Una incredibile e stupefacente carriera nel mondo della musica che ha segnato molte generazioni e una grande passione per le auto. Questi sono due degli aspetti che hanno caratterizzato la vita di David Bowie. Nelle sue canzoni oltre alle emozioni che solo lui sapeva dare, si possono trovare anche metafore automobilistiche per descrivere situazioni vissute. Come ad esempio nel brano Always crashing in the same car dell’album Low, pezzo che inizia dicendo “Every chance, every chance that I take, I take it on the road”. Si dice che l’ispirazione sia arrivata in seguito ad un episodio che l’ha visto coinvolto. Venne imbrogliato da uno spacciatore e lui per vendetta tamponò più volte la sua auto con una Mercedes 450 SEL.
Ma chi può dire se questo sia vero o meno? Probabilmente nalla sua “visione da extraterreste” il Duca Bianco vedeva le auto come delle astronavi, come un mezzo con cui, prima o poi, sarebbe ritornato sul suo pianeta. Nella sua vita Bowie si è circondato di queste astronavi, una delle più conosciute è la Mercedes Landaulet 600 con motore V8 M100 da 6.330 cm³ a iniezione meccanica Bosch, in grado di erogare 250 CV. Bowie si fece fotografare in quest’auto nel 1976 a Victoria Station e in seguito anche con una Mercedes 560 SL con motore M117E56 che erogava fino a 227 CV. Il marchio della stella a tre punte non era il suo unico desiderio, infatti fin da subito aveva una Jaguar E-Type 4.2 da 256 CV del 1967 chiamata da Bowie “Big Cat”. Tramite le foto scattate durante la sua carriera, nel corso del 1973 possiamo vedere anche una Rolls Royce.
David Bowie non ha solamente acquistato e guidato auto, ha anche ideato con la sua fantasia, nel 1999, una Mini del tutto particolare. Infatti questa Mini è interamente cromata, sia all’esterno che all’interno. Non è forse questo un esempio palese della sua idea di auto vista come astronave? L’idea di concepire una Mini con tutte quelle cromature, probabilmente arriva anche dal passato di Bowie, da quegli anni ’60 quando non era ancora il Duca Bianco o Ziggy Stardust, ma solamente David Jones. Un semplice ragazzo, un “mod”, un giovane come tanti altri che al tempo giravano per Londra su due ruote. Come in una foto del 1974 dove vestito con occhiali e guanti da moto, sembra stia per intraprendere un viaggio verso il suo lontano pianeta, viaggio tristemente intrapreso la notte del 10 gennaio 2016.