WRC Spagna 2018: un Rally, una sfida. Il ricordo della prima vittoria di Loeb con Citroën nel 2005

Daniel Elena racconta la prima vittoria in Catalogna ...

Il passaggio delle auto dalla configurazione terra alla configurazione asfalto è una vera sfida.

Una volta l’anno, il Rally di Spagna richiede ai meccanici del WRC un lavoro ancora più intenso del solito. Portata per l’occasione dai soliti quarantacinque minuti a un’ora e un quarto, l’assistenza meccanica del venerdì sera prevede il passaggio dalla configurazione terra a quella asfalto. In altre parole, si potranno tenere solo la scocca e il motore, e sarà necessario sostituire i quattro ammortizzatori, gli assali, il cambio, i ponti, le trasmissioni, i freni e lo sterzo. Per garantire la velocità durante l’assistenza, ad esempio, gli assali anteriori e posteriori arrivano completi e premontati, su carrelli. In Spagna è consentito fare simulazioni prima del Rally in modo da essere perfettamente preparati, non perdere tempo e procedere più serenamente agli interventi più tradizionali, come il cambio dell’olio e i vari controlli.

Le novità del Rally di Spagna 2018: le difficoltà saranno senza dubbio molte ma gli habitué della gara le conoscono molto bene. Oltre al ritorno della super speciale d’apertura a Barcellona giovedì sera, il principale cambiamento di quest’anno riguarda l’inversione del senso di marcia venerdì sera dell’ex PS di Terra Alta, ribattezzata La Fatarella– Vilalba, dopo l’aggiunta di una decina di chilometri. Mantiene però i tredici chilometri d’asfalto da affrontare con pneumatici da terra, in cui i migliori possono dare un notevole distacco agli avversari. Sarà comunque necessario essere cauti con le gomme e non sovraccaricare l’assale anteriore, per le speciali su asfalto previste da sabato in avanti. Senza alcun dubbio, questo rally rappresenta un una vera e propria sfida.

Numeri chiave per il Rally di Spagna 2018:

18 speciali, per un totale di 331,58 km cronometrati

1h15’ è il tempo concesso venerdì sera ai team tecnici per portare le auto dalla configurazione terra a quella asfalto

30 pneumatici Michelin autorizzati per tutto il rally, ovvero 14 terra per giovedì e venerdì, da scegliere tra 10 mescole medium e 14 hard, e 16 asfalto per sabato e domenica, tra 12 soft, 16 hard e 8 pioggia.

 

Un Rally significativo per Citroën:

10 successi ottenuti da Citroën al Rally di Spagna: Philippe Bugalski nel 1999 (Xsara Kit-Car), Sébastien Loeb nel 2005 e 2006 (Xsara WRC), 2007, 2008, 2009 e 2010 (C4 WRC), 2011 e 2012 (DS3 WRC), Kris Meeke nel 2017 (C3 WRC).

Daniel Elena ricorda la prima vittoria con Sébastien Loeb nel 2005… «Per qualche anno noi e questo rally non siamo andati per niente d’accordo! Nel 2002 siamo usciti di strada, nel 2003 ci siamo fatti riprendere da Panizzi sotto la pioggia perché non avevamo i pneumatici adatti, nel 2004 abbiamo rotto il carter ad una curva… Ecco perché il primo successo catalano nel 2005 è stato così speciale. Ha rappresentato la decima vittoria di una stagione fantastica ma anche un momento complicato a livello emotivo. Quell’anno era morto il nostro amico Michael Park, detto Beef, il copilota di Markko Märtin. Non avevamo voluto vincere il titolo in Gran Bretagna in circostanze così tristi, quindi siamo scesi volontariamente in classifica per ottenere il secondo titolo alla gara successiva, in Giappone. Poi in Catalogna abbiamo siglato la prima di altri sette altre vittorie consecutive. Le speciali non sono cambiate molto: quest’anno dobbiamo prendere nuove note solo per una sessantina di chilometri e ovviamente fare qualche modifica a quelle che abbiamo già».

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