Prova doppia tra SUV best seller: Dacia Duster e Ford EcoSport

Non sono rivali diretti, ma il C-SUV di casa Dacia vende circa quanto il B-SUV di Ford. Abbiamo messo a confronto una Duster Techroad 1.5 Blue dCi 115 CV 4X4 ed una EcoSport 1.5 TDCI AWD ST-Line 2019, per capirne differenze e punti di contatto, come ad esempio per i due propulsori, entrambi 1.500 a gasolio

Dacia Duster Techroad e Ford EcoSport: non saranno rivali diretti, ma i due SUV in comune hanno il gran successo in quanto ad esemplari venduti, circa 28 mila ciascuna nel 2018 in Italia (27.674 per la Duster, 28.525 per la EcoSport). Poi sono entrambi SUV e, nel caso degli esemplari provati, sono accomunati da motorizzazioni a gasolio di cilindrate equivalenti, con potenze vicine (125 la Ford contro i 115 cavalli della Dacia) ed in versioni a trazione integrale, ma con trasmissioni manuale in un caso ed automatica per il B-SUV della casa dell’ovale blu. Entrambe in allestimenti al top delle relative gamme, hanno però prezzi diversi, proprio per il loro approccio differente al “tema SUV”.

La Dacia Duster è il “low cost speciale”, come ci siamo spinti a definirlo, mentre la Ford EcoSport vuole essere più raffinato e premium nelle scelte, finendo per essere un’alternativa ai modelli dei marchi più blasonati del suo segmento. Volendo portare il tutto ai rispettivi listini, una si ferma appena sopra la soglia dei 20 mila euro (optional esclusi), con i 20.700 necessari per acquistare una Duster Techroad 1.5 Blue dCi 115 CV 4X4, mentre la Ford EcoSport 1.5 TDCI AWD ST-Line 2019 che abbiamo provato sale a 28.700 euro.

In realtà però il divario si stringe scegliendole in altre versioni, ad esempio rinunciando al cambio automatico (di serie sulla EcoSport AWD, al momento non disponibile sulla Duster), che rende oggettivamente il confronto meno equo. Resta poi da capire quanto promozioni e sconti possano fare da arbitro e modificare il risultato del confronto…

Piccola aggressiva o “low cost speciale”?

Dacia Duster vs Ford Ecosport esterni

Dacia Duster e Ford Ecosport: low cost con stile o aggressivo B-Suv?

L’americana è nettamente più compatta, con una lunghezza sotto quota 4,1 metri, mentre la Duster è di un segmento superiore con i suoi 434 centimetri. Già questo dovrebbe renderle troppo diverse per un confronto, ma in realtà non è raro trovare persone indecise proprio tra le due crossover. La EcoSport cerca di dissimulare le sue dimensioni ridotte, con un frontale che richiama in modo deciso le due sorelle maggiori (la Kuga e la full-size Edge), grazie alla calandra quasi verticale e dalle dimensioni generose.

Sottili invece i gruppi ottici, mentre la rivale li unisce in un unico elemento stilistico con la calandra. In pratica la più piccola delle due gioca a fare la grande, con una dose importante di aggressività, mentre l’altra punta su di un look ricercato ed elegante, per allontanarsi il più possibile dal concetto di low cost che caratterizzava il marchio Dacia quando debuttò in Italia nell’ormai lontano 2006.

In realtà oggi è un brand divenuto qualcosa di più simile ad una scelta furba e razionale, piuttosto che economico. La Techroad è, ad esempio, la quinta serie speciale, a testimonianza delle velleità di fare tendenza, soprattutto per la Duster. Serie speciale caratterizzata da un allestimento particolarmente ricco, come vedremo, oltre che da dettagli rossi (anche la colorazione rosso fusion di questo esemplare è specifica – insieme ad un grigio magnete) e cerchi da 17” diamantati.

Le fiancate sono ovviamente molto diverse, anche per le differenti proporzioni. Simili gli approcci, con entrambe che mostrano i muscoli, la Duster con passaruota pronunciati, la EcoSport grazie a nervature che scolpiscono la carrozzeria e cerchi da ben 18” con finitura a contrasto. La lunghezza inferiore dell’americana la fa sembrare più alta, anche se in realtà è la rivale (anche per via delle barre sul tetto più pronunciate) a svettare con quasi 1,7 metri. Le larghezze sono simili (180 contro 176 per la più piccola EcoSport), mentre dietro una è più elegante e sofisticata, l’altra punta sull’immagine maggiormente votata all’off road.

La Duster sfoggia infatti gruppi ottici squadrati ed il classico elemento a contrasto nella parte bassa del gruppo paraurti, la EcoSport invece ha fanali posteriori allungati e punta su una immagine più raffinata, quasi a lasciare la sua aggressività al solo frontale.

Da sottolineare che la EcoSport ha cambiato rotta rispetto al debutto della seconda generazione, rinunciando ad esempio alla ruota di scorta sul portellone, che resta disponibile come optional e che si abbina ad un portellone con una inconsueta apertura laterale “a portiera”. Questo è solo uno degli elementi che ha portato il B-SUV americano da un iniziale timido debutto al successo del 2018, anno del suo definitivo riscatto, anche per il mercato italiano.

Abitabilità abbastanza similare, ma il bagagliaio… 

25: sono i centimetri di differenza in quanto a lunghezza, che non possono che farsi sentire in termini di abitabilità e capacità di carico. La più corta EcoSport è ovviamente avvantaggiata nei parcheggi e nella guida cittadina, ma il tutto si paga con un minor spazio interno rispetto alla Duster.

Chi siede davanti non troverà grosse differenze in termini di spazio, mentre la panca posteriore è più condizionata dalla minor distanza dai sedili anteriori. A parte questo, entrambe risultano ottime ad accogliere quattro persone, con un eventuale quinto leggermente più sacrificato. Se l’abitabilità non è poi così diversa (infatti rispetto ai 25 cm di lunghezza, sul passo si scende a 15), la capacità minima dei due bagagliai è di 334 litri per la Ford EcoSport, 467 per la Dacia Duster (11 in più se la scegliete in una versione 2WD). Questa è una delle differenze più eclatanti, che condiziona quindi la partita tra le due vetture, ma non è l’unica ed è controbilanciata da un rovescio della medaglia, che riporta il giudizio verso un sostanziale equilibrio.

La EcoSport prevale per le finiture

Un abitacolo più piccolo, ma meglio rifinito, contraddistingue la Ford EcoSport, anche perché in questo la Duster paga una impostazione di base più attenta al contenimento dei costi. Proprio su interni e dotazione si gioca la parte più strategica del match tra i due SUV compatti. Qui entrano in gioco i gusti e le esigenze personali, perché se da un lato è ovvio che la Duster si prenda un vantaggio sulla rivale americana con una capacità di carico di gran lunga migliore, anche l’occhio vuole la sua parte.

Lasciamo al giudizio personale la sentenza su quale delle due si presenti meglio fuori, mentre dentro ci sono elementi che portano oggettivamente a dare un vantaggio alla EcoSport. Oltre alla vista, anche olfatto, udito e tatto sono meglio assecondati da un’auto che è meglio rifinita, con plastiche soft touch laddove la Duster è più “croccante”, materiali più pregiati e che denotano una maggior attenzione alla qualità percepita.

D’altronde se una vettura più piccola di fa pagare di più di una di segmento superiore, dovrà pur esserci un motivo a giustificarlo. La Duster resta comunque un’auto in grado di convincere e di meritare il successo che ha avuto lungo la sua carriera, con l’ultima generazione che ha guadagnato un look migliorato, oltre che una dotazione che può farsi molto interessante.

Ne è un esempio la serie speciale Techroad da noi provata, che arricchisce ulteriormente la Prestige, su cui si basa, che offre il sistema infotainment Media Nav Evolution (compatibile con Apple CarPlay e Android Auto), il climatizzatore automatico, la Multiview Camera (ben quattro telecamere utilissime sia in parcheggio che in fuoristrada), il sistema Keyless e molto altro. Certo, il confronto con la EcoSport mostra qualcosa che alza l’asticella, perché in allestimento ST-Line troviamo “fronzoli” non di poco conto, come un prestigioso sistema audio marchiato B&O oppure sedili con finitura mista pelle e Miko-Dinamica (un gradevolissimo scamosciato ecologico). Il sistema Sync 3 poi, pur non essendo il migliore sul mercato, è comunque un gradino sopra a quello della rivale del Gruppo Renault.

Cuori simili, ma nemmeno troppo

Aprendo i rispettivi cofani si scoprono due soluzioni molto simili sulla carta, che all’atto pratico hanno alcune differenze inattese, pur rimanendo assolutamente rivali diretti. Li accomuna infatti la cilindrata di 1.5 litri, sono entrambi 4 cilindri a gasolio, offerti con differenti step di potenza. Qui troviamo i più “spinti”, con 115 cavalli per la Duster e dieci in più per la EcoSport, mentre sul fronte coppia massima la differenza si fa sentire ancor di più, sia nei numeri che nella sostanza.

I 300 Nm ad appena 1.750 giri dell’americana regalano un maggior piacere di guida ed una erogazione più piena ai bassi, mentre la Dacia Duster si ferma a quota 260, che arrivano un pelo dopo (2.000 giri). La differenza la fanno soprattutto le trasmissioni, non solo perché una è manuale e l’altra automatica, ma per la differente rapportatura. La Duster è cortissima, al punto che si può quasi partire in seconda e che a 130 Km/h il motore gira a circa 3 mila giri, contro i poco più di 2 mila della rivale. Certo, spunta un tempo di quasi un secondo in meno sullo 0-100 (10.4 contro gli 11.3 della Ford), ma si finisce per utilizzare spesso la leva del cambio, facendo apprezzare ancor di più l’assenza del pedale della frizione su questa EcoSport.

Simili le velocità massime (per quel che conta la Duster dichiara 177 Km/h, 4 in più la sua avversaria), sul fronte consumi abbiamo rilevato valori molto vicini. Si bilanciano, di fatto, le scelte differenti tra le due, con la rapportatura corta e le maggiori dimensioni della Dacia Duster da un lato, il cambio automatico, un muso “verticale” ed un peso maggiore (1.445 kg contro 1.320) della EcoSport dall’altro. In autostrada si sono attestate entrambe intorno ai 14 km/l, con un piccolissimo vantaggio della rumena, mentre entrambe possono salire a 18 e più km con un litro se guidate in modo attento e su strade extraurbane. In città va meglio con la Duster, che in generale mantiene un piccolo vantaggio in termini di consumo, che non fa la differenza, ma che è comunque tangibile.

Guida su strada e non

Gli approcci sono diversi anche nella tecnica e si ripercuotono sulle sensazioni di guida. Più “basilare” la Duster, più raffinata la EcoSport, con una maggior precisione della seconda, che offre un assetto più sostenuto e meno incline a rollio e beccheggio, oltre ad una elettronica più avanzata, meno invasiva e predittiva in alcuni casi. Lo si può toccare con mano anche analizzando i due diversi sistemi di trazione integrale.

La Duster è più votata al fuoristrada, tant’è che la modalità automatica finisce per essere la meno utilizzata, perché su strada si viaggia quasi sempre con la sola trazione sulle ruote anteriori, mentre in off è consigliabile bloccare la ripartizione (40/60), per affrontare i passaggi più impegnativi. La EcoSport offre invece l’Intelligent All-Wheel Drive, un sistema evoluto che sposta la coppia in 20 millesimi secondi, da una ripartizione standard che vede il 100% della coppia scaricata sulle due ruote anteriori, fino ad arrivare ad un 50/50.

Il tutto si basa sulla lettura dei dati raccolti dai sensori che monitorano elementi quale la velocità delle singole ruote, quella del veicolo, oppure la posizione di sterzo e acceleratore, per assecondare al meglio le richieste del guidatore rispetto al percorso in cui l’auto è impegnata.

Un sistema che funziona davvero bene su strada, ad esempio su asfalto viscido, ma in fuoristrada l’assetto più morbido della Duster e la possibilità di bloccare il differenziale offrono un innegabile vantaggio. Si conferma quindi più “ruspante” ed a suo agio della EcoSport quando c’è da sporcarsi, mentre lo sterzo con servoassistenza elettrica (35% più leggero in manovra, ma più consistente alle velocità elevate), riduce il gap su asfalto, dove comunque l’americana è più precisa ed in grado di assecondare al meglio una guida più dinamica.

Conclusioni e prezzi

Una scelta razionale ed una più attenta alla qualità ed al dettaglio, quella tra le due auto che abbiamo messo a confronto, che non sono comunque rivali dirette, come abbiamo avuto modo di ribadire a più riprese. Simili e diverse al tempo stesso, rappresentano due chiavi di lettura del concetto di crossover / SUV compatto, una votata alla sostanza, l’altra sicuramente un po’ più curata e raffinata. Sono due valide alternative, come dimostrano i dati di vendita, che hanno visto prevalere di poco la EcoSport nel 2018, ma che mettono entrambe ai piani alti delle classifiche di segmento.

Quanto ai prezzi, detto dei due esemplari che abbiamo testato, con la Dacia Duster Techroad 1.5 Blue dCi 115 CV 4X4 che si attesta a 20.700 euro e la Ford EcoSport 1.5 TDCI AWD ST-Line 2019 che ne costa invece 28.700, i due modelli partono rispettivamente da 11.900 euro per la Dacia Duster, che salgono a 16.350 per la ricchissima Techroad, mentre la EcoSport offre promozioni che abbassano non di poco la soglia teorica di 19.500 euro, che troviamo nel listino ufficiale.

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