Alle origini dell’avanguardia DS: la Dea nel cinema

Una sagoma così elegante e sensuale come quella della DS non poteva non attrarre l’attenzione dei cineasti di tutto il mondo.

Scorrendo le statistiche, si scopre che sono oltre 1200 le pellicole, tra film, spot e documentari, dove la DS ha un ruolo di assoluta importanza ed è spesso associata alla presenza della protagonista femminile del film.

Inquietante, profondo, a tratti sconvolgente è il film “La Dea del ‘67” della giovane regista Clara Law. Girato tra il Giappone e l’Australia, racconta il destino di un giovane giapponese stregato dal fascino della DS che riesce ad acquistarne una in Australia e decide di portala a casa guidandola.

La DS21 Pallas del ‘67 nell’insolito colore “Red Squirrel” con interni in pelle blu si abbina perfettamente ai colori virati che contraddistinguono l’intera pellicola. Sarà lei, la Dea del ‘67 a cucire la narrazione di una vicenda certamente di non facile lettura e ad unire i protagonisti.

Tra le tante apparizioni della Dea sul grande schermo, non possiamo non citare due pellicole recenti: il film “Gattaca”, del 1997, dove una splendida Uma Thurman guida una DS19 Cabriolet del ‘64 e “Adorabili Amiche” (il cui titolo originale è “Thelma, Louise et Chantal”), del 2010, diretto da Benoît Pétré, dove le tre protagoniste intraprendono un lungo viaggio (anche nella memoria) a bordo della Citroën DS Pallas di una delle tre.

Quest’ultima pellicola, vero “road movie”, ha il pregio di riportare sulla DS l’attrice e cantante francese Jane Birkin (che nel film interpreta Nelly, una delle tre protagoniste). Jane Birkin è stata un’autentica icona nel panorama europeo tra gli anni ‘60 e ‘70: lanciata dal film “Blow Up” di Michelangelo Antonioni, si trasferì a Parigi nel ‘68, dove sposò Serge Gainsbourg. Celebre la loro interpretazione del brano “Je t’aime… moi non plus” che fece scandalo nell’Europa dell’epoca.

Ma nel 1970 la Birkin prestò le sue grazie anche in occasione del lancio dell’ultima e più potente versione della DS Cabriolet con la quale posò per un celebre servizio fotografico che venne ripreso da tutte le principali testate motoristiche dell’epoca. Due Dee in un solo scatto.

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