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Coronavirus: ancora restrizioni fino al 15 gennaio, e poi?

Nella giornata del 4 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che proroga le limitazioni di Natale fin dopo le feste

Natale e Capodanno sono passati e ora rimane solamente da festeggiare la Befana: quella di oggi, martedì 6 gennaio, sarà un’altra giornata in “zona rossa”, a cui seguirà un periodo compreso dal 7 al 15 gennaio ancora sottoposto a diverse limitazioni in fatto di spostamenti sul territorio nazionale. Due giorni fa, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato un apposito Decreto Legge che proroga, di fatto, tutte le restrizioni a cui gli italiani sono andati incontro sotto le feste, nell’attesa di un nuovo DPCM che vada a sostituire quello precedente del 3 dicembre.

Cosa si potrà e cosa non si potrà fare nella prossima settimana? Il Decreto Legge introduce la zona gialla durante i giorni feriali, anche se “rafforzata” dal divieto di spostarsi tra regioni o province autonome differenti, e la zona arancione nel weekend del 9 e 10 gennaio, al fine di limitare al massimo le possibilità di contagio causate dall’emergenza Coronavirus.

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Entrando nello specifico, il 7 e l’8 gennaio (così come le giornate dall’11 al 15 gennaio) ci si potrà spostare liberamente entro i confini della propria regione, con i negozi aperti anche nei centri commerciali e bar e ristoranti operativi fino alle ore 18. La circolazione delle persone sarà consentita dalle 5 alle 22, quando invece scatterà il coprifuoco fino alla mattina seguente. Nel fine settimana, invece, l’Italia si colorerà di arancione, per cui ci si potrà spostare solo con autocertificazione e sempre senza valicare i confini regionali.

Con il nuovo Decreto, inoltre, rimarrà la possibilità di far visita ad amici e parenti verso una sola abitazione privata, un’unica volta al giorno e nel limite massimo di due persone (nelle quali non vanno contati eventualmente i minori di 14 anni, coloro che sono affetti da disabilità o non sono autosufficienti). Chi abita in un comune con popolazione inferiore ai 5000 abitanti potrà quindi spostarsi anche durante le giornate “arancioni” del 9 e 10 gennaio in un raggio massimo di 30 km, senza però recarsi presso il proprio capoluogo di provincia.

Quest’ultima settimana prima del 15 gennaio, quindi, può essere vista come un periodo di “stand-by” in vista del prossimo DPCM, per il quale sono anche stati modificati i parametri che stabiliscono se una regione debba essere considerata zona arancione o rossa. Al vaglio, inoltre, il Governo sta valutando di istituire anche una “zona bianca” per quelle zone con indice Rt particolarmente basso: qui sarebbero aperti senza particolari restrizioni bar, ristornati, palestre, cinema, teatri e musei, con spostamenti liberi e coprifuoco leggermente posticipato. Gli unici obblighi? I tre principali a cui siamo già abituati: indossare la mascherina (anche all’aperto), mantenere la distanza di sicurezza di 1 metro e igienizzarsi frequentemente le mani.

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