Suzuki Burgman 400 – Long Test

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Here are the photos of the Suzuki Burgman 400

Suzuki Burgman 400 – Long Test. Il maxiscooter di Hamamatsu si rinnova nell’estetica e nella sostanza: Suzuki Burgman 400 viene a far visita alla redazione di Infomotori.com per farci toccare con mano queste novità. Le tappe fondamentali nella “vita” dello scooterone firmato Suzuki si possono riassumere in poche righe, visto che l’ottimo apprezzamento da parte del pubblico non ha reso necessari stravolgimenti del progetto iniziale. Aggiornamenti canonici insomma, a partire dalle edizioni nate nel 2001: il Burgman Martini Racing ed il Burgman Business, rispettivamente lo sportivo e l’elegante di famiglia. Il 2003 ha visto invece il debutto dell’iniezione elettronica e del catalizzatore a due vie, doveroso affinamento per rendere sempre più “pulito” il monocilindrico di Hamamatsu. Il Burgman corsaiolo è nato invece nel 2005: denominato Type S, contraddistinto da un look accattivante enfatizzato da particolari come il parabrezza corto fumè.
Rinvigorita potenza Nuova estetica e nuova sostanza. Suzuki Burgman raggiunge quota 400 cc “tondi tondi”: grazie ad un apprezzato regalo di ben 15cc, ottenuto con un piccolo incremento della corsa, che passa da 71,2 a 77,6 mm, ed una riduzione del alesaggio. Tale aumento di potenza ha comunque consentito di ottenere l’ambita omologazione Euro 3. La potenza sale a quota 34 cavalli, erogati dal mono raffreddato a liquido a quattro tempi, con doppio albero a camme in testa DOHC ed iniezione diretta. Il nuovo corpo farfallato a doppia valvola garantisce un corretto e “misurato” apporto di combustibile, mentre la sonda lambda allo scarico vigila sui corretti parametri di combustione a tutto beneficio delle prestazioni e delle emissioni.
Cockpit automobilistico Il nuovo cruscotto del Burgman 400 è mirato ad offrire la massima completezza possibile. Oltre al contagiri ed al tachimetro, sono inclusi nella strumentazione il doppio contachilometri parziale, l’orologio, gli indicatori della temperatura ambiente, del consumo medio, del livello di carburante e della temperatura motore. Il design si presenta pulito ed ordinato, con quattro quadranti ben dimensionati e di facile lettura che non temono il riverbero dei soli estivi.

I vani portaoggetti si sprecano: sotto la sella è presente un vero e proprio bagagliaio da 62 litri dotato di luce di cortesia, mentre lo scudo anteriore ospita ben tre spazi con chiusure. Il più grande, da 10 litri, è dotato di una presa di corrente a 12 Volt.
Su strada Saliamo in sella di questo Maxiscooter Suzuki Burgman 400. Ad essere sinceri sarebbe meglio dire “sediamoci sul divano” più che montiamo in sella: la dimensione e la comodità della seduta ricorda infatti molto più la comoda poltrona di casa che un’affusolata sella da moto. Posta a soli 71 cm dal suolo, ben aiuta il sicuro appoggio dei piedi a terra, garanzia indispensabile visti i quasi 200 kg di peso e le dimensioni certo non da “scooterino”. I 227 centimetri non sono una passeggiata da gestire da fermo, anche se una volta in movimento, grazie soprattutto ad una ciclistica raffinata, la maneggevolezza di questo Suzuki Burgman 400 ha gran poco da invidiare ai fratellini più piccoli.
Il motore spinge in maniera piuttosto fluida. Da buon quattro tempi si apprezza la sua consistenza fin dai regimi più bassi, complice una trasmissione automatica studiata per mantenerlo sempre “in tiro”. Con gli ovvi vantaggi del sistema a variazione continua, cioè addio marce e frizione e giù di polso destro! La protezione offerta dalla carenatura (ottimamente rifinita ed assemblata) si mantiene buona a velocità da codice grazie all’ampio cupolino, dopotutto uno scooter deve essere più che altro comodo.
Lo scooterone Suzuki si guida che è un piacere, l’inserimento è preciso e sicuro grazie ad un avantreno granitico. La presenza del doppio disco si fa apprezzare nelle “pinzate” ad inizio curva: il mordente c’è tutto ma non mette mai in crisi la ciclistica, che rimane solidale ai pensieri ed ai movimenti del pilota. Il nuovo telaio, ora realizzato con tubi di largo diametro a pareti sottili che coniugano il peso ridotto con una elevata resistenza torsionale, assicura un comportamento sincero, sempre sicuro ed un’ottima maneggevolezza.

A livello di guida, ci si aspetterebbe di ritrovarsi belli distesi, pronti a dare gas al monocilindrico ma senza esagerare in curva…ed invece è tutto il contrario. L’ottimo lavoro svolto dai tecnici nipponici, ha consentito di rendere la guida del loro maxi-scooter monocilindrico molto brillante e divertente. Ecco quindi che la posizione di guida muta spesso e volentieri, invogliando a posizionarsi molto avanti sulla sella, con i piedi ben ancorati alla zona “pianeggiante” della pedana e le braccia non troppo distese e pronte a scattare come molle in caso di bisogno. Una posizione sportiva, insomma, ma che in caso di lunghe percorrenze, può diventare molto rilassante, grazie alla possibilità di stendere le gambe e portarsi più indietro sino ad entrare in contatto con il comodo supportino lombare.
Molto utile in fase di sosta è senza ombra di dubbio il freno di stazionamento, grazie al quale i parcheggi in pendenza risultano indubbiamente più facili e sicuri. Onestamente abbiamo trovato qualche difficoltà ad usare il cavalletto centrale, a causa del peso decisamente non da fotomodella, ma la presenza del pratico sostegno laterale ci ha fatto subito tornare il sorriso.
Suzuki Burgman 400 Occorrono 6.190 euro per poter parcheggiare in garage il maxiscooter Burgman 400. Un prezzo importante certo, ma che li vale tutti. Non solo per il piacere di guida, ma anche per la facilità d’uso e la versatilità che lo avvantaggiano (almeno dal punto di vista dei neofiti) rispetto alle moto tradizionali.

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