farvi divertire senza compromessi. I tempi sono ovviamente cambiati, tante cose si sono evolute e molte non per scelta, quindi non ha molto senso cercare di fare i nostalgici a tutti i costi, soprattutto perché la nuova Z4 è una grande auto, più “abbottonata” sicuramente, ma è cresciuta in prestazioni, offre una stabilità sul veloce senza precedenti e, tra l’altro, soddisfa molte più esigenze che in passato. Poi, diciamocela tutta, alla fine basta abbassare il tetto, guardare il cielo ed assaporarsi un bel giro intorno al lago, piuttosto che immaginarsi i traversi tra i cordoli di una pista, gustandosi l’auto in una realtà che forse, le appartiene maggiormente.

Conclusioni e prezzi

Lo avrete capito, la nuova BMW Z4 fa un passo verso una clientela più ampia, grazie al grande comfort che è in grado di offrire, diventando più “GT” e meno spider estrema, ma senza per questo rinunciare a tutti i pregi della capote in tela e delle gioie di poter viaggiare a tetto abbassato. Le prestazioni, anch’esse, alzano l’asticella in termini assoluti, con velocità di punta “importanti” fin dalla 20i alla base del listino, ma l’auto è più attaccata a terra e non vuole essere il “gioco” per un pubblico di nicchia di puristi, alla ricerca del “traverso” a tutti i costi.

Quanto ai consumi, si son rivelati decisamente interessanti, totalizzando un soddisfacente 12/13 km al litro in ciclo misto (con piede gentile e utilizzando spesso la modalità Eco Pro), discostandosi poco dal 6.9 l/100 Km (14.5 km/l circa) del dato dichiarato in ciclo combinato. Dandoci dentro con il gas e sfruttando il potenziale a disposizione in modalità Sport, non è difficile scendere intorno ai 10 km al litro.

La BMW Z4 20i da noi provata (l’unica acquistabile anche con trasmissione manuale) parte da un minimo di 43.800 euro , salendo a 50.100 per la variante MSport, disponibile con cambio automatico (+ 2.200 euro). Sono inoltre presenti la versione da 258 CV, la 30i a partire da 53.100 e la più performante M40i, dotata del celebre B58, 6 cilindri in linea turbo da 340 CV, offerta a 66.800 euro.

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