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Test Ride Suzuki V-Strom 1050XT: la crossover che ama l’asfalto e non disdegna l’off-road

Suzuki V-Strom 1050XT si caratterizza per un look che richiama le enduro del passato ma con un pacchetto tecnico e tecnologico di primissimo livello. Ideale tra le curve, vi darà soddisfazioni anche per il turismo a medo/lungo raggio. Molto interessante il prezzo

Ci sono moto che appena accese sanno dare al pilota un carico di emozioni extra. Non è solo una questione di sound, di potenza, di linee, ma di storia e carattere: è il caso della Suzuki V-Strom 1050XT che abbiamo avuto la fortuna di provare appena prima delle pesanti restrizioni dovute all’allarme coronavirus e che oggi vi raccontiamo in questo articolo.

Suzuki V-Strom 1050XT: storia di un mito

V-Strom è una sigla ormai leggendaria nel mondo delle due ruote. A questo particolare modello Suzuki, nato nel 2002, si deve la nascita delle Sports Adventure Tourer. Il primo esemplare era equipaggiato con una mezza carenatura che offriva un’eccellente protezione aerodinamica nella guida con il busto eretto. La V-Strom 1000 conquistò tanti appassionati, dimostrandosi una tourer versatile, capace di offrire prestazioni elevate da sportiva unite a quella progressività nell’erogazione che solo i bicilindrici a V sanno avere (anche con un propulsore da “soli” 650 cc come nel caso della versione lanciata nel 2004). Questi modello fu completamente rivisto nel 2013. L’alesaggio dei cilindri è stato aumentato da 98 a 100 mm e la cilindrata del motore è stata portata da 996 cm3 a 1.037 cm3. Questo modello era equipaggiato con i più evoluti sistemi elettronici di controllo e montava il primo Traction Control di Suzuki. La linea era caratterizzata da un distintivo design con il “becco”, che fondeva stilemi tipici di due leggendarie Suzuki, come la DR-Z per le gare nel deserto e la DR-BIG, una tra le prime maxi enduro di serie. Con la V-Strom 1050 2020 il tipico becco acquisisce una forma più appuntita, con un taglio perfetto per evocare l’eredità delle antenate e per fare da emblema del nuovo corso della gamma V-Strom.

Suzuki V-Strom 1050XT: le caratteristiche

Il progetto Suzuki V-Strom 1050XT si sviluppa attorno al concept “Takumi, The Master of Adventure”, vale a dire una moto in grado di creare emozioni. Il nuovo motore è un bicilindrico a V di 90° raffreddato ad acqua da 1037 cm3 con distribuzione bialbero DOHC, in grado di rispettare le normative anti inquinamento Euro 5, eroga una potenza massima di 107,4 CV e una coppia massima di 100 Nm. Il cruise control, che debutta nella dotazione di serie, permette di mantenere la velocità impostata senza che il pilota debba azionare l’acceleratore, una soluzione pensata per i lunghi viaggi che aiuta a ridurre l’affaticamento del guidatore. L’acceleratore ride-by-wire ora è più semplice, leggero e compatto dell’acceleratore meccanico impiegato in precedenza. Il Suzuki Drive Mode Selector è un sistema che permette al pilota di selezionare tre tipologie di erogazione (A, B e C), lasciando in sostanza invariata la potenza massima: la mappa A offre una pronta risposta all’acceleratore, la mappa B fornisce una risposta più dolce, la mappa C ammorbidisce ulteriormente l’erogazione del motore.

La nuova V-Strom 1050 adotta un Traction Control evoluto per permettere al pilota di sentirsi più sicuro di avere il controllo della moto nelle varie situazioni, accusando meno stress e fatica. Le modalità del Traction Control diventano tre, più quella off, per adeguarsi meglio alle preferenze del pilota e condizioni della strada. Il sistema monitora costantemente i sensori di velocità delle ruote anteriore e posteriore, oltre alla posizione dell’acceleratore, dell’albero motore e del cambio. Quando è rilevato un apattinamento della ruota, il sistema regola immediatamente la potenza erogata, modificando i tempi dell’accensione e la portata d’aria che arriva al motore. La modalità 1 è per la guida sportiva, con interventi minimi da parte del sistema, la modalità 3 è pensata per il bagnato e le basse temperature, con un massimo controllo della trazione, mentre la modalità 2 offre una soluzione intermedia, ideale per la guida in città o per i normali spostamenti su strada. Il Suzuki Easy Start System permette al pilota di avviare il motore con una semplice pressione del pulsante di start, in qualsiasi condizione climatica o del motore, a freddo o a caldo. Non c’è dunque bisogno che il pilota tenga premuto il pulsante fino a quando il motore inizia a girare autonomamente. Il sistema è controllato dalla centralina e il motorino di avviamento si ferma automaticamente appena in motore si avvia.

La ciclistica leggera e compatta è un fattore chiave nel rendere la V-Strom comoda e piacevole da guidare. La ridotta larghezza del motore bicilindrico a V permette alla V- Strom 1050 di mantenere una sagoma snella pur con un serbatoio da 20 litri e consente a chi guida di poggiare facilmente i piedi a terra. La moto è stata progettata con l’idea di mettere il pilota a proprio agio, facendolo sedere comodamente a ridosso del serbatoio e permettendogli di stendere le gambe verso terra senza incontrare alcun ostacolo lungo i fianchi della moto. Il telaio leggero a doppia trave in alluminio pressofuso raggiunge la rigidezza ottimale per assicurare stabilità e guidabilità eccezionali. Il forcellone è a sua volta in alluminio, per un equilibrio e una maneggevolezza straordinari. La forcella KYB ha steli da 43 mm e può essere regolata nel precarico molla e nel freno idraulico, in compressione e in estensione. In questo modo il set- up della sospensione può essere adattato alle preferenze del pilota o alle condizioni d’impiego. La sospensione posteriore agisce attraverso un leveraggio progressivo un mono-ammortizzatore KYB, che dispone di un meccanismo che permette di variare la pressione del fluido al suo interno e il precarico molla. Quando si viaggia con il passeggero o con i bagagli, il precarico può essere regolato agendo semplicemente su una manopola, senza bisogno di attrezzi. Le pinze monoblocco TOKICO ad attacco radiale sono modulabili e garantiscono un’eccellente forza frenante. L’impianto sfrutta due dischi anteriori flottanti da 310 mm di diametro, realizzati in acciaio inossidabile e con uno spessore di 5 mm. Il freno posteriore sfrutta una pinza a singolo pistoncino da 38 mm e un disco da 260 mm.

Il pannello strumenti digitale full-LCD della V-Strom 1050 è compatto. Grazie al suo disegno e alla tecnologia full-LCD è ora in grado di fornire molte più informazioni al pilota. Il display è perfettamente leggibile sia di giorno sia di notte Il display include tachimetro, contagiri, marcia inserita, contachilometri, doppio contachilometri parziale (A e B), consumo istantaneo, consumo medio, autonomia, livello carburante, temperatura del liquido di raffreddamento, temperatura dell’aria, orologio, tensione batteria, promemoria intervalli manutenzione, modalità SDMS, modalità Traction Control, modalità ABS, spia cruise control, indicatore Hill Hold – #PartiFacile, spia soglia regime motore, spia rischio ghiaccio, spia indicatori di direzione, spia abbagliante, spia Traction Control, spia ABS e spia folle. Le indicazioni relative alle modalità di SDMS, Traction Control e ABS sono tutte concentrate nella parte in basso a destra del contagiri, per permettere al pilota di verificare con un solo sguardo tutte le funzioni impostate. Infine, il parabrezza può essere regolato a mano, con una leva a sgancio rapido posta nella parte inferiore frontale, con precisione lungo un’escursione di 50 mm su una delle 11 posizioni possibili. La moto è disponibile in versione nera o nelle due colorazioni speciali Gialla e Arancione/Bianca.

Suzuki V-Strom 1050XT: la nostra prova

La prima cosa che ho detto quando ho ritirato la Suzuki V-Strom per il test è stata: “wow!”. La colorazione rossa/bianco e le linee così personali, ma con un tocco quasi retrò, si fanno amare subito. All’accensione il sound del motore è un invito a salire. Le dimensioni sono da maxi venduto vera (la sella è possa a 85 cm da terra che possono diventare 87), ma pur avendo un’altezza nella media (nel mio caso 175 cm) si tocca bene a terra con i piedi e la posizione in sella è molto naturale, con le braccia e le spalle che non si stancano mai e in nessuna condizione di guida. Mettiamo la prima e partiamo. I primi metri servono a farci apprezzare erogazione e potenza, ma basta trovare le prime curve per apprezzare la maneggevolezza di un modello che, se non spicca per leggerezza, sicuramente dice la sua in fatto di sicurezza su strada e precisione nelle curve, anche ad andature sostenute, grazie alla qualità del telaio e alle regolazioni standard delle sospensioni. I 107 cavalli a disposizione sono abbastanza ben distribuiti e permettono di avere una sensazione di controllo assoluto sull’acceleratore che risponde in maniera molto precisa alle sollecitazione che gli diamo in allungo o in rilancio dell’andatura.

Il nuovo sistema ride-by-wire gioca un ruolo chiave, trasmettendo i dati relativi alla posizione del comando, alla marcia inserita e alla posizione dell’albero motore. La centralina ECM analizza una serie di dati tra cui la posizione dell’acceleratore, quella dell’albero motore, la marcia inserita, il numero di giri del motore, la velocità delle ruote anteriori e posteriori e la concentrazione di ossigeno presente nei gas di scarico (utilizzando il sensore di O2 nei collettori di scarico) per regolare la quantità d’aria inviata al motore attraverso la valvola a farfalla. Tra le curve si apprezza anche il Motion Track Brake System che incrocia le informazioni relative alla posizione della moto nelle sei direzioni lungo i tre assi fornite dalla piattaforma inerziale (IMU) con la velocità delle ruote anteriore e posteriore. Questo permette all’ABS di entrare in funzione non soltanto sui rettilinei ma anche quando la moto è in piega. Quando il pilota aziona la leva o il pedale del freno il sistema valuta istantaneamente l’eventuale bisogno di un intervento dell’ABS analizzando la posizione della moto e la velocità delle ruote. Il sistema di frenata combinata (Combined Brake System) trasferisce automaticamente pressione al circuito del freno posteriore per stabilizzare la moto quando la pressione relativa al freno anteriore supera un determinato livello. La V-Strom è una moto molto guidabile anche in off-road, purché questo non sia estremo. Sì ai sentirsi, no alle buche troppo pronunciate, ma sulle strade bianche c’è da divertirsi anche nella guida in piedi, favorita da una larghezza non eccessiva e alla giusta regolazione del manubrio. Quindi, se siete amanti dell’adventouring questa potrebbe essere la moto per voi. Insomma, la Suzuki V-Strom si conferma una delle maxi venduto più divertenti nel mercato, un’ottima moto per divertiti tra le curve, sullo sterrato e anche per fare del turismo a lungo raggio. Il prezzo di vendita di 14.590 euro franco concessionario ci sembra assolutamente corretto, anche in considerazione della ricchissima dotazione di serie. 

Durante la prova abbiamo utilizzato
Giacca Acerbis CE X-Tour
Casco Acerbis Flip FS-606
Pantaloni Acerbis Hill Pants
Guanti Acerbis CE Adventure

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