Moto Guzzi Griso 8V – Test Ride

12950 Euro per la Griso rinnovata; ormai entrata nella storia motociclistica italiana la nuda della Casa di Mandello

Guarda le immagini della prova!
Cominciamo a salirci e dobbiamo dare la prima cattiva notizia agli “estremisti” di taglia. Chi è troppo alto, infatti, rischia di trovarsi a poggiare le ginocchia sulle testate del motore, cosa che quando si scaldano non è poi così piacevole, a meno che non stiate traversando la Siberia. Per chi invece è al di sotto del metro e settanta la difficoltà è nel toccare a terra. Diamo subito anche l’altra cattiva notizia: sulla Griso non potete lasciare niente, e per niente intendo: niente! Sotto la sella non troverete neanche un centimetro dove mettere un bloccadisco o una torcetta, ma neanche un pacchetto di fazzoletti, mentre nella sella stessa c’è una tasca che contiene un piccolo kit d’attrezzi e forse trovano spazio anche libretto e assicurazione, ma di questa solo il tagliando. Non ci soffermiamo appunto su queste piccolezze e inseriamo la chiave affinché la moto produca due effetti: un suono meraviglioso e la “coppia di rovesciamento”, inevitabile su motori con questa architettura (praticamente la coppia di rovesciamento è il fatto che moto con motore boxer o con motore a V trasversale, tendano ad oscillare longitudinalmente a causa dell’azione del volano).

Una volta partiti e fatta abitudine a queste oscillazioni, la moto và che un piacere ai bassi regimi, basta poco gas che il contagiri salta su e si raggiunge il limitatore. Si inserisce bene in curva e la ripresa non manca, mentre le sospensioni lavorano bene e la forcella risponde eccellentemente alle asperità o alle frenate molto potenti, il tutto coronato dal vero fiore all’occhiello della Griso: il cambio! È quanto di più morbido e preciso si possa trovare su una moto di serie, basta una piccola pressione e scatta da una marcia all’altra o in folle senza intoppi, incertezze e senza “risputare” la marcia anche quando la si inserisce svogliatamente.
La Griso, in definitiva, nonostante l’ampio sterzo che le consente di muoversi bene in città, è una moto che sembra promettere maggiore divertimento sulle strade extraurbane un po’ tortuose, dove si possono apprezzare le sue caratteristiche migliori, sia di performance che di comodità per entrambi i passeggeri e di facilità di guida.
Moto Guzzi Griso 8V – Test Ride. Parlare di Guzzi è parlare di moto. Il nome evoca immediatamente l’immagine di strade polverose con pazzi scriteriati che ci correvano per vincere targhe o coppe, viene subito in mente, insomma, l’essenza della moto, gli albori del motociclismo.
Lo sanno bene le migliaia di persone (l’anno scorso erano 15000) che sono accorsi sul lago di Como per le Giornate Mondiali Guzzi, Il megaraduno dei Guzzisti, ma lo sanno anche altre migliaia di persone nel mondo.
Prima di dare il via ai festeggiamenti, la Moto Guzzi ha voluto presentare alla stampa specializzata ed ad infomotori.com l’evoluzione della Griso, il suo cuore tutto nuovo.

L’80% di nuovi progetti per realizzarla
La linea non è cambiata molto, ma per questo nuovo modello sono state appositamente progettati e realizzati nuovi componenti e nuove soluzioni, partendo proprio dalle “critiche” mosse al mezzo dalla stampa di settore che chiedeva più cavalli, più sportività nella posizione di guida e un allungo maggiore.
Siamo così arrivati a vedere un motore bicilindrico a V di 90° con 4 valvole per cilindro, 110 CV e una coppia massima di 108 Nm a 6400 giri. Il motore, in particolare, è stato studiato nei minimi dettagli, dalla distribuzione con asse a camme in testa, a pistoni di nuova forma forgiati appositamente per ottimizzare le dinamiche dei fluidi nella camera di combustione. Insomma un grande sforzo ingegneristico per questa bestiolina da 222 Kg.
Ma nuovi sono anche lo scarico, il basamento del motore, il sistema di alimentazione, il sistema di raffreddamento e le valvole stesse. Questo solo per quel che riguarda il motore, ma anche il resto è stato migliorato di conseguenza. L’impianto frenante prevede 2 dischi flottanti a margherita da 320 mm con pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini davanti e un disco da 282 mm con pinza flottante dietro, entrambi, neanche a dirlo, con tubi in treccia metallica. Davanti spiccano le bellissime forcelle rovesciate completamente regolabili, da 43 mm., mentre nascosto sotto, discreto ma efficiente, lavora un mono-ammortizzatore a gas completamente regolabile anch’esso. La tipica marmitta della Moto Guzzi Griso è stata resa ancor più cattiva sdoppiandola. La sella è stata rimodellata per essere più sportiva e il manubrio per essere più comodo: sarà disponibile a 12950 € (c.i.m.) da ottobre nel semplice color nero o nel ricercato bianco lunare; insomma la moto c’è, è pronta. Ora bisogna solo vedere come và.

Facciamola girare!
Ci sarebbe piaciuto saltare in moto all’aquila Guzzi e riportarla nel suo nido a Mandello, passando tra strade alberate e viste di laghi, con poche macchine, dove puoi vedere come reagisce ad una frenata brusca senza essere tamponato, l’avremmo voluta vedere volare negli ambienti di montagna per cui è stata progettata e non vederla “girare in tondo” sulla periferia milanese, ma, purtroppo il test ride si è svolto in un habitat non ideale per una muscolosa 1200, ma tanto è bastato per notare alcune cose.

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