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MotoGP, Galbusera: “Troppo rischioso far correre Valentino con un motore nuovo”

Silvano Galbusera, capo tecnico di Valentino Rossi per la MotoGP 2016, parla della rottura del motore di Rossi durante il nono giro del Gran Premio d'Italia al Mugello. Per Galbusera sarebbe stato rischioso montare un nuovo propulsore alla Yamaha M1 del 46, e la causa della rottura sembra sconosciuta.

La MotoGP 2016 sembra aver virato verso nuove dinamiche. Lo zero di Valentino Rossi al Gran Premio del Mugello è pesante per il mondiale, i 37 punti che lo dividono da Jorge Lorenzo infatti sarebbero difficili da colmare se il maiorchino non commettesse errori nelle prossime dodici gare. Discorso analogo per Marc Marquez che si trova a pochi punti dal campione del mondo, leader della classifica.

La rottura del motore di Valentino Rossi ha sollevato molte polemiche, anche perché ancora non è esattamente chiara la dinamica dell’incidente. Chiudere una gara così fa sempre male, specialmente quando la lotta per il titolo è così serrata e non ammette errori.

Silvano Galbusera, capo tecnico dal 2015 del 9 volte iridato, prova a raccontare i fatti ai microfoni di Radio 24:

“I motori erano stati già tutti utilizzati nella gara precedente, per cui era il terzo motore e gli altri due non avevano dato nessun problema. Anche perché i motori che abbiamo tolto avevano quasi il doppio dei chilometri e hanno girato per due giorni senza problemi. Non siamo in grado di capire che cosa sia successo, dobbiamo analizzare tutte le parti del motore.”

Si pensa sempre di più ad un difetto di produzione, perché sembra difficile che la Yamaha abbia provato a modificare i propulsori delle due M1 per questa gara: oltre ad essere severamente vietato per regolamento, compiere modifiche al buio su di un motore sarebbe una pazzia.

In molti si sono chiesti come mai, dopo la rottura di Lorenzo nel warm up, in Yamaha non avessero pensato di sostituire anche il motore di Valentino. Ecco la risposta di Galbusera, piuttosto condivisibile:

“Il motore di Valentino aveva molti meno km di quello di Lorenzo, sostituirlo preventivamente dopo quanto capitato allo spagnolo significava far correre Rossi con un motore mai utilizzato: troppo rischioso. Non abbiamo portato nulla di speciale al Mugello, i motori sono sigillati, chiusi. Niente di diverso è stato usato domenica: è stata solo sfortuna”

In quanto alla gara, Galbusera non ha dubbi:

“Valentino era molto competitivo sin da sabato, era lì con Lorenzo e lo controllava, ne aveva di più dello spagnolo. Non abbiamo la controprova, ma l’ha detto anche Lorenzo che Rossi ne aveva di più. L’ultimo pensiero che avevamo era l’affidabilità, Valentino mi ha ricordato che l’ultimo motore rotto è stato Misano nel 2007. Certo due motori rotti uno dietro l’altro mi fanno pensare che qualcosa nella fornitura non era all’altezza”.

“Il Mondiale? Ora è molto più dura, ma non è chiuso, ci sono ancora 12 gare. L’unica speranza è che con le Michelin è facile fare un errore con la gomma davanti, quindi tutto può succedere. Marquez va forte, sarò di parte ma dico che Valentino andava più forte di tutti. Nelle prossime due gare possiamo essere competitivi come al Mugello”.

La prossima gara sarà il 5 giugno, quando la MotoGP 2016 arriverà al Gran Premio di Catalunya a Barcellona.

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