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Prova Yamaha XSR 700 XTribute, la Sport Heritage omaggia l’XT di Rambo

La XTribute acquista dettagli e livrea che richiamano la XT500 del 1981, mentre il manubrio largo è uno degli elementi in chiave scrambler che contraddistinguono questa affascinante serie speciale su base XSR 700

Yamaha XSR 700 XTribute – Una serie speciale ha sempre il suo fascino, ma una che richiami la mitica XT500 ne ha ancor di più. Il titolo di questo articolo è un po’ una forzatura però, perché la moto guidata da Sylvester Stallone in una scena epica all’inizio del film Rambo (primo episodio della saga) è in realtà una leggera XT250, non la 500 che questa XSR vuole omaggiare. Un modello che nasce oltre 40 anni fa e che tra il 1976 ed il 1989 ottiene un successo assoluto, diventando una delle moto più iconiche dell’intera storia della casa di Iwata. Questa XTribute rende ancora più bella la XSR 700, grazie alla livrea della XT500 del 1981, con il mitico serbatoio silver, parafanghi bianchi e cerchi oro. Non mancano particolari che sanno tanto di passato, come le plastiche arancioni per le frecce, oppure i soffietti sugli steli forcella. Per il resto la moto ha la stessa base tecnica, “condita” da un manubrio più largo e dalle coperture in pieno stile scrambler, grazie all’adozione delle Pirelli MT60RS.

Faster sons in salsa XT

Yamaha XSR 700 XTribute estetica

Yamaha XSR 700 XTribute, richiama la XT500 del 1981 ed è ancor più affascinante

Se il modello è noto, tra colorazione e dettagli di questa XTribute, il cambio di immagine è immediatamente percepibile. Detto della livrea della XT500 MY 1981, ci sono poi tanti elementi a definirne lo stile scrambler vintage. Non solo i soffietti sulla forcella, ma anche le leve di nero verniciate, una nuova sella che richiama lo stile dell’antenata anni ’80 e che riporta la scritta “XSR XTribute”, che troviamo anche sull’adesivo sotto al tappo del serbatoio. Nuovi sono anche le pedale ed il largo manubrio, dotato di traversino, in stile off road. A completare il quadro (anche se, va detto, costa una “fucilata” – oltre 1.500 euro – in rapporto al prezzo della moto) un magnifico scarico Akrapovič 2 in 1 verniciato in nero, tanto bello da vedere, quanto piacevole nel sound che regala al mitico CP2 da 689 cc. Può essere uno dei tanti accessori che sono a disposizione per personalizzare la moto.

L’XSR 700 è un’ottima base per il progetto, perché già di per se offre un look dal sapore vintage, misto con dettagli moderni. Un’estetica piuttosto minimale, che vede la meccanica in bella vista, ma con discrete finiture total black, mischiata ad elementi come il piccolo gruppo ottico circolare posteriore, di tipo a LED, oppure il quadro strumenti, anch’esso circolare e tecnologico, dato che si tratta di un LCD.

Piace, ma diverte ancor di più

La versione XTribute è stata l’occasione per risalire in sella ad una delle moto che ci riesce a convincere di più. Un ottimo compromesso che non rinuncia a nessuno degli aspetti più importanti per una moto. Offre infatti un’estetica decisamente accattivante (ancor di più con questa livrea che vede il serbatoio dipinto di un magnifico silver, attraversato da stripes rosse), ma anche tanta sostanza. I meriti vanno anche al suo cuore, il “CP2”, medesimo bicilindrico in linea della casa di Iwata che troviamo sulla MT-07, sulla Tracer 700 e, da quest’anno, sull’attesissima Ténéré 700. Capace di 75 cv a 9.000 giri e di 68 Nm a 6.500, i numeri dicono poco, rispetto a quello che lui è in grado di fare. Si tratta infatti dei 75 cavalli più divertenti che si possano desiderare, con una gran bella erogazione. Grazie all’assenza del controllo di trazione i più smaliziati si possono infatti divertire ad indurre in tentazione la ruota anteriore (basta un piccolo invito con la leva della frizione in prima o, ancor meglio in seconda marcia), che resta molto volentieri a mezza altezza. Chi invece è più ligio alle regole o reputa i monoruota troppo “maleducati”, si può comunque godere un propulsore davvero molto piacevole, brioso il giusto e che pare ogni volta dimostrare che non servono potenze mostruose per divertirsi in moto. Qui poi ci si gode anche un sound da lode, regalato da uno scarico che fa venir voglia di utilizzare il cambio più del dovuto, in modo da provocare qualche scoppiettio aggiuntivo in rilascio.

Lato ciclistica la Yamaha XSR 700 XTribute si sviluppa intorno al telaio a traliccio in tubi di acciaio, è una moto le cui doti principali sono la maneggevolezza e la facilità di guida. Monoammortizzatore posteriore (montato orizzontalmente) e forcella sono i medesimi del modello standard, senza escursione maggiorata per la vocazione da offroad (che resta di 130 mm sia davanti che dietro) e con la taratura invariata. In questo la XSR si conferma un compromesso che soddisfa tutti, o quasi. Nasce infatti come moto pratica, da utilizzare anche in un contesto urbano, dove solo il manubrio largo di questa serie speciale può creare qualche difficoltà in più negli spazi angusti del traffico, ma ben si presta per un bel giretto nel week end. Solo qui e per un pubblico molto esigente, la taratura delle sospensioni più votata al comfort che alla sportività può mostrare il fianco. Una sequenza di curve affrontate ad andatura molto sostenuta finisce infatti per mettere in difficoltà l’assetto, come è normale che sia in caso di ripetuti, ed impegnativi, spostamenti di carico. Le soluzioni sono due, la prima è quella di prendere le misure ad una moto che non nasce per un utilizzo estremo, la seconda è quella di metter mano alla lista degli accessori, dotando la propria XSR 700 di ammortizzatore e molle forcella Öhlins, in grado di alzare in modo importante l’asticella. Ottima invece la frenata, anche con un utilizzo intenso dell’impianto, che prevede infatti un generoso doppio disco all’anteriore (da 282 mm) che arresta in spazi sempre contenuti i 191 kg in ordine di marcia (sono un paio in più della XSR 700 standard).

Conclusioni e prezzi

Yamaha dichiara per la XSR 700 XTribute un consumo medio di 4.3 l/100km, che si traducono in un dato rilevato che difficilmente è salito oltre la soglia dei 5 litri per 100 km, anche guidando in modo marcatamente aggressivo. Con un serbatoio da 14 litri, l’autonomia è quindi di quasi 300 km, anche qualcosa di più se si fa un po’ di attenzione. Anche in autostrada il valore a 130 km/h si attesta intorno ai 20 km/l, ma trattandosi di una naked potrebbe essere più comodo viaggiare a velocità leggermente ridotte, rispetto al limite di legge, guadagnando quindi sul fronte consumo.

Il prezzo di questa serie speciale XSR 700 XTribute è invece di 8.490 euro, quindi 800 in più della XSR “liscia”. Non pochissimi, ma oltre ad una caratterizzazione estetica molto ben riuscita, ci si porta a casa un esemplare in una configurazione che potrebbe tenerne alto il valore sul mercato dell’usato. Da questo prezzo si può poi anche salire, grazie ad un catalogo di ricambi originali molto ampio, che consente di personalizzare a piacimento la propria moto. Come accennato, l’esemplare da noi provato monta ad esempio lo scarico Akrapovič, che da solo fa passare la soglia dei 10 mila euro totali.

ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO

Casco: Vemar Chopper 66 Sparkling Black

Maschera: Ariete Feather

Giacca: Alpinestars Crazy Eight

Guanti: Alpinestars Rayburn V2

Jeans: Alpinestars Copper V2

Scarpe: Alpinestars J-6 Waterproof

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