Sicurezza in auto a Roma: è emergenza

Gli automobilisti della Capitale, i guidatori romani, si dimostrano un po' poco attenti alla sicurezza, tra cinture non allacciate e telefonini perennemente in mano. Ecco l'esperienza di Alessio, nostro collega che a Roma vive e lavora.

Lettori di Infomotori, qui Roma. Chi vi scrive ha la fortuna di vivere in una delle città più belle al mondo e – in modo direttamente proporzionale – la sfortuna di convivere con le problematiche tipiche di una metropoli internazionale, lasciata un po’ troppo spesso al proprio destino. Strade più simili a groviera, costellate di quelle che qui chiamiamo “pezze”, rattoppi spesso fatti in fretta e furia ed eseguiti solo dopo che la buca in questione è promossa a livello di vero e proprio cratere. Poi il traffico, l’inquinamento, le manifestazioni etc. ect. La vita dei romani non è per niente facile e spesso siamo noi stessi a renderla ancor più difficile – o pericolosa, come adesso vedremo. E non c’entra chi amministra la città, la ruota gira così da decenni indipendentemente dal colore del Sindaco che siede in Campidoglio.

Una totale insicurezza che come ci rivela questo recente studio ACI non è solo mera teoria, ma che così si trasforma in triste realtà. Numeri alla mani emerge infatti che il 22% degli automobilisti che guidano sulle strade della Capitale non indosserebbe le cinture di sicurezza. Percentuale che sale al 26% per quanto riguarda il passeggero accanto al guidatore e che tocca la quasi plebiscitaria soglia dell’80% se guardiamo a chi siede sui sedili posteriori.

Certo, si tratta di semplice statistica, ma il campione non è mica da poco – con l’esame di quasi 70 mila auto sorprese a scorrazzare sulle più importanti arterie della città, da Corso Francia a via Ostiense – dall’Aurelia fino al “Lungo Tevere”. Quel che è peggio arriva poi da un altro dato che salta fuori dalla ricerca firmata ACI. Il 57% dei bambini infatti non utilizza alcun sistema di ritenuta imposto dal Codice della Strada, i classici “seggiolini” per intenderci. O meglio – i bimbi non hanno colpa – sono i genitori che per evitare un capriccio di troppo sottovalutano l’importanza di questa obbligatorietà.

Che dire. Il discorso culturale relativo alla sicurezza stradale parrebbe non aver sfondato tra gli automobilisti romani e sarebbe opportuno passare al più presto al contrattacco. Non solo dal punto di vista di sacrosanta repressione, ma in primis con un lavoro di comunicazione – perché evidentemente il messaggio sulle conseguenze di viaggiare senza cinture (o seggiolino che sia) parrebbe ai più ancora non troppo chiaro.

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