Prova video Dacia Duster Techroad: il SUV low cost “speciale”

Una serie speciale, Dacia TechRoad, che diventa il top di gamma del noto ed apprezzatissimo SUV del marchio d’attacco del Gruppo Renault. Lo abbiamo provato con motore 1.5 Blue dCi da 115 cavalli e trazione integrale

Dacia Duster Techroad: si tratta di uno dei SUV di maggior successo in Italia e non solo per il suo prezzo. Con il 2019 guadagna un allestimento particolarmente ricco, disponibile per 12 mesi, oltre ai nuovissimi propulsori a benzina 1.3 litri Tce turbo da 130 e 150 cavalli (abbiamo da poco provato il 130 cavalli sulla cugina Renault Captur).  Abbiamo testato un esemplare di Dacia Duster della serie speciale Techroad, ma abbinato al celeberrimo propulsore a gasolio da 1.5 litri (che ricordiamo essere utilizzato sia dai marchi del Gruppo Renault che di quello Mercedes), nella sua ultima evoluzione ed abbinato alla trazione integrale. L’occasione ci ha concesso di riconfermare tutto quello di buono che sapevamo sulla seconda generazione della Duster, mettendola alla frusta anche in un impegnativo percorso in off road, con tanto di guado di un fiume (che viste le piogge dei giorni precedenti era anche oltre le possibilità teoriche dell’auto).

Dacia, da low cost a marchio di tendenza?

Dacia Duster Techroad esterni

Dacia Duster Techroad, colorazioni dedicate e dotazione top di gamma

Low cost lo era forse nelle intenzioni iniziali, quando debuttò in Italia nell’ormai lontano 2006, in realtà il brand Dacia è divenuto in fretta qualcosa di più simile ad una scelta furba e razionale, anziché povera o di rinuncia. E il suo modello più modaiolo ed accattivante, la Duster appunto, ne è una dimostrazione lampante, ma lo sono anche le numerose serie speciali (la Techroad è la quinta), a testimoniare che non solo il prezzo è alla base del successo di queste vetture sempre più di tendenza.

Techroad, quinta serie speciale di casa Dacia

Dacia Duster Techroad interni

Dacia Duster Techroad, interni ancora più curati e con tocchi di rosso

L’allestimento questa volta è particolarmente ricco e parte da quello Stepway per il resto della gamma (Sandero, Logan MCV, Lodgy e Dokker), dal Prestige per la Duster. Oltre a nuove tinte disponibili e dedicate, con questo rosso fusion affiancato dal grigio magnete, si distingue per cerchi (Maldive diamantati) da 17” con coprimozzo rosso, specchietti con calotte nere ed una riga rossa, un fascione con finitura dedicata nella parte bassa delle fiancate e gli immancabili badge a ricordare il nome della serie speciale Techroad. Dentro troviamo poi sellerie rivisitate e nuove finiture interne in tinta con il Rosso Vulcano. Molto ricca la dotazione tecnologica, che include il Media Nav Evolution compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, il climatizzatore automatico, la Multiview Camera, il sistema Keyless Entry, ma non mancano nemmeno il Blind Spot Warning, gli Airbag a tendina, l’accensione automatica dei fari ed il servosterzo elettrico.

Serie speciale e 1.3 Tce, ma anche Blue dCi

Techroad è una serie speciale disponibile per 12 mesi sull’intera gamma, che debutta insieme al nuovo 1.3 Tce turbo a benzina da 130 e 150 cavalli (come detto lo abbiamo recentemente provato sulla cugina Renault Captur). Noi invece abbiamo testato la Duster nel suo inedito e ricco allestimento, ma con il celebre ed ottimo 1.5 litri a gasolio, qui con 115 cavalli e trazione integrale. Il Blue dCi è l’ultima evoluzione del fortunatissimo 4 cilindri diesel di 1.5 litri, in grado di offrire un compromesso davvero interessante in termini di prestazioni ed efficienza. La potenza è infatti più che sufficiente per offrire un gran piacere di guida, anche in abbinamento alla trazione integrale, come in questo caso, grazie alla coppia di 260 Nm a 2.000 giri.

Dacia Duster, al volante è una bella conferma

L’occasione del debutto di questa serie speciale Techroad ci consente di guidare nuovamente la Duster di seconda generazione. Compatta, con i suoi 434 cm di lunghezza ed in grado di convincere sotto ogni punto di vista. Offre una ottima abitabilità e un bagagliaio generoso (467 litri in questa configurazione, 478 per le versioni 2WD), ma è anche piacevole alla guida, migliorata rispetto alla precedente generazione, sia per la miglior insonorizzazione, che per accorgimenti che hanno migliorato le sospensioni e lo sterzo, più preciso e con feedback più positivi grazie proprio alla servoassistenza elettrica (35% più leggero in manovra, ma più consistente alle velocità elevate). Si può affrontare anche un po’ di off road, grazie anche alla trazione integrale, che può essere bloccata con ripartizione 40/60, oppure in modalità automatica o solo anteriore. Piacevole e frizzante il motore, sempre all’altezza della situazione ed a cui si può rimproverare solo una rumorosità accentuata ai bassissimi regimi.

Alla guida la Duster è piacevole e, se in passato si era portati a perdonarle qualche pecca pensando ad un prezzo decisamente accattivante e lontano dalle concorrenti più blasonate, anche in questa configurazione che la porta a sfondare quota 20 mila e che potrebbe quindi spingere ad essere più pignoli, sono sempre di più i pregi dei difetti. Anche in fuoristrada, pur non essendo un mezzo specialistico, se la cava più che bene. Noi abbiamo anche osato un guado di un fiume, carico di acqua dopo le piogge dei giorni precedenti, con il fondo a ciottoli irregolari, senza metterla più di tanto in difficoltà. Gas costante, il vantaggio di una rapportatura corta che tiene il motore sempre in tiro, ha battuto la corrente ed è risalita senza indugio da una rampa con una pendenza vicina al 100%. Con il blocco che fissa la distribuzione della coppia tra i due assi si alza l’asticella e si riescono a fare cose sorprendenti. Il suo regno è però l’asfalto, da quello cittadino alle strade extraurbane, mentre in autostrada, proprio per la rapportatura corta che abbiamo lodato nella guida in fuoristrada, il propulsore gira alto. Circa 3 mila giri ai canonici 130 km/h, che da un lato alzano un po’ la rumorosità, ma che soprattutto non giovano ai consumi. Se in altri ambiti questa Duster è in grado di avvicinare la soglia dei 20 Km/l, in autostrada si attesta su 14-15 km/l, mentre al termine della nostra prova si è attestata su un valore medio di circa 18.

Il cambio, al di là dell’avere dei rapporti corti (al punto che si può partire in seconda senza grossi problemi), ha innesti ben contrastati, una corsa piuttosto lunga, ma è sufficientemente preciso e piacevole nell’utilizzo. A bordo si è poi coccolati da una dotazione davvero di ottimo livello, con alcune chicche, come le quattro telecamere che consentono di monitorare ciò che accade intorno alla vettura ed alle ruote, sia in una manovra di parcheggio che in un passaggio in off road. Climatizzatore automatico, un buon e completo sistema di infotainment a cui non mancano nemmeno radio DAB e connettività con i propri smartphone, con Android Auto ed Apple Carplay, ma anche finiture di buon livello e arricchite dalle novità nel pacchetto Techroad che riguardano i rivestimenti dei sedili e alcuni particolari di colore rosso, che contrastano con il resto delle plastiche. Ovviamente lei rimane la Duster che conosciamo, “ruspante” e resistente anche grazie alla presenza di materiali rigidi dove le premium ne sfoggiano di morbidi per colpire i sensi ed alzare l’asticella in termini di qualità percepita. Nel complesso è però un compromesso decisamente più che accettabile, soprattutto in questo ricco allestimento.

Conclusioni e prezzi

La Dacia Duster ci strappa quindi una promozione con voti più che buoni anche questa volte e ci sentiremmo di consigliarla senza indugio a chi sia alla ricerca di una vettura concreta e pronta a tutto. La trazione integrale di cui può essere dotata è valida ed efficacie, perfetta per chi debba affrontare spesso qualche passaggio impervio lontano dall’asfalto, ma con la comodo opzione di escluderla totalmente quando non serve, evitando di incidere in modo consistente sui consumi. Compatta il giusto, offre un ottima capacità del bagagliaio e siamo sicuri che incontrerà anche il gusto del pubblico femminile grazie ad un look esterno che nel tempo si è fatto più ricercato ed attento ai dettagli.

Il nuovo e più ricco allestimento della serie speciale Techroad si paga con 800 euro aggiuntivi, che portano il prezzo di questa Dacia Duster a 20.700 totali, a cui vanno aggiunti per questo esemplare 600 euro per il bel colore rosso fusion della carrozzeria, mentre l’unico vero optional a pagamento presente è la ruota di scorta (200 euro). Techroad per la Duster parte però da 16.350 euro, dato che è abbinabile a gran parte della gamma 4×2, dal 1.600 da 115 cv, anche GPL, oltre che per i nuovi 1.3 TCe FAP da 130 e 150 cv. Il 1.5 Blue dCi da noi provato è l’unico disponibile sia a trazione anteriore che 4×4 (le separano 2 mila euro).

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