Prova BMW R 1250 R 2019: la ShiftCam arriva anche sulla Naked!

Agile, facile e divertente, offre un piacere di guida senza paragoni, anche grazie al nuovo motore a fasatura variabile. Salgono cilindrata (1254), potenza (+11 cv) e coppia (+18 Nm), con una erogazione da lode.

BMW R 1250 R 2019 – La nuova naked della casa bavarese si rinnova dopo 4 anni. Rivisto leggermente il look (solo un piccolo restyling estetico), ma importanti aggiornamenti arrivano dal nuovo motore boxer che, oltre a crescere di cilindrata, da 1.170 a 1.254 cc, migliora anche in prestazioni e sfrutta la fasatura variabile (o doppia fasatura, se volete fare i pignoli), con la ormai nota tecnologia ShiftCam, che ha debuttato su GS ed RT negli scorsi mesi.

Una tecnologia, quella utilizzata su questo nuovo motore, che viene utilizzata per variare la fasatura delle valvole lato aspirazione. Il cuore di questa tecnologia BMW è un albero a camme (per ciascuna delle due teste del boxer) fornito di due coppie di camme con profili differenti. Una coppia a carico parziale ed una a pieno carico, ciascuna sviluppata con geometria totalmente diversa e che determinano una doppia anima ed una capacità del propulsore di adattarsi perfettamente ad ogni evenienza.

Per provare questa nuova arrivata di casa BMW siamo andati a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, curiosi di testare il nuovo bicilindrico Boxer da 1.254, anche sulla roadster. A nostro giudizio è una moto che si adatta praticamente ad ogni tipo di utilizzo, dal turismo al giro sportivo, ancor di più ora che il propulsore la rende ancor più duttile ed in grado di assecondare i desideri del guidatore. Comoda, silenziosa e molto piacevole alla guida, andiamo a vedere nel dettaglio com’è fatta e coma va!

Elegantemente sportiva

BMW R1250R 2019 estetica

BMW R1250R 2019, estetica affinata, cuore rivoluzionato dalla ShiftCam

Come dicevamo in precedenza, le novità importanti non arrivano tanto nel look, ma la “R” cambia nella sostanza. La casa di Monaco, per questa nuova versione, ha voluto puntare sulla tecnologia e sulle prestazioni di guida. La BMW R 1250 R 2019, non è comunque una moto che passa inosservata. Sarà per la linea, sarà per la vista frontale che evidenzia l’ingombro del motore che sporge nettamente, o sarà anche per il sound che, grazie al silenziatore posteriore in acciaio inossidabile dal design eccezionale, trasmette a questo bicilindrico un suono unico e inconfondibile. Le linee sono state rinnovate nello spoiler motore e nelle mascherine radiatore, che trasmettono un look ancora più accattivante. A cambiare c’è il puntale, che si adatta alla presenza del nuovo motore. Quello di questa Roadster è uno stile elegantemente sportivo che ha saputo evolversi nettamente nel corso degli anni. Se pensate alle R 850 e 1150 R che erano in produzione fino ad una dozzina di anni fa, sembra di guardare qualcosa di totalmente diverso. Lo step più importante è stato proprio l’addio al Telelever (in favore di una forcella anteriore classica), con l’ultima generazione nata quattro anni fa. Meno classica e “tranquilla”, ma più sportiva e con un look da naked, arricchito dal fascino del mitico boxer, la R 1250 R promette fin dal primo sguardo di conquistare anche alla guida.

La moto si presenta poi con una linea decisa e snella e con una posizione di guida dominante.  Anche i componenti meccanici sono di alta qualità, con pinze e freni dorati. Per i più esigenti è disponibile una versione Option 719, una sigla che indica i prodotti su misura della casa tedesca. E’ possibile avere anche una luce di posizione a Led, un manubrio a piega bassa e la chiamata automatica d’emergenza (presente sul blocchetto un tasto SOS). In caso di incidente parte una chiamata automatica per attivare in modo rapido e veloce i soccorsi (con tre modalità di attivazione). Rispetto alla versione precedente, debutta poi di serie la strumentazione TFT ad alta definizione con un display da 6,5 pollici, che oltre ad una miriade di dati, garantisce anche il collegamento con il proprio smartphone ed un eventuale interfono bluetooth.

Le forme della nuova BMW R 1250 R 2019 sono ben proporzionate e le finite di gran livello. Perfettamente raccordate anche le varie parti che si accostano al serbatoio da 18 litri. Rispetto alla versione precedente, oltre a crescere di cilindrata, è cresciuto leggermente il peso complessivo. Ora la nuova BMW R 1250 R pesa, con il pieno di benzina, 239 kg. Ma non fatevi intimorire, le masse sono bilanciate e ben disposte, così da far sembrare la moto ben più leggera dei suoi quasi 240 kg. In marcia poi non si sentono affatto. Cambia anche l’altezza della sella, ora a quota 820 mm (+ 30), ma permette comunque un discreto appoggio a terra. Con gli optional BMW è possibile poi modificare l’altezza della sella che può variare da 760 mm e 840 mm.

Il nuovo cuore è l’asso nella manica

ShiftCam fasatura variabile

ShiftCam, l’asso nella manica per rendere il passaggio all’Euro 5 indolore, addirittura migliorando prestazioni ed erogazione!

Quello che è uno dei punti forti di questa moto, è il motore bicilindrico raffreddato ad aria/liquido con due alberi a camme in testa, di cui uno (lato aspirazione) guadagna il sistema di fasatura variabile BMW ShiftCam. Cresce di cilindrata e cresce anche in termini di prestazioni, dato che ora il bicilindrico è capace di erogare 136 CV (+11) a 7.750 giri e 143 Nm (+18) a 6.250 giri/min. Un motore pronto all’Euro 5, ma questo non lo rende in alcun modo inferiore all’unita precedentemente adottata, anzi! La ShiftCam è proprio l’asso nella manica che fa di un possibile fattore negativo in quanto ad erogazione e piacere di guida (tutte le severe limitazioni dettate appunto dalle norme Euro 5), la scusa per fare un salto in avanti epocale.

Oltre alla potenza incrementata è infatti cambiata l’erogazione della coppia, tra i 2.000 giri e fino al limitatore a 8.250. Viene costantemente erogata più coppia, al punto da poter dire che la moto guadagna una marcia (in sesta ottiene infatti tempi similari in ripresa a quelli che il 1200 otteneva in quinta). In gran parte le migliorie derivano dal sistema ShiftCam, il cui funzionamento è qualcosa di davvero raffinato, ma la cui adozione ha imposto anche numerosi altri aggiornamenti del propulsore. In pratica il sistema prevede (ovviamente su ciascuno dei due cilindri) la presenza di un attuatore elettromeccanico, che interviene attraverso una scanalatura presente sul lato esterno dell’albero a camme, facendolo traslare lateralmente, mettendo in gioco alternativamente la coppia di camme a carico parziale o quella a pieno carico. Il sistema si giova poi di due camme asimmetriche per la coppia che agisce in basso fino a 5.000 giri e con gas parzializzato), caratteristica che crea turbolenze in camera di combustione che migliorano l’efficienze e che, porta a ridurre anche i consumi ed ottimizza la risposta del motore ai medio/bassi regimi. Le nuove e più precise catene di distribuzione Morse (indispensabili per il corretto funzionamento del sistema), riducono la rumorosità, ma sono stati ottimizzati anche il flusso dell’olio e le conseguenze positive si apprezzano, ad esempio, nell’inserimento più dolce della prima marcia.

A garantire il giusto equilibrio in ogni condizione, ci pensa poi un pacchetto elettronico con sistemi di ultima generazione della R 1250 R. Di serie sono presenti due modalità di guida (Road e Rain), il controllo di stabilità automatico ASC e la funzione Hill Start Assist, il sistema che permette le partenze con strade con pendenze accentuate. Oltre a questo è disponibile come optional il pacchetto “Pro” con Dynamic Traction Control (DTC) e le sospensioni elettroniche ESA di ultima generazione. Altro optional è il cambio elettronico, che ha la funzionalità di cambiare marcia dimenticandosi della frizione sia in salita che in scalata.

La ciclistica rimane invariata

Per quanto riguarda gli elementi base della ciclistica, il telaio della nuova BMW R 1250 R 2019 è rimasto invariato. E’ un tubolare diviso in due parti; principale e posteriore avvitata, con il motore che usa il motore completamente portante. Il forcellone è in fusione di alluminio e ha un ammortizzatore progressivo WAD, regolabile mediante manopola nell’idraulica del precari col molla. La forcella è la tradizionale telescopica Upside-Down. Il passo della R 1.250 R è di 1.515 mm per un lunghezza della moto di 2.165 mm. Parlando sempre di quote, l’inclinazione dell’asse di sterzo è di 62.3° . Discreto è l’impianto frenante, degno di una naked e dunque più che adeguato al mezzo. A frenare la moto, troviamo infatti all’anteriore un disco doppio flottante, da 320 mm, con pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini. Al posteriore la frenata è gestita da un disco singolo da 276 mm con pinza flottante a 2 pistoncini, gli stessi utilizzati sulla versione precedente. I cerchi sono a razze in alluminio e da 3.50 da 17” all’anteriore, mentre il posteriore è 5.50 sempre da 17”. A garantire il grip ci pensano le gomme in misure 120/70 per l’anteriore e 180/55 per il 17 al posteriore.

La nostra prova e le impressioni a caldo

La sensazione che si avverte una volta saliti in sella e tolto il cavalletto, è di avere tutto sotto controllo e che la moto sia assolutamente naturale. La posizione di guida è comoda con una sella ben imbottita e ci ha conquistati la nuova strumentazione TFT, completa e ben leggibile in tutte le condizioni. I comandi sono semplici da trovare e intuitivi e le pedane sono ben posizionate. La posizione in sella è ottima e la triangolazione sella/manubrio/pedane è equilibrata , stesso giudizio per il largo manubrio, con le braccia che non stanno appese.

La prima cosa che sorprende è la leggerezza nelle manovre da fermo, si tocca bene a terra con entrambi i piedi. Una volta partiti è chiara da subito la grande facilità di guida. La R1250R è maneggevole e reattiva nei cambi di direzione. Nel misto veloce apprezziamo la stabilità e la facilità con cui la Roadster riesce ad inserirsi in curva, assicurandoci grazie alla qualità del telaio e delle sospensioni un controllo ottimale e rassicurante. Nei tornanti stretti a bassissime velocità la “tedeschina” va invece guidata un po’ di forza.

A fare la differenza rispetto al passato, nemmeno a dirlo, è il sistema ShiftCam. La doppia anima del nuovo propulsore non può che convincere tutti, perché di fatto è un sistema privo di difetti e pieno invece di vantaggi. Praticamente impossibile anche capire quando entra in gioco e cambia la coppia di camme utilizzata lato aspirazione, perché l’azione avviene in base alla lettura sia del regime che dell’apertura del gas e con il corpo farfallato che “ammorbidisce” e compensa il passaggio. In pratica non c’è nessun gradino o cambio di carattere troppo netto, ma si ha a disposizione un motore che sotto i 5.000 giri e con il gas utilizzato in modo “educato” è molto regolare e garantisce un cospicuo miglioramento alla voce consumi, ma che all’occorrenza guadagna un allungo ed una cattiveria in alto ben più elevati di quelli del 1200 che manda in pensione. Le camme a carico pieno sono infatti ben più spinte che in passato e regalano un incremento di prestazioni importante, ma anche un carattere più sportivo nella guida a gas spalancato, mentre in basso i vantaggi delle due camme differenti per ciascuna valvola di aspirazione sono evidenti. Senza annoiarvi troppo con la tecnica, la miglior combustione garantita da quei vortici che si creano in camera di combustione, rende il boxerone regolare e fluido anche quando gira basso e potrebbe altrimenti strappare ed avere qualche indecisione.

Nota di merito anche per il cambio, caratterizzato da precisione e coerente spaziatura dei 6 rapporti. Riprende in sesta senza strappare e senza nessuna vibrazione. Bene anche le sospensioni, capaci di filtrare con efficacia le imperfezioni delle strade. Infine l’impianto frenante, che si rivela ben tarato e con un’ottima modulabilità soprattutto sull’anteriore, dove non preoccupa anche nelle frenate decise, grazie a un ABS ben calibrato e mai invasivo.

Conclusioni e prezzo

Se già con l’arrivo sul mercato dell’ultima BMW R 1200 R eravamo rimasti positivamente colpiti dalla Roadster della casa dell’elica, la nuova, soprattutto grazie al propulsore profondamente aggiornato, è un prodotto davvero molto interessante e trasversale. Tanto da farci credere che qualche possessore della sorella GS potrebbe innamorarsene e cambiare genere, ma anche clienti di altri brand dall’immagine più sportiva sarebbero stupidi delle gioie che è in grado di regalare la R1250R. Arriviamo addirittura ad ipotizzare un potenziale interesse dei clienti che in passato hanno acquistato una S1000R, che se resta ben più sportiva nell’impostazione, per strada non è poi così lontana in termini di prestazioni (cosa diversa se ogni tanto si va in pista). Il vantaggio di avere un propulsore tanto propenso a cambiare carattere all’occorrenza è poi uno dei vantaggi competitivi più importanti che questa moto ha in questo momento sulla concorrenza.

La ShiftCam garantisce una discreta riduzione alla voce consumi, pur offrendo prestazioni superiori, soprattutto quando si riesce a sfruttare la coppia di camme a carico parziale. Anche alla classica andatura da autostrada, ad esempio, visto che a 130 si è ancora ben al di sotto dei 5 mila giri e si risparmia un 5% circa rispetto al “vecchio” 1200.

Infine i prezzi, con un listino che parte da appena sotto la soglia dei 15 mila euro (14.950), che salgono di 500 per la Exclusive (che include la cover serbatoio Pure, pinze freno anodizzate oro, fianchetti in acciaio ed il telaio in tinta Agate Grey), di 570 per la HP (cover serbatoio Pure, pinze freno anodizzate oro, modalità Sport” per TFT con funzioni estese –  angolo di piega, misuratore forza G -, spoiler motore, fianchetti in acciaio, telaio Light White e cerchi Night Black). Con i tre pacchetti Comfort, Touring e Dynamic il prezzo può poi salire ulteriormente, avvicinandosi a 19 mila euro per un esemplare che non rinunci ad una dotazione super ricca.

Abbigliamento utilizzato nel test:
Casco: Caberg DUKE II IMPACT
Giacca: Macna Hyper in pelle, dotata di protezioni su gomito e spalla approvate CE
Guanti: Macna Assault
Jeans: Macna Stone, con protezioni sulle ginocchia, kevlar di rinforzo sui fianchi, ginocchia e schiena
Scarpe: Stylmartin Sector, una scarpa urban estiva

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