Suzuki GSX-R 600 K8 – Long Test Ride

Su strada e in pista, grazie agli interventi migliora il comportamento della piccola sportiva della casa di Hamamatsu

Suzuki GSX-R 600 K8. Per il Gixxer 600, il responso della pista è un esame importante che doveva essere affrontato e passato a pieni voti. Buona la protezione offerta dalla carenatura che permette di schiacciarsi sul serbatoio e recuperare sui tempi al giro, ottima stabilità nei curvoni veloci che richiedono appoggio sulle coperture e precisione del telaio, migliorata l’erogazione specialmente ai medi regimi dove si ottiene una spinta maggiore rispetto ai modelli precedenti e quindi uscire dalle curve diventa più semplice e si può risparmiare qualche scalata. Alla fine dei rettilinei l’impianto frenante svolge sempre il suo dovere intervenendo con la giusta potenza e mai in modo brusco. Cosa ha determinato questo miglioramento? Vediamo gli interventi rispetto alla versione precedente. Cura dimagrante A descrivere le nuove proposte giapponesi di rischia di diventare noiosi, visto che le “novità” si concentrano più o meno nei soliti punti. Fondamentalmente la riduzione del peso, che in una moto è decisamente più avvertibile rispetto alle vetture: minor peso significa migliori prestazioni, ma anche migliore maneggevolezza e facilità di guida. Anche la GSX-R 600 K8 cerca di “limare” il più possibile. Il blocco motore, ad esempio, prevede pareti più sottili, entre le valvole sono in lega di titanio. I nuovi cerchi in lega di alluminio sono più leggeri e più rigidi grazie ad un nuovo disegno delle razze. Il telaio, infine, è formato da cinque parti in alluminio, ognuna con un preciso compito ed una precisa rigidità torsionale, unite tra loro, mentre il telaietto posteriore reggisella è composto da un solo elemento in alluminio, alleggerito anch’esso rispetto alla generazione precedente.

Raffinata La ciclistica della nuova GSX-R 600 K8 presenta soluzioni raffinate ed efficaci, a partire dall’ammortizzatore di sterzo variabile gestito da un solenoide. L’assistenza è leggera a basse andature od in manovra, e si fa più consistente al salire della velocità. Le sospensioni sono Showa: la forcella anteriore upside-down da 41 mm ed il mono posteriore della stessa marca sono completamente regolabili, per adattare il comportamento della moto alle caratteristiche del pilota e del tracciato. L’impianto frenante prevede pinze radiali Tokiko all’anteriore, con quattro pistoncini contrapposti e circuito idraulico perfezionato, che agiscono su dischi da 310 millimetri. Tre mappature Anche sulla più piccola delle GSX-R debutta il sistema di gestione della mappatura S-DMS. Attraverso un pulsante è possibile scegliere, in qualsiasi momento, tra tre diversi settaggi dell’elettronica motore. Variano la potenza e l’erogazione, da più spinta per le giornate in pista alla più “dolce” se le condizioni dell’asfalto (o dell’umore) consigliano prudenza. Nonostante poco sopra abbiamo giudicato le 600 più gestibili delle 100, avete sempre fra le mani un mezzo da oltre 100 cavalli e circa 160 chilogrammi!

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