Gilera

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Il focus del marchio è stato quello di produrre scooter aggressivi e performanti per un pubblico giovane con modelli sportivi

STORIA DEL BRAND

Il marchio Gilera fu fondato nel lontano 1909 da Giuseppe Gellera, il quale investì i suoi risparmi in una piccola officina prima a Milano e, poi, nella cittadina di Arcore. La prima moto a portare il nome di questa storica marca fu la VT 317, mentre già dopo la Prima Guerra Mondiale la direzione fu quella di produrre moto da 500 cm3 al fine di gareggiare nelle maggiori competizioni internazionali. Una tra le prime ad uscire dalla produzione fu la CNA Rondine, che stabilì nel 1937 il nuovo record mondiale dell’ora (a 274,181 km/h) con Piero Taruffi e vinse nel 1939 il Campionato Europeo con Dorino Serafini. Ma fu dopo il secondo conflitto Mondiale che la Gilera investì profondamente nel mondo delle competizioni.

CARATTERISTICHE DISTINTIVE

Sempre in cilindrata 500 cm3, le quattro cilindri della Gilera iniziarono a duellare con Norton, Moto Guzzi e MV Agusta nella classe regina del Motomondiale, conquistando ben sei Titoli Piloti tra il 1950 e il 1957. Nel 1950 e nel 1952 fu Umberto Masetti a portare la corona d’alloro iridata nelle bacheche di Arcore, mentre dal 1953 al 1955 ci pensò il britannico Geoff Duke ad arrivare sul tetto del mondo. L’ultimo acuto del reparto corse Gilera arrivò per mano di Libero Liberati, che nel 1957 vinse Titolo Piloti e Costruttori sia nella 500 che nella classe 350. Oltre a ciò, la casa di Arcore conquistò anche tre Tourist Trophy, la folle corsa su strada che si tiene annualmente all’Isola di Man, otto Campionato Italiani e una Milano-Taranto. A questo punto, però, l’azienda italiana decise di fare un passo indietro visti i costi crescenti necessari a sostenere la propria partecipazione nel Motomondiale. E proprio nel 1957 arrivò il definitivo ritiro dalle competizioni, per lasciar spazio alla produzione di moto destinate alla serie.

Nel 1969 Gilera venne acquisita dal Gruppo Piaggio, con l’obiettivo di indirizzare gli investimenti verso il mondo off-road e, successivamente, verso quello urbano. La vera innovazione arrivò con l’introduzione dei ciclomotori da fuoristrada, come il 50 Trail 5V guidabile senza patente che prese parte al raid First Climbing to Kilimanjaro 5000, cioè la scalata al monte africano fino alla quota di 5.000 metri. Questo modello fu successivamente sostituito dal Trial Codice, best-seller di vendite negli anni ’70.

Negli anni ’80 e ’90 il focus si spostò sui motori a 4 tempi di derivazione automobilistica monocilindrici bialbero, con cilindrate di 350 e 500 cm3. La prima moto dotata di questo propulsore fu la Dakota 350, a cui seguì la Nordwest, moto che preannunciò la nascita delle attuali supermotard. Fu poi la volta della SP02 e della CX125, moto da strada avveniristiche con forcella anteriore monobraccio.

Da questo punto in poi Gilera decise di orientarsi sull’introduzione nella propria gamma di scooter sportivi ad alte prestazioni, che ne segnarono il DNA nei tempi recenti. Il modello di punta fu il Runner nelle varie cilindrate 50, 125, 180 e 200 cm3, sia a 2 che a 4 tempi, che determinò contemporaneamente l’uscita della Gilera dalla produzione di moto tradizionali. Negli anni 2000 arrivò anche la gamma Nexus, più robusto del Runner e disponibile inizialmente nella sola cilindrata 500 cm3, poi estesa anche a quelle da 250 e 300 cm3. Gli ultimi brevetti marchiati Gilera sono il Fuoco, modello a tre ruote nato sulla base del Piaggio MP3, e il GP800, che nel momento della sua presentazione nel 2007 poteva fregiarsi dello scooter di serie più potente mai prodotto.

A livello sportivo, infine, la Gilera tornò nelle competizioni nel 2001 con una moto propria nella classe 125 del Motomondiale: si trattava della Gilera 125 GP, evoluzione della Derbi da Gran Premio arrivata all’interno del Gruppo Piaggio grazie all’acquisizione del brand spagnolo. Con questa ottavo di litro Manuel Poggiali conquistò il Titolo Mondiale, vincendo tre gare (Francia, Portogallo e Valencia) e arrivando a podio per undici volte. Sette anni dopo, la casa di Arcore centrò un altro importante risultato: il successo nella classe 250 con Marco Simoncelli con una moto sì marchiata Gilera, ma derivante da un progetto Aprilia.

MODELLI ICONICI

I modelli che hanno segnato nel profondo la storia della Gilera fanno parte, essenzialmente, alle varie fasi che l’azienda italiana ha vissuto dalla data della sua fondazione. La prima fu sicuramente la CNA Rondine, quella del record dell’ora nel 1936, seguita dalla Saturno 500 che diede il via alla produzione di tutti quei modelli da Gran Premio con i quali la casa di Arcore partecipò al Motomondiale dal 1950 al 1957. A seguire troviamo le moto destinate al fuoristrada, come la 125 Bicilindrica Cross, la 5V Arcore e la 50 Trial 5V, seguita dalla Trial Codice. Quelle destinate alla strada, invece, sono la Dakota 350, la Nordwest e le piccole SP02 e CX125, le ultime vere e proprie moto che, poi, lasciarono spazio a tutta una gamma di scooter che determinò il successo commerciale della Gilera negli anni ’90 e 2000. Da menzionare assolutamente il Runner, il Nexus (poi diventato SR Max sotto marchio Aprilia), il Fuoco a tre ruote e, infine, il GP800, che subì la sua ultima evoluzione nel 2011 diventando SRV 850 quando il Gruppo Piaggio decise di spostarne la produzione dagli stabilimenti Gilera a quelli dell’Aprilia.

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