Moto Guzzi Bellagio – Test Ride

Come ti reinvento il concetto di Custom

Moto Guzzi Bellagio – Test Ride. Bellagio – Il Gruppo Piaggio ha ingranato anche la settima marcia. Dopo un 2006 nel segno delle novità, il Marchio di Pontedera non sembra ancora sazio e guarda al 2007 con la stessa energia e grinta. Protagonista, questa volta, è Moto Guzzi: un nome famoso in tutto il mondo e che deve, proprio al Gruppo Piaggio, la sua ormai ufficiale, completa rinascita.
Cosa manca nella Gamma Moto Guzzi? Questa deve esser stata la domanda che si sono posti l’Ingegner Restelli – responsabile del progetto – e Luca Scopel – designer -. Difficile rispondere, d’altronde Moto Guzzi ricopre quasi tutti i segmenti: naked, sportive, supersportive, Custom e Gran Turismo. Che fare quindi? Nulla di più semplice: si inventa un nuovo modello che convogli in sé distinte filosofie, andando così a creare un prodotto unico ed esclusivo degno di portare sul serbatoio l’aquila d’argento.
Forte legame con le origini Partiamo con ordine: il nome. La nuova creatura marchiata Moto Guzzi, prende il nome di Bellagio: una stupenda località posta sulla punta del “Triangolo Lariano”, l’ideale punto d’incontro tra Como e Lecco. Così come Bellagio unisce le due più importanti città del Lago di Como, così Moto Guzzi Bellagio unisce i due più importanti segmenti della Casa dell’aquila d’argento: quello delle naked con quello delle custom. Linee tipiche da Custom, si fondono con una ciclistica che strizza l’occhio al mondo sportivo delle naked. Una seduta two-up bassa ed arretrata sul posteriore, da il benvenuto alle regali terga del centauro, mentre un manubrio drag bar pull back non aspetta altro che esser stretto con vigore da un paio di guanti in pelle. L’impatto visivo è difficile da descrivere. L’obbiettivo, palese, è quello di insidiare, o quantomeno impensierire, le regine oltre oceano. Preso questo come punto di partenza, Moto Guzzi Bellagio presenta uno stile un po’ minimalista, fatto di soluzioni semplici che lasciano largo spazio alle cromature in un vero e proprio scontro fatto di luccichii. La linea generale si presenta alquanto “tondeggiante”: con un generoso serbatoio a goccia a cui segue una sella stretta e dalle forme morbide. Il tutto culmina poi in un telaietto snello ed arcuato che si chiude in un piccolo faro ovale.

Parola d’ordine “V di 90°” Nel momento in cui Moto Guzzi deciderà di cambiare il proprio motore, molti cuori smetteranno di battere. Non temete, questo non era un tentativo d’indoramento di pillola, per il momento non c’è alcuna intenzione di modificare il cuore di Moto Guzzi. Sotto il serbatoio alloggia infatti sempre lui: il classico bicilindrico trasversale a V di 90°, ma, come da tradizione, rivisto per l’occasione. Nuovo modello ed ovviamente nuove cubature: il nuovo step evolutivo porta così il bicilindrico di Mandello del Lario a 935.6 cc e ad una potenza massima di 75 Cv a 7200 giri. A dar manforte alle prestazioni, concorrono poi, l’accensione a doppia candela e gli iniettori collocati direttamente sui collettori d’aspirazione; il tutto ovviamente nel rispetto della normativa Euro3.
Guida sportiva Custom nell’apparenza, Moto Guzzi Bellagio si dimostra molto più vicina al mondo delle naked una volta montati in sella. Prima di tutto l’impostazione: sella bassa, manubrio largo e non troppo distante dal pilota, e pedane leggermente arretrate ed alte che consentono una guida più sportiva e dinamica di quella tipica delle Custom. Vista parcheggiata, la prima impressione che si ha del triangolo manubrio-sella-pedane, non sembra delle più comode grazie alla pronunciata forma ad isoscele che sembra penalizzare e non poco le ginocchia. Seduti in sella però, la musica cambia. La posizione rimane sempre un po’ sacrificata, ma molto più confortevole di quello che poteva sembrare a prima vista e concede, da subito, un ottimo feeling con il mezzo. Dando voce al bicilindrico di Mandello, si apprezza da subito l’ottimo lavoro di bilanciamento. Moto Guzzi Bellagio, al minimo, limita di molto le vibrazioni sia al manubrio che alle pedane, ma anche in fase d’accelerazione il tutto rimane entro limiti molto apprezzabili. Una volta in marcia, i 224 km di Moto Guzzi Bellagio, spariscono come i pensieri del Centauro. La ciclistica rileva fin da subito la sua natura più sportiva che Custom. Pur vista la mole, Moto Guzzi Bellagio si dimostra, già dalle prime curve, molto agile ed intuitiva.

Per quel che riguarda l’erogazione, il bicilindrico di Mandello offre una curva di coppia molto lineare e progressiva, assolutamente accomodante anche ai minimi senza i fastidiosi strappi, con il tipico effetto “on/off” praticamente inesistente. Basta dar gas e il motore sale rotondo, progressivo e molto vigoroso, ottimamente coadiuvato da un ottimo cambio preciso e morbido.
Custom nelle forme, le scelte ciclistiche portano invece ad un mezzo dalla precisa connotazione sportiva. Bastano infatti poche curve – tristemente sul bagnato – per capire che Moto Guzzi Bellagio ama danzare fra i tornanti. Grazie alle pedane alte, si possono raggiungere angoli di piega di assoluto rilievo – soprattutto per la categoria – ottimamente coadiuvati dalle coperture Metzeler. All’anteriore lavora una gomma da 120/70 montata su cerchi a raggi da 18”, mentre al posteriore lavora un “gommone” da 180/55 calzato da un cerchio da 17”. Rispetto alle dirette concorrenti, Moto Guzzi Bellagio offre una marcia in più per quel che riguarda l’impianto frenante. Usualmente infatti, all’anteriore lavora esclusivamente un unico freno a disco e non di generosissime dimensioni. In questo caso invece, il compito di frenare la foga del bicilindrico di Mandello, è affidato ad una coppia di dischi del diametro di 320 mm, un valore molto importante in grado di garantire una decelerazione potente.
A “filtrare” l’asfalto ci pensano poi una forcella interamente regolabile con steli da 45 mm ed un monobraccio posteriore con leveraggio progressivo, azionato da un ammortizzatore anch’esso completamente regolabile. Pochi clic e la moto si trasforma completamente. Con poche regolazioni, Moto Guzzi Bellagio modifica completamente la sua risposta, passando da comodo sofà ad un assetto sensibilmente più rigido e che ben si adatta ad una guida un po’ più spinta.
Pronta a tutto Moto Guzzi crea la moto che non c’era: un ottimo compromesso tra la comodità e lo charme delle Custom, con la grinta ed il divertimento tipico del mondo delle naked. Il bicilindrico di Mandello si dimostra sempre più il propulsore più duttile che ci sia: in grado di creare, dalla stessa “base”, motori tanto simili quanto diversi, ma comunque sempre adatti all’occasione. Disponibile nella sola colorazione Coal Black, Moto Guzzi Bellagio costa 11.440 euro chiavi in mano, ma la lista di accessori disponibili è già così ampia, che sarà difficile non spendere molto di più!

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